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Intervista a Gilberto Landolina Di Rigilfi, autore di: “Progetto D.O”, Butterfly edizioni

Creato il 07 ottobre 2014 da Soleeluna

download1)   Ciao Gilberto, benvenuto nel nostro blog. Dato che è la prima volta che chiacchieriamo, vuoi, come prima cosa, presentarti al nostro pubblico?

- Salve a tutti e ben trovati! Mi seno un po’ a disagio dietro il monitor figuratevi come sarei di presenza! Non sono abituato a parlare di me in modo diretto, di solito mi diverte farlo tramite metafore o nei romanzi quindi chiedo scusa anticipatamente se non sarà un intervista classica!

Provo ad essere più naturale possibile: Nome e cognome li sapete già, quello che non sapete è che ho quasi trentaquattro anni, che vivo in Sicilia (discontinuamente) e che sono un tecnico informatico. Mi piace il mare con tutti i suoi annessi e connessi (nuoto, escursioni, pesca e pesce) sono appassionato di cinema e ovviamente leggo molto.

Ho pochi e preziosi amici, una “sorella” mezza matta con cui con confidarmi e una serie di comparse che si affacciano sul cortile della mia vita ogni tanto chi per salutarmi chi per gettare immondizia dalle finestre! Per il resto amo pensare che “Si vive” come dichiara il famoso detective di Tiziano Sclavi mentre annoiato spara in testa ad uno zombie!

2)   Progetto D.O è il tuo secondo romanzo, ma non sei nuovo nel panorama letterario, raccontaci un po’ chi è Gilberto scrittore?

-   Gilberto scrittore è una persona che ha un infinito bisogno di esternarsi. Per me è sempre stato fondamentale raccontarmi a chi ha avuto voglia di ascoltare, ma di base rimaneva il problema di come riuscire a farlo. So di essere introverso e di non riuscire ad aprirmi facilmente, anzi per questa intervista mi sto lasciando andare il più possibile.

Quasi per caso mi sono accorsi che se le mie emozioni, paure, idee e sogni prendevano forma di lettere sulla carta, allora cominciavo a sentirmi più leggero, quasi fossi stato dall’analista! Il mio primo romanzo nacque appunto su queste basi: avevo avuto la mia quasi mensile delusione amorosa (ironico, non troppo!) ed alcuni incubi si erano adagiati su quella allora triste faccenda! Così una notte scelsi di affrontare la tristezza a colpi di tastiera, stava nascendo Ombre nella notte; l’ho scritto e lo riscriverei per il bene che mi ha fatto.

Da allora non ho più smesso di esternarmi con la scrittura anche se ci sono voluti anni per il nuovo romanzo; non è stato blocco dello scrittore ma piuttosto PARALISI!

3)   Presentando il tuo romanzo, che ho in attesa di lettura nella mia libreria, Argeta Brozi l’ha definito geniale. Puoi spiegarci il motivo?

-   Da come conosco Argeta se dice una cosa ha i suoi buoni motivi per farlo. Credo che il motivo della definizione “geniale” risieda nello spunto dal quale prende vita il romanzo: Un uomo riprende i sensi in ospedale e non ricorda più niente del suo passato e del mondo dove vive; da qui inizia il suo viaggio insieme al lettore, che in effetti ne sa più o meno quanto lui. Credo sia particolare far sentire chi legge parte integrante del romanzo, come se anche lui fosse nel cast dei protagonisti.

Geniale potrebbero essere anche i mascheramenti che uso nella narrazione, come il Mago di Oz nascondo molti miei personaggi dietro alcune tende, da li fanno la voce grossa lanciando anatemi, ma una volta spostato il telone appaiono piccoli, spaventati e con la barba incolta.

Potrei dilungarmi ancora rischiando però di andare fuori tema ma un ultimo riferimento al “geniale” di Argeta voglio farlo: Geniale è un romanzo che pur essendo ambientato in un futuro lontano, sembra copiato da un qualunque telegiornale di oggi. Infondo guerre e terrorismo non hanno epoche!

