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Io sono il mio corpo, io sono la mia memoria

Creato il 27 maggio 2019 da Walter_fano @walterfano

Io sono il mio corpo, io sono la mia memoriaGiovedi’ 20 di Giugno alle ore 18:00,  l’innovativo spazio artistico Officine Forte Marghera sarà aperto al pubblico con la mostra ‘Io sono il mio corpo, Io sono la mia memoria’ in occasione dell’inaugurazione del Festival Multidisciplinare di Arte Contemporanea, organizzato dal collettivo di artisti Action Hybride.

Action Hybride presenta:

55 artisti internazionali, art performances e video con un programma ricco di straordinari eventi da non perdere.

Entrata libera tutti i giorni  dalle 17 alle 24

Date: dal 20 al 23 Giugno 2019, in occasione della Biennale di Venezia

Galleria: Sezione Officine Forte Marghera (Venezia)

Indirizzo: Via Padiglione 32, via Forte Marghera, 30 – Mestre – Veneto

Io sono il mio corpo, io sono la mia memoria
Il nostro corpo ha una memoria, conserva in sé i ricordi sepolti delle nostre sofferenze di bambino, di feto, talvolta anche quelle dei nostri genitori e dei nostri antenati.

Stampati nei muscoli, nelle ossa e persino nella carne, questi dolori risuonano nel nostro corpo e si risvegliano nel corso degli eventi della vita.

La memoria del corpo è partire sulla traccia di quei ricordi profondi che il nostro spirito ha dimenticato, ma di cui il  nostro organismo si ricorda.

Il corpo è attraversato dalla memoria e lascia le sue tracce inscritte nella carne.

L’esperienza della corporeità, come della memoria: io sono il mio corpo, proprio come io sono  la mia memoria. Sono inserito nel mondo corporalmente e la mia esperienza del mondo mi raggiunge attraverso il mio corpo. Ma non solo il mio corpo assorbe informazioni sul mondo: è un oggetto di  mia proprietà tanto quanto il mio essere.

Il corpo rimane fedele al suo passato, integrandolo ed esprimendolo nei suoi gesti apparentemente i più spontanei. Basta pensare a come il corpo si rifiuta di rinnegare le proprie circostanze primitive, integrando ostinatamente nei suoi accenti, ritmi e posture i segni di appartenenza a uno specifico tempo e spazio.

È attraverso questa memoria incorporata che il corpo individuale integra il corpo sociale. Perché fin dalla tenera età il corpo si fà ‘civilizzare’.  Gli viene insegnato a interagire, secondo gli standard di una particolare cultura, nazione, religione. Ciò che si apprende dal corpo non è qualcosa che si ha, che si può rappresentare di fronte a sé, ma qualcosa che si è.

Il ricordo del corpo è ciò che rimane nell’uomo quando ha dimenticato tutto. La memoria ricomincia da una cicatrice, da un corpo sofferente, un ricordo malato, fragile, un corpo che è l’interstizio che collega e separa da tutto.

Tutti i nostri computer hanno un tocco ‘cancellabile’, la cui semplice presenza enfatizza la fragilità della memoria. Ma esiste una modalità di memoria che resiste alla cancellazione? Una memoria indelebile e, per così dire, incurabile?

L’arte da sola, forse, può fornire una risposta palpabile a queste domande.

Perché se il corpo è rappresentato ovunque nell’immaginario contemporaneo e se costituisce, come la memoria, un materiale di base per molti artisti contemporanei, esso non mostra la sua memoria ma la agisce perché la incarna.

E per quanto lei non memorizza alcuna immagine o rappresentazione, la memoria del corpo può essere “cancellata” solo dalla distruzione di esso.

email: [email protected]

FB: actionhybrideart

Instagram: @action.hybride

Io sono il mio corpo, io sono la mia memoria


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