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Io che amo solo te (L. Bianchini)

Creato il 03 luglio 2018 da Stefania
I personaggi li conoscevo già avendo letto La cena di Natale di Io che amo solo te. Lo so, ho sbagliato l'ordine di lettura ma era adatto per una vecchia challenge e l'ho letto senza pensarci troppo.
Quei personaggi mi erano piaciuto ma ora, che conosco a fondo le loro storie, posso dire di essermene proprio innamorata.
Io che amo solo te (L. Bianchini)Luca Bianchini mi ha dato l'occasione di leggere una storia fatta a sua volta di tante storie. Con Io che amo solo te ha messo in mano al lettore un romanzo nel quale chiunque si può rivedere - nell'uno o nell'altro, anche semplicemente in chi sta a guardare - nel quale i personaggi sono intensi, ben delineati, tutti indispensabili per dare corpo ad una vicenda che mi ha toccata. Eh sì!
Lettura da ombrellone, ho sentito dire da qualcuno: bhè, per quanto mi riguarda è una lettura che non dimenticherò, per un sacco di buoni motivi. Sarà pure da ombrellone ma non è per niente banale (...ed io l'ho letto proprio al mare!).
Chiara e Damiano sono alla vigilia delle nozze. Sono due giovani innamorati che, come molti altri, arrivano alle porte del con dei dubbi di un certo peso. Lui è pronto a fare ciò che deve fare. Lei ha trovato un ragazzo di buona famiglia che la attrae fisicamente e con il quale c'è un'ottima intesa sessuale. Ma tutto ciò può bastare per pronunciare quel sì con convinzione? Se lo chiedono entrambi, ognuno a modo suo, ognuno percorrendo una via diversa (ma poi non così tanto) per darsi una risposta.Con Chiara e Damiano si legano due famiglie che, però, hanno un'altra storia importante a legarle: è quella tra il padre di lui, Don Mimì, e la madre di lei, Ninella.Innamorati da sempre, divisi anni prima da questioni d'onore che, proprio alla vigilia del matrimonio dei loro ragazzi, tornano prepotentemente attuali. Un amore grande, di quelli che non si possono dimenticare, che fanno vibrare le corde dell'anima ancora oggi, dopo tanto tempo. 
E' proprio questa storia d'amore mi ha catturata, emozionata e anche commossa. Ho amato il personaggio di Ninella: una donna che ha accettato il rifiuto di lui di portarla all'altare ma che non lo ha mai dimenticato, una donna che comprende a distanza di anni cosa lo ha portato a quel no, una donna nelle cui vene scorre ancora il sangue della passione e di un amore profondo che brucia sotto la cenere.
Eccolo , il mio amore. Si è appesantito, ha messo su pancia e le spalle sono un po' scese. Ma per me non è mai stato più bello di oggi. Standogli vicino, poi, brucia. Lo sentite voi che brucia? Lui vive solo così. Ma lo dovete toccare, altrimenti vi sembrerà un freddo calcolatore. E voi, malgrado tutto quello che avete detto, che avete pensato, non potrete mai sapere ciò che Dio, purtroppo, non ha unito.
E lui? Sa di essere stato un codardo, di non aver lottato per l'unica donna che abbia mai amato davvero e che ama ancora, nonostante tutto.
Ninella è il personaggio che domina su tutti, secondo me. Donna fiera e coraggiosa, bella cinquantenne - così la immagino - che non teme il giudizio altrui nemmeno quando decide di indossare un abito rosso fuoco per il matrimonio della sua primogenita. Donna devota, fedele a quel marito che l'ha lasciata troppo giovane a crescere da sola due bambine, legata ad un uomo oramai spostato ad altra ma da un legame tanto discreto quanto profondo. Un legame sottile come un filo ma resistente come l'acciaio. Tutti in paese sanno quello che c'è stato tra loro, in passato. Ma Ninella e Don Mimì non hanno mai dato motivo di alimentare chiacchiere. L'unico momento in cui i loro occhi si incontravano era quello della messa della domenica, durante la comunione. 
E se anche Ninella non lo guardava direttamente, lui sentiva quegli occhi su di sè, e sperava le che arrivasse l'odore della sua colonia. Quel piccolo rito lo rassicurava, rinnovando una promessa ingiustamente interrotta. Ci sono storie testardamente incapaci di finire, che ti torturano come un male. Quella di Mimì e Ninella era una di quelle: un duetto senza voce e senza futuro. Solo un ricordo, che come sempre amplificava tutto. Ora quel passato era lì, in una chiesa che non li aveva uniti ma che avrebbe unito i loro figli.
Ora il destino scompiglia le carte legando Chiara e Damiano.
Due storie d'amore, quelle narrate, che hanno sullo sfondo una Puglia che vibra. Storie che prendono vita accanto a personaggi a tratti divertenti a tratti profondamente soli, delusi, fragili. E' bravo, Bianchini, a rendere alla perfezione ognuno di loro.
Altro personaggio che mi è particolarmente piaciuto è il fratello di Damiano, Orlando, che incarna il disagio di essere diverso, di non essere accettato per quello che è e che è sempre stato: un ragazzo gay che, per non coprire di vergogna la sua famiglia in un giorno tanto importante, porta un'amica al matrimonio del fratello presentandola come fidanzata. Orlando, però, soffre. E' tormentato da un amore proibito che non può vivere appieno e che lo turberà più del previsto proprio nel giorno del sì di suo fratello.
E poi Franco, lo zio finito in carcere e a causa del quale Ninella si è vista negare l'amore di Don Mimì, per lo scandalo che al suo arresto era conseguito. Un uomo che torna dopo aver pagato e che chiede di essere perdonato.
Ognuno dei personaggi - non solo quelli principali - ha qualche cosa da dire e questo rende il libro, nel complesso, più ricco di quanto le 259 pagine di cui è composto potrebbero far pensare.
Storie d'amore ma anche riavvicinamenti, ritrovamenti... bella storia, ben scritta. Devo dire che questo è uno di quei libri che rileggerei. Non essendo una lettrice che ama le riletture, credo che ciò renda perfettamente l'idea di quanto mi sia piaciuto.
Libro che consiglio caldamente a chi abbia voglia di emozionarsi, a chi voglia affezionarsi ai protagonisti tanto da soffrire, amare, gioire con loro. 

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