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Intervista a Marcello Simoni.

Creato il 13 agosto 2019 da Ely Gocce Di Rugiada

Intervista a Marcello Simoni.Oggi siamo emozionati e grati, di poter dare spazio a un autore che emoziona con le sue avventure storiche.Grazie a Marcello Simoni.1) Nei suoi romanzi si possono incontrare personaggi realmente esistiti, vale lo stesso per quanto riguarda alcuni manufatti/tesori come quelli descritti ne “Il Patto dell’Abate Nero”?Sì, e questo serve a conferire autenticità alle mie trame. Sapere che il ladro Tigrinus visiterà luoghi realmente esistiti e metterà le mani su oggetti o codici d’inestimabile importanza storica come la Tavola di Smeraldo rende, a mio avviso, la trama più intrigante. Per non parlare della curiosità di chi si ritroverà a leggere.
2)Come sceglie i personaggi delle sue Opere?Come quando ci si innamora. Deve esserci un colpo di fulmine, un “clic” che scatta nella tua mente quando pronunci il nome del tuo personaggio.
3)Dove e come trova maggiormente l’ispirazione per scrivere?In qualsiasi luogo, di continuo, senza sforzo.
4)Sappiamo che lei scrive ogni giorno per molte ore e che il luogo preferito in cui le piace scrivere è il suo studio. Quali consigli utili vorrebbe dare, in generale, sulla scrittura?Leggere molto. Sforzarsi di elaborare uno stile personale senza imitare quello di chi ha già avuto successo, nella speranza di poterlo eguagliare. Amare quello che si fa. Restare sempre umili.
5)Lei è conosciuto come un autore di romanzi storici. Crede che la sua formazione archeologica influenzi questa scelta letteraria o si tratta di un a preferenza che ha sempre avuto, anche in qualità di lettore?La mia formazione è stata peculiare quando ho iniziato a scrivere narrativa. La passione per l’archeologia e per la storia mi hanno guidato come un faro. Il mio approccio al passato non deriva, d’altro canto, dai miei gusti di lettore. Leggo raramente romanzi storici.
6)Lei ha avuto un gran riscontro fin da subito. Come ha reagito nel constatare un tale successo e cosa pensa abbia influito a raggiungerlo?Ho reagito nel modo più equilibrato possibile, cioè concentrandomi sulla stesura di nuovi romanzi senza montarmi la testa. In questo senso mi ha aiutato molto il mio amore per la scrittura. Per quel che riguarda il successo, reputo sia stato decretato da un felice connubio tra il lavoro della mia casa editrice e la qualità dei miei romanzi. Aggiungiamo pure una buona dose di tenacia: se non avessi creduto in quel che faccio, non sarei mai arrivato a pubblicare...
7)Cosa direbbe ai suoi personaggi, se potesse incontrarli nella realtà?Torna immediatamente dentro il libro!
8)Se potesse viaggiare nel tempo, in quale suo romanzo vorrebbe vivere e, quale suo personaggio sarebbe?Di volta in volta, sempre all' ultimo cui mi sono dedicato.

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