“Io sono l’amore” di Luca Guadagnino

Creato il 04 aprile 2011 da Cinemaleo

2009: Io sono l’amore di Luca Guadagnino


Apprezzatissimo dalla critica e buon successo in America, un film che in Italia nelle sale italiane ha visto scarsissimo pubblico e accoglienze contrastanti da parte degli addetti ai lavori (1).

Gruppo di famiglia in un interno milanese e borghese ritratto con proprietà estetica ed eleganza formale” (MyMovies), È una piccola saga familiare, un dramma da camera debolissimo: e pensare che ci sono voluti quattro sceneggiatori per mettere insieme la storiella della famiglia Recchi, tra situazioni noiose e personaggi tagliati con l’accetta” (Cineblog), “Un estetismo estenuato, un formalismo fine a se stesso, al servizio di una sceneggiatura mediocre” (Cadavrexquis), “Un’opera dalla spiccata personalità: una personalità che può piacere o meno ma che di certo non lascia indifferenti” (Comingsoon), “La trama è esile e anzi già vista, interessante il simbolismo usato dal regista e l’attenzione per l’ambiente, ma purtroppo il ritmo troppo lento inficia la pellicola, rendendola un po’ ostica” (FilmUp), “Punto di forza indiscusso del film è l’interpretazione immensa di Tilda Swinton: ogni espressione premette di capire con largo anticipo ciò che avverrà” (Spaziofilm), “Un film inconsueto e ambizioso” (Il Messaggero), “Da anni non vedevamo un film italiano a cui ci veniva voglia di dare il Leone d’oro appena usciti dalla sala Perla del festival di Venezia” (Liberazione), “Raramente, nel cinema italiano dei cosiddetti ‘giovani’, si ha la fortuna di incontrare un film centrato, con un’idea chiara e forte che irradia le scelte di cast, location, luce, editing, radici culturali e artistiche, uno stile” (Il Giorno).

Il regista palermitano, definito da Roberto Donati «sofisticato e cinefilo» (2), ha sempre fatto discutere con le sue opere non certo facili né adatte a tutti i palati. Con Io sono l’amore (raro film italiano inondato di premi e riconoscimenti un po’ ovunque) Luca Guadagnino non si smentisce.

Un film che divide la critica è solitamente un lavoro interessante da vedere per farsene una propria idea: “un’operazione sterile” scrive Repubblica ma Il Corriere della Sera controbatte “un melò a denominazione d’origine: Guadagnino è un autore, col copyright di uno stile, fortuna sua e nostra, lontano dalla becera Italia tv di oggi”, e Ciak conclude Io sono l’amore è un dramma familiare allo stesso tempo classico ed eccentrico. Lo amerete moltissimo o non vi piacerà affatto”. Appartengo senz’altro alla prima categoria.

Visivamente è un gioiello, raffinato ed elegante, curatissimo nel minimo dettaglio… il che non mi è sembrato un puro esercizio di stile ma la cornice più consona per illustrare sia l’ambiente particolare in cui il dramma si svolge che la psicologia dei diversi personaggi. Un film affascinante per l’atmosfera rarefatta che riesce a creare (a cui non poco contribuisce la musica di John Adams) e per l’originalità con cui svolge una trama non certo nuova. Il cast è quasi tutto da plauso: primeggia una Tilda Swinton, bella e intensa come non mai, di una perfezione assoluta in un ruolo tutt’altro che facile da rendere credibile.

note

(1) Scrive Emanuele Braha: “Riscossa americana per l’italianissimo Io sono l’amore di Luca Guadagnino che dopo la tiepida accoglienza ottenuta… nei cinema italiani, ha incassato la bellezza di sei milioni di dollari ai botteghini USA. Il film ha inoltre ottenuto ottimi incassi europei e il prestigioso International Box Office Award al Capri-Hollywood Internationale Film Festival”

(2)   Indovinatissima nel film la citazione della Kim Novak di La donna che visse sue volte

scheda 

premi e riconoscimenti

sito ufficiale


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