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Italia BBB+, giochi e dispetti tra Usa e Ue: guadagnano in pochi, soffrono i tanti.

Creato il 15 gennaio 2012 da Cenz1

All'indomani della bocciatura italiana ed europea di Standard & Poor's, ecco una analisi a priori e posteriori.
"EUROPEAN Union official said. ITALY S&P cut Italy BBB+ from A, said the official who declined to be identified because the decision is not yet public".
Il Ministero del Tesoro italiano ha deciso di vendere all'asta BTP pur sapendo che l'Italia si apprestasse a ricevere un downgrade. E' stata tenuta nascosta una notizia "Price Sensitive": gravissimo atto per il mercato.
Dubbia anche la mossa di manipolare il mercato facendo scendere gli spread per piazzare titoli risparmiando mezzo punto in prossimità delle aste.
Tante manovre poco chiare sono state espresse da Wikipolis: leggete!


"Per iniziare a togliere l'anonimato ai mercati è utile guardare agli azionisti di Moody's
http://investors.morningstar.com/ownership/shareholders-major.html?t=MCO e di Standard & Poor's.
Come salta all'occhio Capital World Investors, State Street Corporation e Vanguard Capital controllano, da soli, il 20% circa del 79% del Mercato del Rating (Moody's + S&P's) Ricordo che, in Italia, chiunque raggiunga il 2% in una banca deve segnalarlo alle autorità di vigilanza.
I tre fondi citati hanno all'incirca 5 trilioni di AUM (assets under management: 1.5, 2 e 1.5 rispettivamente).
Alcuni scienziati (non economisti!) facendo un'analisi meramente quantitativa (network, interrelazioni etc) hanno sostenuto in un paper piuttosto controverso che (sintetizzo brutalmente) un numero ridottissimo di fondi controlla il mondo intero. http://arxiv.org/pdf/1107.5728v1
La pur brillante e onesta Yves Smith ha voluto fare la secchiona e ha notato i difetti del paper, il fatto che stabilisca o lasci pensare ad una sorta di costante controllo (esercitato attraverso un micro-management in sede di Board of Directors, controllo che sarebbe assurdo sostenere) e ne ha trascurato i pregi. http://goo.gl/AAi6Q
Ad esempio ora sappiamo che, come sospettavamo, anche a livello internazionale i gradi di separazione sono davvero pochi. Certo, molte di queste connessioni sono dormienti ma è chiaro che se un fondo come BlackRock ha il 2% di un'impresa italiana che opera nello stesso settore di una americana nella quale pure è azionista è difficile pensare che sarà neutrale, soprattutto perché Obama è stato così cortese da lasciare a Larry Fink l'onore/onere di d"buttare un occhio", en passant, anche ai 5 trilioni di Fanny Mae & Freddy Mac. Gli sforzi per svalutare il dollaro servono l'obiettivo dichiarato di raddoppiare la crescita dell'export nei prossimi 3-4 anni (chiaramente irrealistico) http://www.nytimes.com/2010/01/29/business/29trade.html ma un eventuale default dell'Italia, deprimendo il valore degli assets sarebbe una straordinaria occasione di saccheggio, l'ultimo hurrah per un dollaro sul punto di perdere il suo exorbitant privilege/burden. http://www.foreignpolicy.com/articles/2011/09/07/an_exorbitant_burden
Comunque basta dare un'occhiata su Yahoo. In ogni impresa/banca di una qualche importanza si trovano moltissimi tra i vari Fidelity,Capital World, State Street Corporation, Vanguard, Invesco, AllianceBernstein, BlackRock, Neuberger Berman, Bank of New York Mellon Corporation, Northern Fund etc.
Gli esempi più eclatanti sono Bank of America ( http://finance.yahoo.com/q/mh?s=BAC+Major+Holders), Citigroup ( http://finance.yahoo.com/q/mh?s=C+Major+Holders) e JPMorgan ( http://finance.yahoo.com/q/mh?s=JPM+Major+Holders).

Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/agenzie-di-rating-chi-controlla-chi-da-i-voti-al-mondo#ixzz1jRTqgxoJ


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