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Intervista di Irene Gianeselli alla scrittrice Luisa Mattia: “LEO”, il genio di Leonardo Da Vinci al Teatro Argentina di Roma

Creato il 29 febbraio 2016 da Alessiamocci

Luisa Mattia è una scrittrice romana. Laureata in Pedagogia con una tesi in Teoria e Tecniche delle Comunicazioni di Massa, collabora con riviste specializzate nel settore educativo. Coordina un progetto di scrittura creativa per le scuole ed è autrice di teatro e programmi televisivi quali “Il Videogiornale del Fantabosco” e “La Melevisione” trasmissione per bambini di Rai Tre.

Diversi i suoi romanzi per ragazzi tra cui “La scelta” (Premio Pippi 2006), “Il grande albero di Case Basse”, “Ti chiami Lupo Gentile” oltre a serie per bambini delle primarie come “All’ombra delle piramidi”. Ha tradotto la serie di avventure di Monolito Quattrocchi, il monello di Madrid di Elvira Lindo edito da Lapis. Nel 2008 ha vinto il Premio Andersen come Miglior Autore. In occasione delle celebrazioni per il centenario della Grande Guerra, ha pubblicato per Piemme “Hemingway e il ragazzo che suonava la tromba”.

Dal 25 gennaio al 20 febbraioLEO”, spettacolo scritto da Luisa Mattia con Alberto Nucci Angeli, è stato in scena al Teatro Argentina alla scoperta del Genio di un bambino, Leo, che il mondo ha poi conosciuto come Leonardo da Vinci. Da un’idea di Alberto Nucci Angeli, e Lorenzo Terranera, per la regia di Francesco Frangipane.

Luisa Mattia racconta ai lettori di Oubliette Magazine come è nato “LEO”.

I.G.: Leonardo Da Vinci e la sua genialità sono i protagonisti di “LEO” spettacolo scritto da te e Alberto Nucci Angeli, da un’idea di Alberto Nucci Angeli e Lorenzo Terranera, diretto da Francesco Frangipane. Come è nato questo progetto?

Luisa Mattia: L’idea iniziale è di Alberto Nucci Angeli e Lorenzo Terranera che avevano l’intenzione di fare un film di animazione. Era il 2012. Io sono entrata in questo progetto l’anno seguente e abbiamo lavorato a un trattamento, in previsione di una sceneggiatura per il cartoon. Poi, lo scorso anno, il Teatro di Roma ci ha proposto di farne una versione teatrale. Ed ecco perché LEO è in scena.

I.G.: «Acquista cosa nella tua gioventù che ristori il danno della tua vecchiezza. E se tu intendi la vecchiezza aver per suo cibo la sapienza, adoprati in tal modo in gioventù, che a tal vecchiezza non manchi il nutrimento» scrive lo stesso Leonardo e proprio la fanciullezza, la gioventù sono la via che nel vostro spettacolo conduce alla conoscenza. Questo spettacolo a chi vuole rivolgersi?

Luisa Mattia: Abbiamo scritto pensando di raccontare la genialità dell’infanzia attraverso la biografia di Leonardo da Vinci. Il nostro obiettivo era ed è rimasto quello di offrire pensieri ed emozioni ad un pubblico intergenerazionale, avendo i bambini come primi interlocutori.

I.G.: Qual è il segreto per mantenere la curiosità di Leonardo Da Vinci?

Luisa Mattia: Non c’è un segreto. Tutto è svelato da lui stesso, direi: ciò che conta è voler conoscere, imparare, misurarsi con l’esperienza e condividerla.

I.G.: C’è una fonte in particolare che ti ha guidato per “trovare” il Leonardo fanciullo?

Luisa Mattia: Nel caso di Leonardo la fonte è lui stesso, che ha molto scritto delle sue esperienze e molto ha documentato. Sulla sua biografia di bambino si conosce poco ma quel poco è essenziale e, dunque, prezioso per dare spazio al racconto.

I.G.: Credi che il sistema educativo e scolastico di oggi limiti o favorisca i bambini nel loro percorso di apprendimento?

Luisa Mattia: Domanda troppo radicale. Io credo che il sistema educativo migliore sia quello che tiene in conto la vivacità dell’apprendimento ed evita il conformismo. Non sempre ci si riesce.

I.G.: È Beatrice Fedi ad interpretare il Leonardo fanciullo, ed è una scelta piuttosto interessante, ne avete dato traccia già nel testo?

Luisa Mattia: Nel testo, LEO è il bambino che si vede in scena. Il fatto che sia un’attrice ad interpretarlo è parte del gioco del teatro. Beatrice è un LEO assolutamente credibile.

I.G.: Anche la scenografia è importante nello spettacolo. Come hai visto incastrarsi l’ingranaggio del testo e quello scenografico?

Luisa Mattia: Lorenzo Terranera ha costruito una scena dinamica, di cui abbiamo tenuto conto nella scrittura, con l’intento di valorizzarla al massimo. In corso d’opera, anche la scenografia ha tenuto conto delle esigenze rivelate dal testo. Questa collaborazione ha fatto sì che la scena fosse, di fatto, il quinto personaggio in scena.

I.G.: Qual è stato il riscontro con il pubblico?

Luisa Mattia: Entusiasmante, direi. Dal 25 gennaio, giorno del debutto, il teatro ha registrato una presenza crescente e numerosi “tutto esaurito”. Le reazioni dei bambini e degli adulti sono state intense e hanno segnalato costante emozione e partecipazione.

I.G.: C’è una battuta che credi possa riassumere il senso della ricerca di Leonardo?

Luisa Mattia: «Non perdiamo altro tempo. Giochiamo?».

Written by Irene Gianeselli

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Sito Teatro di Roma


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