Intervista con giuseppe di bernardo.

Creato il 14 ottobre 2015 da Nickparisi

Oggi vi propongo l'intervista con il fumettista Giuseppe Di Bernardo, un nome che, come saprete, è stato fatto diverse volte su Nocturnia.
Ringrazio di vero cuore Giuseppe Di Bernardo per la disponibilità dimostratami e anche per la velocità che ha impiegato nel rispondermi. 
Come sempre vi auguro una buona lettura e per chi tra voi fosse interessato ad approfondire, QUI trovate una breve scheda da me scritta sull'autore.

Nick:  Ciao Giuseppe, sei il benvenuto su Nocturnia, era da parecchio che desideravo intervistarti, quindi come prima domanda ti chiedo cosa ti ha avvicinato al mondo del fumetto e quando hai deciso che avresti voluto lavorare in questo settore.

Giuseppe Di Bernardo: Ciao e un saluto che arriva dal profondo della notte, giusto per essere in tema.Da sempre ho scritto e disegnato fumetti. Ne ho ricordo almeno dalla quinta elementare. Mi piaceva inventare storie e raccontarmele, e mi piace ancora. Lo faccio per quello, infatti, dentro di me c'è acciambellata come un gatto, la netta sensazione che il mio non sia un lavoro vero e proprio.


Nick:  Quali sono in particolare gli autori ed i comics che sono stati maggiormente importanti per te, prima come lettore e poi come autore?Naturalmente poi citare anche libri, film, telefilm e dischi.Di Bernardo: Se dicessi che è stato tutto importante direi una apparente banalità, ma sarebbe vero. Diciamo che a farmi amare il fumetto sono stati i Dylan Dog di Sclavi e Watchmen, mentre a formarmi come una persona che scrive (permettetemi di non usare il termine scrittore che mi pare abusato e degno di ben altri), Calvino, Benni, Fante, DeLillo e Poe. Poi ci sono Kolosimo, Coelho e Sibaldi, senza i quali non sarei quello che sono.Nick:  Nel corso della tua carriera hai lavorato sia come sceneggiatore che come disegnatore, ma sotto quale veste ti senti maggiormente a tuo agio?

Di Bernardo: Oh, mi piacerebbe capirlo. Forse nessuna delle due cose ed è stato tutto un fottutissimo equivoco.Nick: Se non erro cominci a farti notare nel 1994 al Concorso del festival di Prato ( ti classifichi terzo, giusto?) Quanto ritieni siano importanti manifestazioni come Prato (ma non solo ) per i giovani esordienti.Di Bernardo: Vent'anni fa molto importanti. Oggi, grazie alla rete, direi assolutamente inutili.Nick:  Sempre nel 1994 assieme ad Andrea J.Polidori crei la prima serie di Desdy Metus-L'Insonne, quella prima stagione dura poco però è il primo tassello di una serie che ha avuto diverse incarnazioni ed un personaggio alla quale io da lettore sono molto affezionato, sia per l'ambientazione fiorentina sia per il suo melange di thriller ed esoterismo. Vorrei quindi che tu parlassi di questo personaggio e di cosa rappresenta per te.Di Bernardo: Desdemona è una parte di me, rappresenta il confrontarsi con un mondo che ci circonda, che è appena percepibile e che diventa appena più concreto quando calano tenebre. L'Insonnia di Desdemona è la metafora di chi non vuole concedersi a Morfeo e non ha nessuna intenzione di chiudere gli occhi sia di fronte al visibile che all'invisibile.

Nick:  Sbaglio o -a parte le varie incarnazioni a fumetti - hai dedicato anche dei romanzi a Desdy Metus?
Di Bernardo: Solo uno. Si intitola "La lunga notte de L'Insonne" ed è una specie di raccolta di storie brevi cucite insieme da una storia più lunga. Sono gli adattamenti romanzati di una serie di audiofumetti andati in onda in una piccola radio locale e che potete trovare in rete.

