La tua trilogia (L'ombra d'argento, La luna di sabba, Il codice Baphomet) sta riscuotendo una notevole successo su Amazon. Definisci i tuoi lavori "thriller esoterici": quali sono gli elementi, secondo te, che più vengono apprezzati dai tuoi lettori?I miei romanzi rientrano in quel filone – a dire il vero un po’ inflazionato, ormai – del thriller esoterico, del thriller infarcito di elementi misteriosi e/o legati a fatti inspiegabili. È un filone che continua ad avere successo, per cui i miei romanzi s’inseriscono in un momento ancora particolarmente favorevole. Gli elementi che hanno riscosso successo, almeno su Amazon, sono probabilmente le ambientazioni, o il fatto che, lungi dal copiare altri autori o il loro stile, le mie storie hanno una caratteristica di disincanto, di leggerezza che non fa prendere troppo sul serio le avventure vissute dal protagonista che, in fin dei conti, non è un eroe, ma un semplice antiquario.Il primo dei tre romanzi, "L'ombra d'argento", ha avuto un'edizione cartacea per i tipi della A&B nel 2007. Quali sono i motivi che ti hanno portato dalla carta stampata al self publishing e quali differenze hai notato?L’avventura con la A&B è stata positiva perché comunque mi ha dato la possibilità di pubblicare quando nessuno l’avrebbe fatto (e di questo ringrazio ancora Mauro Bonanno per il suo “affettuoso” coraggio), ma deludente, perché dato il mio essere un perfetto sconosciuto all’epoca riuscii a vendere poche copie. Non avendo trovato un accordo con la A&B per il mio secondo romanzo (non per colpa loro, intendiamoci, ma perché io avevo un’idea di pubblicazione non in linea con le loro precise linee editoriali), ho provato a bussare a qualche altra porta ricevendo in cambio semplice silenzio. La verità è che ci sono editori che semplicemente non rischiano e non prendono in considerazione scrittori esordienti. La cosa può essere comprensibile, vista anche la situazione in Italia, ma non condivisibile. In ogni caso, stanco di attendere, mi sono guardato intorno e così ho scoperto il self-publishing di Amazon, prima ancora che il Kindle store debuttasse in Italia. All’inizio non vendevo niente – parliamo di due anni fa – poi, il Kindle store giunge in Italia e La Luna di Sabbia inizia a vendere. La cosa mi stuzzica e così, ritornato in possesso dei diritti su L’Ombra d’Argento, ho pubblicato anche il primo. Buoni riscontri, ma niente di che. A dicembre 2012 ho pubblicato Il Codice Baphomet e tutto è cambiato. In tre mesi ho venduto più di ottomila copie, complice la storia che è piaciuta, la copertina (realizzata da me) e il prezzo competitivo di €0,99.Le differenze con la carta stampata sono molte, la visibilità è confinata sul web, sebbene siti come Amazon siano di grande successo, ma la gestione dei contenuti, la possibilità di pubblicare e non pagare (una triste pratica che sappiamo essere assai diffusa) e di vedersi riconosciuti cospicui diritti sul prezzo di copertina rendono assolutamente appetibile il mondo del self-publishing. Ovviamente, bisogna stare attenti, perché la totale libertà e la mancanza del lavoro di un editor vi può far imbattere in sgradite sorprese. Mi è capitato spesso di leggere romanzi auto-pubblicati senza un minimo di cura, sia da un punto di vista grammaticale sia di sviluppo della trama. Ma io credo che valga la pena correre il rischio.Martin Rua è anche il nome del tuo protagonista. I tuoi romanzi, infatti, sono scritti in prima persona. Quali differenze ci sono tra il personaggio e lo scrittore? Quanta distanza riesci a prendere dai testi che scrivi?All’inizio, nel primo romanzo intendo, mi sono praticamente fuso col mio alter ego, riversando molta autobiografia nella storia. Poi, già col secondo, ho preso più le distanza, sebbene l’elemento autobiografico sia sempre presente. Stessa cosa in Il Codice Baphomet, in cui gli elementi autobiografici ci sono, ma sono ben dissimulati.
