Istanbul, diario di viaggio

Creato il 28 agosto 2012 da Secondo Lucy


La regola in generale per ogni esperienza, da un viaggio ad una cena in una particolare ristorante, piuttosto che un film, credo sia quella di non farsi mai troppe aspettative, a maggior ragione se generate dai racconti altrui. Io ho iniziato questo viaggio con un'idea ben precisa di ciò che mi aspettavo da questa città, l'antica Costantinopoli: fascino e magia. Con un po' di delusione devo ammettere che non ho trovato nè l'uno nè l'altra.
Ciò non significa che Istanbul non mi sia piaciuta, forse però fossi stata solo qualche giorno e non avessi poi proseguito in giro per la Turchia, sarei tornata con un po' di insoddisfazione.

La città è grande, grandissima. Non ero in realtà mai stata in una città così vasta (più di 16.000.000 di abitanti). Il colpo d'occhio è sorprendente già dall'aereo, a maggior ragione se, come nel nostro caso, arrivi di sera e cominci a vedere una distesa di lucine, isole e ponti che sembrano non terminare mai.
Gli aereoporti (abbiamo avuto modo di utilizzarli entrambi) sono fuori città, o meglio lontani dalla zona in cui tutti i turisti alloggiano, sarebbe errato parlare di centro città per una metropoli come Istanbul. Già nel percorso fino all'albergo (erano circa le 23.30) ci si rende conto di quanto i turchi amino stare all'aperto, non c'è infatti piccolo spiazzo verde dove non siano seduti con una coperta o foglio di giornale, anche solo per sgranocchiare qualche pistacchio. Altro dettaglio che salta inevitabilmente all'occhio è che la loro guida è decisamente sportiva e pericolosa.
Il nostro albergo era in Sultanahmet, la zona in cui tutti alloggiano, a due passi dalla Moschea Blu, dal Topkapi e da Hagia Sofia. Siamo arrivati in Turchia nel bel mezzo del Ramadan, dunque la sera dopo il tramonto i locali e ristoranti (o meglio lokante) si rimpeviano di tavolate di uomini che finalmente condividevano la cena.
La Turchia è uno stato laico, anche se la maggioparte della popolazione è musulmana. Ciò nonostante è il paese più moderato tra quelli islamici. Io e la mia amica giravamo tranquillamente in maglietta e pantaloncini (le temperature e l'umidità non permetteva altro abbigliamento) e non abbiamo mai avverito un senso di disagio (ovviamente eravamo anche in mezzo ad una marea di turiste vestite come noi) al contrario di quanto letto in alcuni resoconti.
La città è sempre viva e molto caotica, bisogna fare attenzione anche solo a camminare a bordo strada perchè non si fanno molti problemi a sfiorarti con l'auto. Altro aspetto però da sottolineare, come avevo letto in un blog che consiglio (Scoprire Istanbul) è quanto Istanbul sia sicura. Non abbiamo mai percepito quella spiacevole sensazione che in tutte le grandi città (anche italiane) ti spinge a tenere stretta la borsa per paura ti possano derubare. Non serve ricordare anche in questo caso che la mia esperienza è relativa alla piccola zona di Istanbul che ho frequentato.
Ciò che mi ha molto colpito di questo paese? L'estrema gentilezza e disponibilità. I turchi, per tutto il viaggio che ha toccato circa 8 città diverse da nord a sud, si sono sempre dimostrati pronti ad aiutarci; un'accoglienza a tratti quasi spiazzante che mi ha ricordato in parte quella del nostro sud Italia.  Scrivo ciò non perchè al nord non siamo accoglienti, ma siamo certamente più chiusi e riservati e certe gesti non fanno parte di noi. La Turchia negli ultimi anni si è resa protagonista di un vero e proprio boom turistico, ciò nonostante non ho mai riscontrato la volontà di voler approfittare del turista, abitudine ahimè molto frequente in Italia e nella mia Venezia (lo scrivo con immenso rammarico).
L'ultimo giorno a Bodrum, in attesa alla stazione dei bus di prendere la navetta per l'aeroporto, mi sono girata trovando con mio stupore il proprietario della pensione dove avevamo alloggiato, che con il figlioletto ci aveva raggiunto in scooter solo per portarmi il cappello che mi ero scordata in hotel. A Selcuk dei signori seduti ad un bar a cui avevamo chiesto indicazioni per l'hotel, hanno di propria iniziativa chiamato il gestore dello stesso per avvisarlo che non riuscivamo a trovare la via; più di una volta ci è successo che commessi dei negozi si offrissero di buttare nel loro negozio l'incarto del gelato che tenevamo in mano, perchè non ci eravamo ancora imbattuti in un cestino. La lista potrebbe proseguire ma credo di aver reso l'idea.
Una nota dolente, anche in questo caso riscontrata per tutto il viaggio è invece quella della conservazione dei loro tesori artistici. Si paga un po' per tutto, ogni sito (anche il più piccolo) ha il suo biglietto d'ingresso, peccato però che non ci sia personale di sorveglianza che, anche per colpa dei turisti spesso invicili, sarebbe necessario. Spero che dall'incremento del turismo, sempre crescente, si trovino le risorse da investire in restauri e conservazione di quello che è un grande patrimonio.
Tra le cose da fare sicuramente consiglio la gita sul Bosforo; è un modo per rendersi conto di quanto grande sia questa città e per guardare, anche solo da lontano parti di Istanbul che non visiterete mai. Molti sono i traghetti, che anche per pochi euro, portano i turisti in giro per una gita di circa 2 ore.
Credo 3/4 giorni siano sufficienti per visitare i monumenti più importanti, da tenere conto che solo la visita al quartiere dei Bazaar (dove si trovano Gran Bazar e Bazar delle spezie, e di cui ho già scritto qui) occupa, a stare stretti, almeno mezza giornata. Ne uscirete in certi casi quasi storditi.
Non mi dilungo oltre con ulteriori informazioni perchè Scoprire Istanbul raccoglie tutto ciò che può esservi utile ed è stato particolarmente prezioso per la scelta dei ristoranti.
Qualche scatto di questa città che merita di essere visitata almeno una volta nella vita!





















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