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Invisibile, trasparente, assente: meravigliosamente presente

Da Zazienews
Invisibile, trasparente, assente: meravigliosamente presente
Gianni Rodari gioca con la lingua e la sua lingua è strumento narrativo e, al contempo, contenitore di mondi imprevedibili dove la trasparenza, l'invisibilità, l'assenza di corporeità sono straordinari motori di storie. C'è un un Giacomo di cristallo, così trasparente e limpido da rendere visibili a tutti i suoi pensieri, un Tonino l'invisibile che gioca della sua presenza-assenza per muoversi tra le avventure più diverse.  E poi c'è un Omino di niente, impalpabile, che dichiara la mancanza di qualsiasi cosa. Vive in un mondo di niente, in una totale assenza di materia, ma esiste in quel niente che è il grande spazio della fantasia e dell'invenzione. A Olimpia Zagnoli, giovane illustratrice italiana, affermata internazionalmente, è stato affidato il compito di dare corpo visivo al niente che Gianni Rodari ha inventato per la raccolta Favole al telefono, datata 1962.
Invisibile, trasparente, assente: meravigliosamente presente
illustrazione di Simona Mulazzani
Olimpia usa colori accessi che portano l'occhio a cercare tra le righe, ad affacciarsi sui perimetri delle geometrie che riempiono la pagina per vedere cosa sta facendo l'Omino. E l'invisibilità visibile, il niente concreto della narrazione visiva, è un invito a muoversi nello spazio dell'immaginazione, a perdersi e ritrovarsi, ad allenare lo sguardo e, contemporaneamente, il pensiero. Partirà dall'Omino invisibile la formazione di domani all'Istituto Comprensivo Statale "Magistrato Giovanni Falcone" a Copertino, un incontro con gli insegnanti, una delle prime azioni, tra le tante, messe in campo dalla cooperativa Giannino Stoppani-Accademia Drosselmeier in occasione del centenario rodariano. Un omino invisibile che potrà essere ammirato dal vivo fino al 10 novembre al Portland Art Museum, poi all'istituto di Cultura Italiana a San Francisco, in attesa di essere accolto in Italia in occasione di Bologna Children's Book Fair 2020. Il lavoro di Olimpia Zagnoli è infatti raccolto, assieme a quello di altri venti illustratori che hanno prestato, nel tempo, il loro segno per l'opera di Gianni Rodari, in una mostra promossa dall'Istituto Italiano di Cultura di San Francisco e BolognaFiere con il supporto del Consolato Generale dell'Italia a San Francisco, Comune di Portland, Comune di Bologna Rete Civica Iperbole, Regione Emilia-Romagna e Portland Bologna Sister City Association e la curatela di Accademia Drosselmeier/Giannino Stoppani Cooperativa.

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