Italia, un paese di analfabeti

Creato il 21 aprile 2011 da Coriintempesta

La dealfabetizzazione colpisce in Italia circa l’80% della popolazione adulta. Una situazione simile soltanto alla Sierra Leone. Lo ha sottolineato Tullio De Mauro, presidente della fondazione Mondo digitale nel corso del convegno La conoscenza come materia prima, organizzato a Roma. Il fenomeno della dealfabetizzazione, meglio conosciuto come illetteratismo definisce una situazione di perdita progressiva delle conoscenze acquisite a scuola, che in alcuni casi arriva a sfiorarenell’analfabetismo.“Due grandi indagini internazionali hanno accertato la consistenza delle competenze adulte in materia di lettura, comprensione testi e calcolo- sottolinea De Mauro-.In molti paesi in età adulta si verificano forme di dealfabetizzazione, cioè sacche di regressione.Questa situazione è straordinaria in due paesi in particolare: Sierra Leone e Italia, dove sfiora l’80% della popolazione adulta”. Secondo il presidente di Mondo digitale questa regressione per una parte notevole della popolazione, circa il38%, arriva a un sostanziale analfabetismo o illetteratismo. “Le tecnologie dell’ informazione e della comunicazione sono un terreno fecondo per il recupero competenze- continua- riaprono le porte della scuola in età adulta”. In particolare De Mauro ha ricordato il progetto di alfabetizzazione internet per anziani.

Secondo i dati presentati nel corso della giornata il 46% della popolazione tra i 25 e i 64 anni ha come titolo di studio più elevato solo la licenza media (un valore distante dalla media europea che si attesta al 27,9%), e solo il 6% degli adulti è impegnato in attività formative. I giovani che abbandonano gli studi senza conseguire un titolo di scuola media superiore superano il 19% (la media Ue 14,4%) e gli universitari che portano a termine un corso di laurea sono solo il 32,8%. “La scuola ha fatto un enorme lavoro, ma non lo sa bene”, spiega De Mauro. “Ora siamo quasi a 12 anni di scuola a testa, secondo l’indice di scolarità. E siamo entrati nel gruppo dei Paesi sviluppati”. Ma il quadro dell’ investimento italiano in cultura, scuola e formazione resta “preoccupante”. “Qualche mese fa due studiosi americani hanno pubblicato un rapporto che esamina la correlazione tra espansione dell’istruzione e sviluppo economico in 120 paesi nel mondo dal 1950 al 2010- continua De Mauo- Il rapporto non lascia dubbi. C’è una correlazione positiva fortissima tra lo sviluppo dell’ istruzione e della cultura e lo sviluppo economico”. (ec)
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di:Liberazione.it


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