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Io sono la bestia, di Andrea Donaera

Creato il 28 settembre 2019 da Diletti Riletti @DilettieRiletti
Io sono la bestia, di Andrea Donaera

Quando ho chiuso il libro era notte. E ho pensato non dormirò mai, mai. Poi ho dormito, ma prima:

  1. il libro di Donaera è di quei libri che non scivolano, aggrappati con unghielli di gatto terrorizzato alla pelle. Leggo molto, penso che chi mi conosce lo sappia bene. Ma una parte dei libri che leggo scivola senza lasciar segno, tanto che alla fine posso dire sì di aver letto questo o quello, ma senza saper aggiungere molto altro. Il libro di Donaera no.
  2. Il libro di Donaera è di quei libri che in libreria non sai dove mettere, perché trovi una lingua che mescola il dialetto all'italiano, una storia cupa che parla -è vero- di criminalità ma più ancora di sentimenti, una costruzione delle frasi che sembra poesia, e non lo è. I noir con i noir, la Kinsella nella chick-lit, i bambini di là, è come se avessero già il loro posto. Ma il libro di Donaera no.
  3. Il libro di Donaera - Io sono la bestia- è di quei libri che parlano di potere, e di quanto il potere sia inutile di fronte al dolore. Anzi, più si ha potere, più l'incapacità di gestire il dolore aumenta in maniera parossistica, frustrante e frustrato come un gatto terrorizzato e chiuso in gabbia. Che si strapperebbe la pelle a morsi, se solo servisse a farlo uscire. Ci sono pagine che parlano di dolore e riescono a far piangere. Il libro di Donaera no.
  4. Il libro di Donaera dice (ci dice) che la bestia siamo noi. La bestia è accucciata dentro di noi e possiamo anche pensare sia assopita, ma è un'illusione. Non c'è innocenza, non c'è pacatezza che basti. Mettilo alla prova, il gatto terrorizzato e guarda come affonderà canini e artigli.
  5. Il libro di Donaera - Io sono la bestia- è di quei libri che riesci a sentire ad alta voce nella testa. Sarà che è il mio dialetto. Forse. Ma quelle voci di terza persona che scivola nella prima e torna terza, quelle voci sgrammaticate e ritmiche, dove l'assillo del dolore diventa follia, dove l'ossessione dell'amore diventa follia, e la poesia diventa follia che ripete se stessa fino a che non dice basta, basta basta, quelle voci sono ineludibili.

Alla fine ho dormito. Il libro di Donaera no. La bestia non dorme.


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