L'origine "onirica" dell' insonnia di
Desdemona Metus


Nick:  Il 2002 si rivela un altro anno fondamentale per te dal momento che cominci a lavorare per Diabolik della Astorina (a proposito: complimenti per episodi come "Doppia Trappola" e "Una Maschera per Ginko").Diabolik è un personaggio iconico, uno dei characters più riconoscibili del fumetto italiano. Cosa ha significato per te arrivare a scrivere le avventure di Diabolik?  E come ti sei approcciato al personaggioDi Bernardo: Per i casi della vita. Dopo otto anni di prove e porte in faccia stavo per smetterla coi fumetti quando per caso ho conosciuto una persona che mi ha presentato un'altra persona che mi ha presentato alla casa editrice Astorina. Prove fatte, piaciute e subito al lavoro. Forse le mie oltre quaranta tavole di prova fatte in precedenza per altri editori non erano così male, ma si sa che le dinamiche umane sono più misteriose di una reazione alchemica. Oggi faccio Diabolik cercando di innovare restando fedele alla tradizione.Nick: Ci sono alcuni punti fermi nella tua opera, alcuni temi che ritornano spesso nelle sceneggiature (come "Breve Storia degli UFO a Fumetti" del 2011) sia nelle storie da te disegnate (" Chirurgia Parallela " del 2000) Dell'esoterismo abbiamo già parlato ma anche ci sono anche l'interesse per le Arti, le teorie dei complotti e per i rapimenti alieni. Da cosa deriva la passione per questi temi?Di Bernardo: Ci sarebbe anche "The Secret", una miniserie di otto numeri edita nel 2011 da Star Comics che tratta appunto il folklore che orbita intorno alle teorie del complotto. L'argomento è nato quando ero ragazzino leggendo i libri di Kolosimo, Erich Von Daniken, Hopkins, Strieber e Pinotti. mi interessavano sopratutto le teorie legate ad una antica civiltà antidiluviana e ai rapimenti alieni. Questi miei interessi sono confluiti in "The Secret", una miniserie che si vanta di essere basata su ricerche reali anche se borderline, e che sto ristampando per le Edizioni InchiostroNick: Nel corso della tua carriera successiva hai lavorato per molti editori: Bonelli, Free Books, la già ricordata Astorina ma il tuo nome rimane particolarmente legato alla collaborazione per le miniserie della Star Comics, in particolare vorrei soffermarmi su due di queste: "Cornelio, Delitti d'Autore" e "Nuvole Nere". nate a cavallo tra il 2008 e il 2009La seconda è tratta dai racconti di Lucarelli mentre per quanto riguarda la prima il personaggio è costruito proprio sul personaggio dello scrittore. Per "Cornelio" oltre ad essere stato uno degli autori assieme a Mauro Smocovich e allo stesso Lucarelli ne hai scritto diverse sceneggiature Come sono stati in questi due casi i passaggi dal reale e dalla narrativa al fumetto?Di Bernardo: Ho sempre apprezzato Carlo Lucarelli, la stessa genesi di Desdemona ne risente. L'amico Mauro Smocovich mi propose l'idea e io lo aiutai a svilupparla, fino a scrivere le prime tre sceneggiature della serie. E' stato un esperimento divertente che ha avuto anche un buon successo. In "Nuvole Nere", invece, ho avuto solo un ruolo marginale nella revisione del materiale, non creativo.Nick: Per un breve periodo sei stato editor presso la Star Comics per il fumetto italiano gestendo alcune miniserie . Un esperienza al momento conclusa ( o sbaglio?) Vorrei che tu ce la raccontassi.Di Bernardo: Breve non è stato, perché è durato due anni. E' stata la casa editrice a chiedermi di seguire la produzione italiana e io ho accettato con entusiasmo. Poi le testate italiane hanno iniziato a diminuire, vittime del mercato e della crisi. Io ho provato a presentare qualcosa di nuovo proponendo alla casa editrice di pubblicare "Davvero" di Paola Barbato e "Suore Ninja" di La Rosa e Cardinali, fino a inventare la formula delle "Graphic Novel", un formato che potesse reggere in edicola e in libreria, iniziando con il trasformare in carta il fenomeno Chef Rubio, diventato fumetto in "Food Fighter" di Cajelli e Fontana. Certamente ho commesso degli errori, ma ci tengo a sottolineare per l'ennesima volta che non ero io a decidere cosa e come pubblicare. Io proponevo delle idee che a volte venivano respinte e a volte accettate. Sono stati due anni difficili, dove ero in prima linea nei confronti dei lettori, dei critici (spesso polemici fino al parossistico), e degli autori. Mi interessava produrre dei buoni fumetti, almeno per quelli che sono i miei parametri e credo di esserci riuscito. Poi qualcosa è cambiato, sono subentrate nuove figure, nuove idee, nuove politiche e io ho fatto un passo indietro. Auguro alla casa editrice di Perugia e a tutti gli amici che ancora ci lavorano, un futuro di grandi successi. Il fumetto italiano ne ha bisogno.

