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Interview with Nanban

Creato il 05 novembre 2019 da Untitledv
Interview with Nanban Interview with Nanban Interview with Nanban Nanban nasce dall'idea di far conoscere gli oggetti della cultura giapponese in occidente, una serie di cose funzionali e ben fatte frutto di anni di storia che uniscono design e artigianato. Il sito presenta una selezione di prodotti per la casa, dalle penne ai blocchi per scrivere, passando per le pentole e i portachiavi, ma anche una serie raffinata di ciotole e teiere. La selezione di Nanban è disponibile all'interno del sito con una sezione di prodotti continuativi e una dedicata ai pezzi unici.
Come nasce Nanban e chi c'è dietro al progetto?
Nanban nasce da un incontro, quello fra i suoi tre soci fondatori, Giacomo Donati, Francesca Pellicciari e Ayaki Ito una sera di primavera in un bar di Tokyo.
Fino a quel momento Nanban era un'idea nutrita da una serie di viaggi in Giappone e dall'inevitabile fascinazione esercitata dall'estetica orientale su chi si avventuri in un luogo così profondamente sui generis; dalle radici orientali di Francesca; dagli influssi di arte orientale assorbiti da Giacomo sin dall'infanzia grazie a suo padre; dall'adolescenza di Ayaki, divisa a metà fra Italia e Giappone.
A seguito di quell'incontro si è consolidato il progetto di portare il "vero" Giappone in Europa, fuori dalla dimensione stereotipata degli oggetti folkloristici che si vedevano in giro; un racconto per oggetti che facesse conoscere il meglio di quanto si trova ogni giorno nei negozi e nelle case dei giapponesi.
Perché Nanban?
Nanban (gente del Sud, ma anche "barbari") è il nome con il quale erano identificati i primi commercianti occidentali giunti dai porti del Sud del Giappone, i cosiddetti Nanban-jin (nome che identifica proprio il periodo storico di apertura del Giappone all'Occidente, prima che i tentativi di conversione operati dai Gesuiti spingessero il Giappone a chiudere nuovamente i porti per più di 200 anni): Nanban quindi perché l'intenzione era quella di ricucire il collegamento aperto dai primi commercianti, stabilendo un ponte fra culture molto distanti fra loro che, tuttavia, si guardano da centinaia di anni fra grandi diffidenze e altrettanto grandi curiosità.
La vostra proposta di articoli giapponesi parte da una ricerca minuziosa e attenta, ogni oggetto è selezionato accuratamente. Come avviene questa fase e cosa deve contraddistinguere i prodotti che proponete nel vostro e-commerce?
La selezione avviene fondamentalmente in loco, percorrendo in lungo e in largo le strade del Giappone, esplorando negozi, case, ristoranti, mercatini delle pulci e tutti i luoghi insomma dove si svolge la vita quotidiana dei giapponesi.
Capita poi che da questa esperienza di prima mano partano delle ricerche documentali, da topi di biblioteca, su testi che trattano di design e artigianato giapponesi, in Italiano, Inglese, Giapponese.
Una ricerca a trecentosessanta gradi, frutto della passione per la storia e la cultura giapponese: il risultato è il tentativo di selezionare soltanto ciò che racconta il Giappone di ieri e di oggi, cogliendone il più possibile le innumerevoli sfumature.
Se doveste scegliere due oggetti all'interno della vostra offerta, quali scegliereste e perchè?
Il bollitore di Yanagi Sori, un maestro del design giapponese, un po' il Castiglioni locale, sia perché è l'oggetto da cui è nata l'idea Nanban, sia perché racconta il passaggio dall'estetica tradizionale giapponese, ancora legata all'artigianato, alla nuova estetica industriale del dopoguerra, in una sintesi di design che riassume perfettamente lo sguardo di un Giappone che guardava sì all'Occidente, senza però dimenticare gli straordinari traguardi estetici conquistati dalla propria cultura.
Il secondo, il tenugui che abbiamo fatto realizzare in Giappone su disegno di Rose Blake: questo perché rappresenta il primo progetto di Nanban della serie East meets West, che mette a confronto manifatture giapponesi e creativi europei (e viceversa) e che ha sin qui portato alla creazione di un altro tenugui disegnato da Olimpia Zagnoli, un dosa pasta realizzato in marmo disegnato da Tsukasa Goto e Marco Guazzini, abiti per bambini con illustrazioni di Philip Giordano e un'installazione pensata dall'artista Kensuke Koike. Perché, come detto, ci interessa realizzare un ponte fra Giappone e Europa, un ponte che possa essere attraversato in ambo le direzioni.
Prossimo prodotto dal Giappone che sarà disponibile online?
Abbiamo appena introdotto una coppia di sedute realizzate da Jasper Morrison e Wataru Kumano, il primo un designer di fama mondiale che non necessita presentazioni, che vive lunga parte dell'anno in Giappone e si rifà dichiaratamente alla lezione di Yanagi Sori; il secondo un giovane designer giapponese molto brillante: un perfetto incontro fra sensibilità, estetica e saper fare di Oriente e Occidente.
Il prossimo prodotto a uscire è un set di tre bicchieri per degustare la birra, un rito che ha molti proseliti in Giappone, dove la birra è la segreta religione di molti lavoratori giapponesi, che vi si dedicano con gioia alla fine delle loro lunghe giornate e settimane di lavoro, in uno dei momenti più sacri di convivialità in cui saltano per un momento le rigide regole del vivere quotidiano.
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