Intervista a Enzo Milano

Creato il 29 agosto 2011 da Queenseptienna @queenseptienna

Si riprende con le interviste, questa volta è toccato a Enzo Milano, autore di “Spettri della zona UnoUno” che ci parla del suo nuovo e interessante progetto: Le cinque giornate

1) Chi è Enzo Milano? Cosa fa nella vita?
Sono un 32enne della provincia di Milano. Impiegato tecnico di un’azienda che si occupa di ambiente ma, soprattutto, un felice papà di un bimbo di un anno.

2) Le 5 giornate di Milano in salsa steampunk. Perché? Cos’ha questo evento storico di così interessante da essere rivisto in chiave steam?

Beh, sul Risorgimento ho già pubblicato negli anni passati due opere: il corto d’azione “D-Day 1860″ nell’antologia Storie di Storia e la horror novel “Anima Nera”. Diciamo che la mia passione per quel periodo non è ancora terminata.
In secondo luogo le Cinque Giornate di Milano presentavano tutti gli elementi per costruire una storia con commistione di generi. Normali cittadini male organizzati ma con ferrea forza di volontà, contro l’impassibile e, apparentemente, indistruttibile Impero. Una forma di base che richiama alla mente la saga di Guerre Stellari, no?
Quindi, la domanda successiva che mi sono posto, è stata: e se l’Impero austriaco di Radetzky avesse avuto a disposizione delle tecnologie simili (ma riadattate al XIX secolo) all’Impero Galattico di Palpatine?
Ecco, in estrema sintesi, com’è nata l’idea per il serial “Le 5 Giornate”.
L’horror subentra nella storia per una leggenda meneghina di fine XVIII secolo, quando un’oscura creatura uccise in un’estate sola decine di bambini nelle campagne milanesi. Quella che poi fu definita: La Bestia di Cusago.
Traendo informazioni dalla “vera” leggenda, e riadattandola con inevitabile finzione narrativa, ecco che avevo un altro elemento da giocare.

3) Nella descrizione del tuo progetto inoltre metti “horror e weird”. Come mescoli insieme questi elementi? Parliamo quindi non di uno steam classico, ma alla Luca Tarenzi per intenderci?

L’elemento weird sussiste esclusivamente nell’aver preso i veri protagonisti delle Cinque Giornate, e averli “trasformati” in personaggi adatti a una trama d’azione. Brucerò sul rogo degli eretici per aver fatto diventare Carlo Cattaneo un… ops, tiratore infallibile.

Il mescolarli mi è costato, al momento, quasi un anno di lavoro. Il mio editor e io siamo soddisfatti di come sta venendo, ma poi, alla fine, l’inquisitore finale è sempre il lettore.

4) La tua sarà solo una rivisitazione steam della storia o c’è qualcosa di nuovo nella trama? Puoi anticiparci qualcosa?

Domanda spoiler? Come specificato anche nel sito che ho dedicato all’opera (http://lecinquegiornate.wordpress.com) si tratta comunque di una serie storica. Niente ucronia, per intenderci.
I fatti vanno come sono andati realmente, e nei famosi cinque giorni accadono le stesse cose che sono, di fatto, accadute. E’ certo che, con l’inserimento degli elementi narrativi di cui parlavamo prima, quello che cambia è il “come”. E in più… c’è tutta una premessa inedita, che parte da Dicembre 1847, necessaria per creare l’atmosfera alternativa.

5) Hai deciso di pubblicarlo ad episodi: come mai? Non è meglio un libro completo? (soprattutto, perché in ebook?) Perché pubblicare poi una simile opera con Narcissus, hai mai pensato di sottoporre il progetto a un editore?

