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islamisti: l’ISIS spiegato a Di Battista – di Micheledisalvo.com

Creato il 19 agosto 2014 da Paolo Ferrario @PFerrario

proviamo a spiegare un pò di storia al nostro parlamentare, anche se è bene ricordare che esiste un ufficio, pagato da noi, alla Camera, cui può porre quesiti e fare ricerche per cercare, se davvero gli interessa, di dire meno castronerie (e alla fine spieghiamo perché in questo caso più che in altri queste castronerie sono davvero intollerabili).

ISIS è una creatura indipendente inventata nel 2000 da un signore di nome Al-Zarqawi. Abu Musab al-Zarqawi, giordano, dagli anni ’80, dai tempi della guerra tra URSS e Afghanistan, era stato prima rivale di Bin Laden all’interno del mujaheddin, e poi di lui alleato e numero tre di un’altra organizzazione di nome al-Qaida, creata per continuare a combattere “l’occidente”. (Finora quindi siamo a un giordano e un saudita in Afghanistan, niente a che vedere con un movimento di lotta partigiana in Iraq.) Andiamo avanti.
Al Qaida era nata sull’idea di sviluppare una specie di legione straniera, di ispirazione sunnita, che avrebbe dovuto difendere i territori abitati dai musulmani dall’occupazione occidentale.
Nel 2000 Zarqawi decise di fondare un suo proprio gruppo con obiettivi diversi da quelli di alQaida: voleva provocare una guerra civile su larga scala, in tutti i paesi musulmani, per mettere l’una contro l’altra le diverse fazioni religioso-etniche, per conquistare un potere personale basato sul califfato. Per raggiungere questo suo obiettivo ha deciso di sfruttare la complicata situazione religiosa dell’Iraq, paese a maggioranza sciita ma con una minoranza sunnita al potere da molti anni con Saddam Hussein (e già qui è facile capire che sunniti e sciiti sono solo un pretesto e la religione c’entra nulla).

In un libro pubblicato nel 2004, e scritto dallo stratega jihadista Abu Bakr Naji, è spiegata la strategia di Zarqawi: portare avanti una campagna di sabotaggi continui e costanti a siti turistici e centri economici di stati musulmani, per creare una rete di “regioni della violenza” in cui le forze statali si ritirassero sfinite dagli attacchi e in cui la popolazione locale si sottomettesse alle forze islamiste occupanti (e anche da questo comprendiamo bene che la lotta all’occupante amercicano c’entra sempre meno)

tutto l’articolo qui: ISIS spiegato a Di Battista – Micheledisalvo.com.


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