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Inter, la doppia faccia del bond: limitazioni dalla Cina e rassicurazioni da Goldman Sachs

Creato il 22 dicembre 2017 da Agentianonimi
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Il bond da 300 mln è stato da poco emesso, ma continuano i dubbi riguardo alla sua potenzialità, soprattutto dopo che il governo cinese ha ribadito nella giornata di ieri ancora la poco flessibilità nei confronti delle società che investono i loro capitali all’estero. Il calcio è visto come un settore ad alto rischio di riciclaggio e quindi sotto la lente di ingrandimento degli organi di vigilanza cinesi.

Vi abbiamo già illustrato il piano dell’Inter, quali rischi il bond potesse fornire e quali vantaggi, ma adesso che il governo cinese ha ristretto ancora di più gli investimenti esteri qualcosa potrebbe cambiare. Nonostante ci siano buone speranze…

Ricordo che il presidente #Zhang si è appena espresso con forza e che il progetto calcio in Cina va avanti. Gli investimenti fatti resteranno. Che poi dicano: non giri strani di soldi è un bene no? #Inter #Milan

— Mariangela Pira (@MariangelaPira) 21 dicembre 2017

Nel documento ufficiale, sotto la voce “fattore rischio”, l’Inter spiega ai tifosi e agli azionisti cosa potrebbe accadere. Ecco i passaggi più importanti:

La politica e le regolamentazioni del governo cinese e il suo cambiamento rispetto agli investimenti in uscita e valuta estera, nonché le condizioni politiche ed economiche in Cina potrebbero limitare la quantità di investimenti di Suning nell’Inter.

Il governo cinese ha recentemente classificato gli investimenti in squadre sportive come “investimenti limitati”.

L’Inter è dipendente dai contributi di capitale di Suning ed eventuali restrizioni alla capacità di Suning di fornire tali contributi influenzerebbe negativamente le attività e i risultati delle operazioni dell’Inter.

Queste restrizioni possono anche influire negativamente sulla nostra capacità di riscuotere somme a noi dovute in termini di sponsorizzazioni e di altri contratti stipulati con controparti in Cina.

In risposta al persistente deflusso di capitali dalla Cina, la PBOC e la SAFE hanno implementato una serie di misure di controllo del capitale negli ultimi mesi, comprese procedure di controllo severe per società nazionali cinesi di rimettere valuta estera per investimenti esteri, pagamenti di dividendi e rimborsi di prestiti agli azionisti.

Se questo dovesse portare nuove leggi o regolamenti sui proprietari di attività sportive all’estero, oppure se la PBOC o la SAFE implementassero ulteriori controlli sui capitali, a Suning potrebbe essere potenzialmente impedito di fare ulteriori investimenti, spinto a ridurre il suo finanziamento all’Inter o potenzialmente essere costretto a vendere l’Inter.

Se da una parta potrebbero esserci delle complicanze, dall’altra questo bond da 300 mln permette all’Inter di avere una grande liquidità. Come spiega Greg Carey, responsabile della divisione sports finance di Goldman Sachs, al Financial Times

questa operazione fornisce ingenti somme aggiuntive al bilancio dell’Inter, consentendo al club di gestire un’attività stabile senza fare affidamento sul supporto della proprietario.

Inoltre, il bond e la successiva entrata nel mercato di Vienna e Lussemburgo ha avuto un successo non indifferente. Come spiega Calcio & Finanza

l’Inter rimpingua la cassa di liquidità aggiuntiva rispetto al debito in essere prima dell’emissione delle obbligazioni. Oltre a rimborsare i debiti preesistenti, infatti, il bond dell’Inter ha fornito al club
un’infusione di cassa di 82 milioni euro. Il bond utilizza una struttura di pagamento “a cascata” che garantisce che i flussi in entrata derivanti dai ricavi futuri vengano utilizzati per il servizio debito prima che possano essere spesi dal club.

a cura di Matteo Tombolini (@MatteoTomb)

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