La formula a episodi è una sorta di esperimento. Magari ne riparleremo a fine lavoro, per tirare le somme.
Per quanto riguarda la scelta di pubblicazione, ci sono diversi fattori che ho preso in considerazione, in base alla mia esperienza personale.
Dati di vendite alla mano, per l’autoproduzione l’eBook rimane il mezzo migliore. Il lettore paga, scarica il libro e ce l’ha subito fruibile. Col cartaceo, quindi affidandosi ai POD, ci sono prezzi più elevati, le spese di spedizione, e l’attesa del tomo che può anche essere piuttosto lunga. Tutto questo, per una qualità generale (carta, copertina, rilegatura) spesso mediocre.
Affidarsi a una casa editrice è un’impresa lunga e laboriosa, e non sempre si raggiungono i risultati sperati. Ci vorrebbe il colpo di fortuna di cadere nelle mani di una di quelle “serie”, ma stiamo parlando di come fare 6 al Superenalotto.
Per esperienza diretta, come detto prima, il mio romanzo cyberpunk “Spettri della zona UnoUno”, pubblicato in eBook con SBF Narcissus, quindi con ISBN e presente su tutti i maggiori eBook-store nazionali, ha venduto molto bene.
Non voglio generalizzare, attenzione (anche perchè ho provato e continuerò a utilizzare entrambe le alternative) ma, tante volte, rimboccandosi le maniche sul web si possono ottenere risultati apprezzabili.

“Le 5 Giornate” uscirà in due fasi:

A episodi in formato PDF su compraebook.it, dove già esiste una mia vetrina personale, con il primo gratuito e i successivi a pagamento.
Successivamente farò un eBook con tutta la serie completa, in formato ePub, che pubblicherò con SBF Narcissus.
Nessuno, ovviamente, pagherà entrambe le cose. Chiunque avrà già comprato tutta la serie a episodi, e se sarà interessato, gli regalerò io stesso la versione “intera” (che dovrebbe anche avere contenuti aggiuntivi, come un’appendice tecnica e pezzi inediti di collegamento tra un episodio e l’altro).

6) Hai parlato di cyberpunk e del tuo romanzo “Spettri della zona UnoUno”: vuoi parlarcene?

“Spettri della zona UnoUno” è un romanzo che, in larga parte, riprende la mia passione per il gioco di ruolo Cyberpunk2020. In chiave italiana, ovviamente. L’ho scritto molto tempo fa, poi l’anno scorso l’ho ripreso, praticamente riscritto da capo e pubblicato in eBook tramite SBF Narcissus.
Nonostante non sia un momento prolifico per il cyberpunk, e la fantascienza in generale, devo dire che comunque ho avuto riscontri apprezzabili. Segno che chi può osare, cioè gente come me che non campa di scrittura, può trarne dei vantaggi.
Questa è la trama:

Milano, megalopoli del futuro.
Tra la tecnologica downtown e la ricca periferia corporativa, si estende un vasto anello di criminalità, povertà e degrado, suddiviso in distretti denominati: zone esterne.
La International Core Security, corporazione che si occupa della pubblica sicurezza, ha un solo obiettivo: cancellare quelle aree e i pericoli che contengono. La Direttrice Anna Langelli è disposta a tutto pur di realizzare il suo progetto, anche a eliminare i dipendenti che le si oppongono.
Ma non tutto andrà come sperato, soprattutto quando la notizia raggiungerà uno sparuto gruppo di disperati dei bassifondi. Gente che non ha nulla da perdere, abituata a difendersi per vivere.
Tra corse clandestine, cibernetica e nanotecnologia, viaggi nella realtà virtuale e intrighi corporativi da cyberpunk old-style, si consumerà l’avventura sul filo del rasoio degli “Spettri della zona UnoUno”.

Per chi fosse interessato, questa è la pagina dedicata sul mio blog: http://enzomilano.wordpress.com/2011/02/27/spettri-della-zona-unouno/

7) Cosa sono per te lo steampunk e il cyberpunk? Solo un genere letterario o anche uno stile di vita?