4)   Chi sono i protagonisti di Progetto D.O e come è avvenuto il vostro incontro?

-   I protagonisti di Progetto D.O. sono degli esseri “umani” e con questo non mi riferisco al loro sistema biologico ma bensì ai loro sentimenti. Infatti alcuni di loro non hanno neppure una goccia di sangue in corpo eppure a volte appaiono più umani dei loro corrispettivi di carne ed ossa, ma questo era appunto uno dei miei scopi, riuscire a scorporare l’umanità dall’uomo.

L’incontro con Joaquin, il protagonista principale, non è stato idilliaco dal momento che lo conobbi durante una notte di febbre alta. Stavo avendo un incubo nel quale io stesso vestivo i suoi panni e mi ritrovavo a fuggire per una città che non conoscevo inseguito dalla polizia e da un grasso uomo fulvo. Tutto è cominciato così, al mio risveglio pian pianino si sono fatti vivi nella mia mente gli altri personaggi; Elys alla quale ho dato le fattezze di una mia grande amica, Roger che per colore dei capelli e stazza potrebbe ricordare un famoso giornalista televisivo anche se la cosa è del tutto involontaria, Pulse892 il più classico dei robot antropomorfi della letteratura e infine Keyrone modellata sull’aspetto esteriore di mia “sorella” Katia da bambina.

Ognuno di loro è per me un entità reale, come se potesse pensare di testa propria ed agire autonomamente non curandosi di cosa io scriva di lui.

Poi tra i personaggi c’è un mattacchione che cita velatamente alcune frasi tratte da “Star Wars” e il titolo originale di un romanzo di P.K. Dick, travolgendo chi gli e vicino con battute e situazioni comiche, con lui mi sono incontrato tanti anni fa… Doc vive sempre in me!

5)   Che tipo di scrittore sei? Metodico o impulsivo?

-   Decisamente metodico: Scrivo sempre nelle stesse ore (di notte) sempre nella stessa location (scrivania) e organizzo meticolosamente con diagrammi e schemi i luoghi, i rapporti tra i personaggi e la linea temporale della storia; decido finanche prima i titoli dei capitoli! Salvo poi buttare tutto a terra per inserire personaggi nuovi inaspettati o espedienti narrativi che come ho già confessato mi sogno la notte! Come è avvenuto in progetto D.O. con il personaggio di Oscar che dapprima doveva esistere solo in una linea temporale e poi come da sua richiesta (si parlo spesso con i miei personaggi e menomale che faccio lo scrittore senno si potrebbe parlare di schizofrenia) l’ho inserito anche in un’altra epoca narrativa.

Però anche l’impulsività mi aiuta, ma solamente nella stesura degli appunti che affido al mio fedele raccoglitore arancione durante le crisi da “idea”.

6)   E per quanto riguarda le tue letture? C’è un autore o un libro che ha influenzato il tuo iter letterario? E quanto spazio dedichi agli emergenti?

-   Diversi libri; non posso non citare “Il giorno dopo domani” di Allan Folsom perché quando da ragazzino mi ritrovai a leggerlo cominciai a sognare di scrivere. Degno di nota ovviamente è il mio grande mito Philip K. Dick con il suo ispirante “L’uomo nell’alto castello” tradotto in italiano con il titolo “La svastica sul sole” dal quale ho saputo trarranno a breve una serie TV (spero non deludente come la trasposizione di Paycheck).

Infine dei grandi amo citare Arthur Conan Doyle (e con questo completo l’insalata letteraria correndo dal thriller alla fantascienza transitando per il giallo) perché potrei leggere e rileggere tutta la saga di Holmes in continuazione senza mai smettere! Agli emergenti dedico dello spazio adesso, di recente, perché trovo che ci siano moltissime idee interessanti tra i non noti e tanti stili narrativi godibili che per forza di cose non vengono pubblicizzati su larga scala. Leggo soprattutto in digitale sullo smartphone o sul tablet. Mi piace la lettura elettronica, so che si rinuncia alla magia della carta, ma non mi pesa. Basti pensare che in tempi non sospetti (almeno sette anni fa) leggevo già alcune cose in digitale su una consolle videoludica portatile adeguatamente modificata per questo scopo. L’inchiostro sopperirà ai pixel e lo sappiamo tutti infondo, ma non voglio accelerare i tempi parlando di questo.