[Intervista]- Martin Rua e il successo del thriller esoterico
Creato il 14 aprile 2013 da Luca FilippiLa tua trilogia (L'ombra d'argento, La luna di sabba, Il codice Baphomet) sta riscuotendo una notevole successo su Amazon. Definisci i tuoi lavori "thriller esoterici": quali sono gli elementi, secondo te, che più vengono apprezzati dai tuoi lettori?I miei romanzi rientrano in quel filone – a dire il vero un po’ inflazionato, ormai – del thriller esoterico, del thriller infarcito di elementi misteriosi e/o legati a fatti inspiegabili. È un filone che continua ad avere successo, per cui i miei romanzi s’inseriscono in un momento ancora particolarmente favorevole. Gli elementi che hanno riscosso successo, almeno su Amazon, sono probabilmente le ambientazioni, o il fatto che, lungi dal copiare altri autori o il loro stile, le mie storie hanno una caratteristica di disincanto, di leggerezza che non fa prendere troppo sul serio le avventure vissute dal protagonista che, in fin dei conti, non è un eroe, ma un semplice antiquario.Il primo dei tre romanzi, "L'ombra d'argento", ha avuto un'edizione cartacea per i tipi della A&B nel 2007. Quali sono i motivi che ti hanno portato dalla carta stampata al self publishing e quali differenze hai notato?L’avventura con la A&B è stata positiva perché comunque mi ha dato la possibilità di pubblicare quando nessuno l’avrebbe fatto (e di questo ringrazio ancora Mauro Bonanno per il suo “affettuoso” coraggio), ma deludente, perché dato il mio essere un perfetto sconosciuto all’epoca riuscii a vendere poche copie. Non avendo trovato un accordo con la A&B per il mio secondo romanzo (non per colpa loro, intendiamoci, ma perché io avevo un’idea di pubblicazione non in linea con le loro precise linee editoriali), ho provato a bussare a qualche altra porta ricevendo in cambio semplice silenzio. La verità è che ci sono editori che semplicemente non rischiano e non prendono in considerazione scrittori esordienti. La cosa può essere comprensibile, vista anche la situazione in Italia, ma non condivisibile. In ogni caso, stanco di attendere, mi sono guardato intorno e così ho scoperto il self-publishing di Amazon, prima ancora che il Kindle store debuttasse in Italia. All’inizio non vendevo niente – parliamo di due anni fa – poi, il Kindle store giunge in Italia e La Luna di Sabbia inizia a vendere. La cosa mi stuzzica e così, ritornato in possesso dei diritti su L’Ombra d’Argento, ho pubblicato anche il primo. Buoni riscontri, ma niente di che. A dicembre 2012 ho pubblicato Il Codice Baphomet e tutto è cambiato. In tre mesi ho venduto più di ottomila copie, complice la storia che è piaciuta, la copertina (realizzata da me) e il prezzo competitivo di €0,99.Le differenze con la carta stampata sono molte, la visibilità è confinata sul web, sebbene siti come Amazon siano di grande successo, ma la gestione dei contenuti, la possibilità di pubblicare e non pagare (una triste pratica che sappiamo essere assai diffusa) e di vedersi riconosciuti cospicui diritti sul prezzo di copertina rendono assolutamente appetibile il mondo del self-publishing. Ovviamente, bisogna stare attenti, perché la totale libertà e la mancanza del lavoro di un editor vi può far imbattere in sgradite sorprese. Mi è capitato spesso di leggere romanzi auto-pubblicati senza un minimo di cura, sia da un punto di vista grammaticale sia di sviluppo della trama. Ma io credo che valga la pena correre il rischio.Martin Rua è anche il nome del tuo protagonista. I tuoi romanzi, infatti, sono scritti in prima persona. Quali differenze ci sono tra il personaggio e lo scrittore? Quanta distanza riesci a prendere dai testi che scrivi?All’inizio, nel primo romanzo intendo, mi sono praticamente fuso col mio alter ego, riversando molta autobiografia nella storia. Poi, già col secondo, ho preso più le distanza, sebbene l’elemento autobiografico sia sempre presente. Stessa cosa in Il Codice Baphomet, in cui gli elementi autobiografici ci sono, ma sono ben dissimulati.