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Inter, la crisi è ufficiale. Poche idee e tanta confusione

Creato il 28 dicembre 2017 da Agentianonimi
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L’Inter è ufficialmente in crisi. A certificarlo sono numeri e prestazioni. Dopo una prima parte di campionato spettacolare (12 vittorie e 2 pareggi), la squadra allenata da Luciano Spalletti è ora in grande difficoltà. Nelle ultime cinque partite disputate tra campionato e Coppa Italia i neroazzurri hanno accumulato un preoccupante bottino di tre sconfitte e due pareggi.

E se il pareggio a reti bianche allo Stadium contro la Juve era stato celebrato come frutto di una grande prova difensiva, dalla trasferta di Torino l’Inter non ha praticamente più segnato: l’unica rete è arrivata nel match casalingo contro l’Udinese quando Icardi ha momentaneamente riportato in parità il punteggio salvo poi arrendersi sotto i colpi di De Paul e Barak.

In Tim Cup la figuraccia rimediata contro il Pordenone, squadra nona in classifica nella Lega Pro, sconfitta soltanto ai rigori e dopo aver anche rischiato di subire gol, aveva lanciato i primi campanelli d’allarme. Ma se due settimane fa erano scesi in campo quasi esclusivamente le riserve, nel derby di ieri sera perso ai tempi supplementari (gol di Cutrone al 104° minuto n.d.r.) Spalletti ha schierato tutti i titolari e ancora una volta gli attaccanti non sono riusciti a trovare la via del gol.

Capitan Icardi è in un momento di appannamento: fatica a trovare gli spazi per colpire con la solita naturalezza e il rigore fallito a Sassuolo conferma il momento complicato dell’attaccante argentino. L’inoffensività di Maurito però è dettata anche da un supporto sulle fasce che negli ultimi tempi sta mancando: Perisic a sinistra non è più devastante come a inizio stagione, mentre Candreva è quello che crossa di più in Serie A, ma molto spesso i suoi lanci sono fuori misura.

Inter, la crisi è ufficiale. Poche idee e tanta confusione

Mauro Icardi, qui protagonista con la tripletta nel derby del 15 ottobre scorso, ieri non ha creato grossi pericoli ai rossoneri.

Anche la difesa che fino a qualche settimana fa era apparsa come il reparto più solido comincia a mostrare qualche crepa: i gol subiti in campionato sono solamente 14, quattro dei quali però incassati nelle ultime due partite. L’ex sampdoriano Skriniar, vera sorpresa di questa squadra, ultimamente sta risultando troppo falloso e sembra aver perso qualcuna delle sue granitiche certezze.

A centrocampo poi regna la confusione. Joao Mario, impiegato ieri titolare, fallisce l’opportunità concessagli da Spalletti con una prestazione negativa e un atteggiamento inadatto: lento nella manovra del gioco e nell’esecuzione delle giocate, spara addosso al portiere la più grande palla gol creata dall’Inter.

Se con il Pordenone non avevano convinto le riserve, le ultime uscite hanno gettato grandi perplessità anche sulle prime linee: i titolari sono parsi stanchi da un punto di vista atletico e con poche idee dal punto di vista tattico. E se quest’ultimo aspetto verrà corretto da Spalletti – vero valore aggiunto di questa Inter – con il lavoro settimanale, la stanchezza può costituire un problema: ai neroazzurri rimane soltanto il campionato, ma la panchina rimane comunque troppo corta per dosare le energie fino a maggio.

A gennaio servono rinforzi per puntellare ogni reparto e fornire delle alternative valide in grado di far rifiatare i titolari. Ora però testa alla Lazio, prossimo avversario in campionato. Sabato (ore 18) San Siro la sfida delicatissima contro i biancocelesti sa già di bivio: una vittoria ridarebbe morale e certezze ai nerazzurri contro una diretta rivale per un posto in Champions. Ma soprattutto allontanerebbe quei malumori che nel capoluogo milanese spesso sorgono nel periodo natalizio, quando nelle ultime stagioni l’Inter ha più volte mostrato una flessione.

Alessandro Badalin

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