7)   Quali sono, secondo te, gli ingredienti per un romanzo di successo?

-   Sono Siciliano e da Siciliano ammetto che Andrea Camilleri e il suo Montalbano verrebbero a smarrire gran parte dello smalto se perdessero i luoghi dove si svolgono le vicende, quindi per prima cosa credo che l’ambientazione sia necessariamente la prima cosa da curare in un romanzo. E’ come il salotto di casa propria; se si vogliono intrattenere al meglio gli ospiti è buona norma fagli trovare poltrone comode e tè caldo al posto di spine e muffa alle pareti.

Subito dopo l’ambientazione ci vuole ovviamente la storia: credo ci voglia suspence constante e colpi di scena, come quando si vede un film d’azione al cinema e alla fine ci si ritrova esausti a forza di balzare sulla poltroncina. Il relax non fa per i miei gusti letterari, per questo scrivo e amo leggere storie dove l’azione sia costante e mai fine a se stessa. Mi piacciono le rivelazioni ma adoro ancor di più arrivarci pian piano insieme ai protagonisti!

8)   Se il tuo romanzo potesse parlare, con quale slogan si auto promuoverebbe?

“Con il rilascio del mio messaggio tutto quello che è stato un organo di controllo viene immediatamente a cessare. Sarete quindi soli e senza una guida, sarete nuovamente padroni del vostro destino. Dio non vi guarda più, non vi aiuta più: adesso guardatevi l’un l’altro e venitevi incontro”

Questa frase la pronuncia un personaggio importante di Progetto D.O. in un momento chiave, credo sia lo slogan ideale che il libro sceglierebbe. Un messaggio duro, a tratti finanche catastrofico per i credenti, ma carico di speranza per un nuovo e duraturo rapporto di fratellanza; inutile dire che senza una minaccia o un severo organo di controllo a vessarci noi esserini di carne non ci ricorderemmo quasi mai di essere sulla stessa barca infondo.

Tutti vorremmo la libertà, ma come fare ad ottenerla senza cadere nel libertinaggio? Rischio di ruzzolare nella filosofia spicciola ma credo che anche la libertà abbia bisogno di un amministratore “supremo” per poter essere tale, quindi lo slogan di Progetto D.O. è sì un’esternazione di fratellanza; ma pur sempre utopica.

9)   Progetti futuri? Dove può seguirti il pubblico?

-   Se voglio continuare a definirmi scrittore devo scrivere, no?! Infatti scrivo!

Ho diversi progetti in cantiere, ma degno di nota in questo momento è sicuramente il seguito di Progetto D.O. (Alla fine sarà una trilogia) che farà emergere evoluzioni inaspettate della storia mutando addirittura fisicamente alcuni personaggi ed evolvendo le loro menti (posso anticipare che mi riferisco ad una bambina che cresce)!

Lavoro anche al racconto che mi piace pensare come il mio “omaggio” al giallo che per adesso ha solamente qualche capitolo pronto e molte idee confuse sul mio raccoglitore arancione!

Chi vuole mi può seguire sul sito: http://gillan752.wix.com/gilbertolandolina o su Facebook. Inoltre esiste il blog del Progetto Omega dove in futuro sarà possibile curare l’universo espanso della storia anche con il coinvolgimento dei lettori: http://progettomega.wordpress.com/   …come dire che adesso che Omega esiste dobbiamo riempirlo, crescete et moltiplicatevi!!

Grazie per aver partecipato all’intervista. E soprattutto grazie per aver scritto uno splendido romanzo!

Ciao Laura, grazie a te per la stupenda recensione! Ci vediamo online! A presto!


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