Né uno, né l’altro. Non mi piace quando si cerca di appiccicare etichette a un autore. Preferisco essere libero di esprimermi a seconda dell’occasione e dell’idea. Così come quando ero agli albori della progettazione di “Le 5 Giornate”, gli elementi steampunk e horror sono arrivati “in media res” e, ritenuti validi, sono stati inseriti.

Non mi identifico in un preciso genere letterario, piuttosto “li uso” a mia discrezione.

8 ) Visto che non sei “nuovo” di Narcissus… qual è la tua opinione sull’autopubblicazione?

Ci sono pregi e difetti, come in tutte le cose.

Il pregio è che chiunque, con un minimo di sforzo, può apparire sul mercato con la propria opera nel cassetto e, in questo senso, SBF Narcissus è veramente user-friendly, e garantisce tutta una serie di servizi interessanti.

Il difetto è che, visto il pregio, il mercato si sta saturando del possibile inimmaginabile. Ognuno deve avere la propria occasione, è giusto così ma, lasciando perdere la qualità generale altalenante, e il fatto che in Italia si legga pochissimo, si crea anche un volume tale per cui si rischia di scomparire nel mucchio.

Siamo un po’ in situazione di “legge della giungla”, dove la selezione naturale (i lettori) agisce per proprio conto e decreta chi deve andare avanti e chi no. Sotto un certo punto di vista è anche giusto perchè, se non altro, non siamo sempre costretti a leggere ciò che le case editrici decidono di darci, e cioè ciò che vende (il genere o il clichè del momento).

9) Hai detto che hai un editor, figura importantissima all’interno di una casa editrice, ma un lusso per chi si autopubblica. Di chi si tratta?

Precisiamo a scanso di equivoci: non parliamo di editor professionista, così come non parliamo di scrittore professionista rivolto al sottoscritto.
Comunque si tratta di Angelo Benuzzi, web-amico con cui condivido passioni e interessi. Si offre spesso (sempre?!?) di leggere e rileggere i miei scritti mandandomi indietro pagine di appunti, correzioni e consigli. Un aiuto preziosissimo, nonchè disinteressato.
Per la serie “Le 5 Giornate” l’ho coscritto. Lavori simili non si può portarli a termine da soli.

10) Dopo “Le 5 giornate” a che progetto pensi di dedicarti? Viaggerai sempre sull’onda del “punk” o ti darai a nuovi generi?

A dire il vero non lo so e, come spesso capita quando si conclude un grosso impegno, c’è sempre il timore dell’inevitabile vuoto ispirativo. Ho qualche progetto in ballo, ma niente di veramente definito.
Prima di tutto, riposerò.

11) Come ti poni nei confronti dell’editoria a pagamento? Hai qualche dritta per chi si affaccia per la prima volta nel mondo editoriale?

E’ una scelta che non condivido, ma è diffusa, e ognuno è libero di fare come vuole. Considero l’editoria a pagamento come se io dovessi pagare per andare a lavoro ogni giorno. Suvvia, abbiamo tutti un minimo di dignità.
I novizi di oggi hanno la vita molto più facile. Con internet si possono trovare tutti gli indirizzi e le informazioni sulle case editrici, concorsi e selezioni letterarie per ogni palato, forum e social network che condividono la tua stessa passione.
Leggere e scrivere molto, sempre. Mai disperarsi, e mai credere di essere dei novelli Dante incompresi.
Se son rose, fioriranno…

12) Fine dell’intervista: riflessioni e saluti finali.

Beh, grazie innanzitutto del tempo che hai voluto dedicarmi. Anche perchè il nostro incontro è stato del tutto casuale.
Spero che il mio “Le 5 Giornate” possa essere di tuo gradimento (ormai hai detto che lo leggerai ) e, a chiunque fosse interessato, lo invito sul sito ufficiale del progetto, in continuo aggiornamento: http://lecinquegiornate.wordpress.com

Grazie ancora, e un saluto a tutti.
Enzo


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