Magazine Diario personale

Irreversibile.

Creato il 30 settembre 2018 da Larablogger @laratorres83

Irreversibile.

Ciò che più di ogni altra cosa terrorizza.

Non poter più tornare indietro, chiudere a chiave le porte i cui spiragli consolatori  hanno a lungo nutrito inconfessabili speranze, riporre sullo scaffale quel libro di una bellezza straziante che sai non riaprirai mai più, dire “a presto” con la consapevolezza che si trasformerà in “addio” appena voltate le spalle.

I punti di non ritorno si confondono con quelli di sutura alimentando la paura di nuove cicatrici. La sensazione del definitivo a cui cerchi di sfuggire da sempre, come quando spegni la sveglia sapendo che non c’è un tasto “posponi” a rimedio del tuo arretrato di sonno perenne; pur intorpidito dal dormiveglia sai che quella è l’ultima possibilità per destarti.

L’irreversibile è il non più evitabile, la resa dei conti finale con il peso delle tue responsabilità. La pillola anticoncezionale che lascia spazio alla possibilità di una gravidanza, l’anello che priverà di melanina la base di quell’anulare sinistro che hai sempre preferito tenere spoglio, una promessa che sa di consapevole necessità, un vincolante SI, un altisonante NO, al posto di un ben più confortevole e ibrido “forse”.

E forse, a volte, ci sarebbe bisogno di svestirsi degli alibi che amiamo scegliere accuratamente dal guardaroba delle infinite possibilità degno di quello della Ferragni con la destrezza di un consumato trasformista.

L’irreversibile è l’altra faccia della medaglia del libero arbitrio, è l’uscita di sicurezza bloccata, il navigatore che ti vincola all’unico percorso obbligato, con tanto di pedaggio e senza possibilità di ricalcolo.

Non ne saremo così terrorizzati solo quando avremo più paura dei “non più” che dei “non ancora”… forse.

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