Nick:  Di solito a questo punto domando sempre al mio intervistato una sua impressione sull'attuale stato di salute del fumetto italiano e su cosa si potrebbe fare per riportare lettori al media. Rigiro anche a te la stessa domanda.Di Bernardo: Avete provato con qualche rito tribale? Magia nera, Sacrifici umani? Quando sul mio blog ho provato a dare delle "ricette" sono stato sbeffeggiato, perché tutti quanti hanno la ricettina giusta, peccato che siano in pochi a saper cucinare davvero e in tanti a saper solo aggiornare il loro status di Facebook..Nick: Tra i tuoi colleghi sceneggiatori e disegnatori quali segui con maggiore attenzione ed interesse? E con quali sceneggiatori e disegnatori ti trovi maggiormente a tuo agio a collaborare?


Di Bernardo: Non posso di certo farti nomi. Ci sono autori che rappresentano esattamente quello che racconto e che anzi, lo migliorano. Ci sono anche sceneggiatori che amo disegnare mentre con altri faccio un po' più di fatica. Direi che in generale non ho problemi.

Nick: Se tu dovessi consigliare qualcosa di tuo ad una persona che non ha mai letto le tue opere cosa gli consiglieresti sia per quanto riguarda i fumetti da te disegnati sia per quanto riguarda quelli in cui hai lavorato come sceneggiatore?Di Bernardo: Gli consiglierei qualcun altro, ovviamente. A parte gli scherzi, gli consiglierei di leggersi tutta "L'Insonne" e "The Secret". Del Di Bernardo disegnatore, invece proporrei certamente il prossimo volume che disegnerò, perché non sono mai troppo contento di ciò che ho fatto nel passato.Nick:  Progetti futuri: a cosa ti stai dedicando adesso e cosa ci dobbiamo aspettare da Giuseppe Di Bernardo nei prossimi mesi? Su cosa sei al lavoro in questo periodo ? Sopratutto ti vedremo ancora al lavoro su Desdy Metus?Di Bernardo:  Ho appena consegnato il mio diciottesimo albo della serie regolare di Diabolik. Sono maggiorenne. A Lucca Comics verrà pubblicato il terzo volume su quattro della ristampa di The Secret. L'Insonne è ferma al palo. Ai grossi editori italiani pare proprio non interessare, presi come sono a pubblicare questo o quell'altro fenomeno. Desdemona non è mai stata un fenomeno mediatico, bisogna impegnarsi un po' per capirla. In compenso hanno finito di girare la puntata pilota della serie L'Insonne, interpretata da Chiara Gensini, ma se il mondo del fumetto italiano è complesso c'è da immaginarsi come lo sia quello della fiction televisiva. (1)Nuovi progetti? Sì, fare altro. Magari un corso di Tip Tap o cake design, perché a volte penso che fare fumetti al di fuori dei grossi circuiti e dei salottini giusti, sia assolutamente inutile. Ideare una serie e farsela produrre oggi è davvero complicato, a meno che non si abbia dietro certi nomi che dovrebbero portare risultati in fatto di vendite. Per adesso mi fermo e vado a fare cose che mi fanno soffrire di meno e magari anche guadagnare due spiccioli. Lascio volentieri il palcoscenico a giovani rampanti intraprendenti e sgomitanti. Mi ritiro nell'ombra da cui provengo ad aspettare il momento giusto. Come recitavano i manifesti affissi a Firenze per allertare le coppiette sul rischio Mostro: "Occhio ragazzi".


L'attrice Chiara Gensini nel ruolo di
Desdemona Metus

Nick:  Bene, è tutto. Ti ringrazio ancora per la tua disponibilità e ti saluto rivolgendoti la classica domanda finale di Nocturnia: c'è una domanda a cui avresti risposto volentieri e che io invece non ti ho rivolto?Di Bernardo:  Speravo in qualche domanda sui significati ermetici de L'Insonne e su quello che è scritto tra le righe di The Secret, ma vabè... in fondo i misteri sono affascinanti proprio perché restano tali.(1)Nota di Nick:
 (1) : A quanto pare per ora è stato prodotto almeno un corto metraggio, ma su questo chiedo lumi all'autore.
(2):  Ah beh! Sono sempre in tempo per fartele quando vuoi quelle domande. ;)

Diabolik. diritti e copyright Edizioni Astorina.

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