Magazine Diario personale

Io sono qui

Da Doppiogeffer @DoppioGeffer
Non so ancora per quanto, non so ancora perchè, ma sono (ancora) qui.Dopo un silenzio lungo quasi due mesi, torno a rispolverare le pagine di questo blog. Un blog che è nato in un dato periodo della mia vita e che non so se vivrà ancora nel "capitolo successivo", ma che di certo è parte di me.
Sebbene io non sia più la stessa persona che l'ha aperto tanti anni fa.

Senza entrare troppo nel merito del perchè e percome io sia sparita (un conto è raccontare le mie disavventure tragicomiche, un altro è raccontare la vita privata ed intima, mia e di chi mi sta vicino), in questi ultimi mesi ho dovuto fare i conti con la vita e con tutti quei falsi happy ending che film, telefilm, fiabe, romanzi e compagnia cantando c'hanno sempre propinato. Comprese le nonne e le madri, con i loro "quando sarai grande sarà tutto bellissimo".

Bellissimo 'sto cazzo, scusando il francesismo.
Io sono quiMi sono alzata, un dì d'estate, convinta che gli unici problemi nella vita, la mia specificatamente, fossero il primo capello bianco, le ultime materie prima della laurea e il tutor della tesi ancora latitante a 2 MESI dalla seduta di laurea.Quello stesso giorno sono andata a letto con la consapevolezza che quei problemi, quei tremendi macigni sulla mia testa, fossero delle emerite cazzate.
Ho dovuto rivedere i sogni, i progetti e la sessione di laurea, complice pure un esame non andato in porto per la troppa stanchezza e ansia (e rabbia) accumulata nei giorni precedenti.
Ma non solo; ho dovuto combattere ancora e ancora con la burocrazia made UNICT, dove le leggi valgono solo per gli studenti che devono scucire i soldi, e non per chi invece dovrebbe assicurarci i servizi.
Ho visto corridoi che non volevo vedere, ho visto facce che non volevo incontrare e ho dovuto sorridere, passando per la scema di turno. Anche se io vengo presa per scema da circa...boh, trentanni?
Infatti anche durante il colloquio per la specialistica, momento che dovrebbe sancire la maturità intellettuale e non di una persona, sono riuscita a fare l'ennesima gaffe della mia vita, strappando per fortuna un sorriso all'esaminatore e riuscendo a superare questo piccolo step.
Step dal quale mi sono ritrovata sempre nelle stesse aule della triennale, sempre con gli stessi professori (più o meno), quasi con gli stessi colleghi ma con una atmosfera diversa.
Perchè sì, è vero che alla specialistica i professori smettono di vederci come delle amebe e incominciano a definirci come degli esseri vertebrati.
E da qui è ricominciato il tran tran dei mezzi pubblici, la mia liaison con l'armadietto, lo sclero del "cosa preparo per il pranzo a sacco?!", il prendere appunti, il cercare fotocopisterie pronte a stampare tutto lo stampabile umano venendo incontro ai portafogli di noi poveri studenti squattrinati.
Masochismo? Amore per lo studio?
Non lo so, ma quel che è certo, secondo la carta astrale che m'hanno fatto pochi giorni fa in dipartimento (già, in dipartimento. C'è chi ci va per imparare un mestiere e chi per farsi fare la carta astrale!), il mio segno zodiacale e tutti i pianeti mi spingono a cercare di salire la scala sociale.
Solo che la mia è una scala traballante con qualche piolo mancante, mica una scala mobile. In più c'ho Saturno in Ariete, il che non ho capito cosa voglia dire ma si sa che avere Saturno contro non è mai un bene.
Però, dato che alla specialistica siamo pochi "ma buoni", avremo tanti, tantissimi bonus: nuovi camici, maggiore attenzione da parte dei prof e pure le penne con lo stemma dell'Università.
Prossimo passo, dopo la maglietta che ricevetti un paio di anni fa e la borraccia UNICT, sarà la felpa. E i portachiavi, lo stendardo, la penna USB...
In fondo, "chi siamo noi rispetto Oxford, Harvard, Yale e Hogwarts, per non avere il nostro brand di vestiti e gadget?!" (cit. Professore addetto a questo merchandising).
Comunque. In questi ultimi due mesi, ne sono successe di tutti i colori. E nel silenzio, c'è stato chi ha capito e chi invece ha preferito girare la testa dall'altro lato. C'è stato chi m'è stato vicino senza essere scomodo e chi invece è stato al pari di un sassolino nello stivale.
Ho riso, ho pianto, ho scoperto di avere forze che non credevo di avere, ho dimenticato la mia ipocondria (ma è tornata, la stronza, dato che sta per incominciare il periodo delle influenze!), ho perso peso e ho smesso di fumare.
E con ciò?
E con ciò non so con quale frequenza pubblicherò post, dato il fatto che ho un orario di merda e 300 cose da fare prima di poter avere tra le mani la mia tesi stampata e rilegata, ma ci proverò.
Quel che vi chiedo, è solo un poco di pazienza.
Perchè la mia l'ho finita.

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog