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Itinerari lungo la costa laziale: Terracina, Sperlonga, Gaeta

Creato il 16 maggio 2019 da Viaggimarilore

C'è un tratto di costa laziale, a sud del Circeo, davvero incantevole, carica di storia, di archeologia, di borghi arroccati e di panorami mozzafiato. È il tratto di costa che va da Terracina a Gaeta, passando per Sperlonga.

Itinerari lungo la costa laziale. Tappa 1: Terracina

Terracina ha una storia decisamente antica. Sul Monte Sant'Angelo, a controllo della costa e del territorio circostante, fin dal IV secolo a.C. sorge il santuario di Iuppiter Anxur (Giove fanciullo). Questo complesso viene monumentalizzato nel I secolo a.C. e le sue sostruzioni sono visibili ancora oggi da chi dalla città alza lo sguardo.

Ma anche il centro storico di Terracina non scherza quanto a rinvenimenti archeologici, anzi. Il borgo si sviluppa intorno alla bella piazza squadrata che ricalca l'antico Foro della Terracina romana, sul quale oggi affaccia su uno dei lati corti il duomo - che a sua volta sorge su un tempio di età romana - e sul lato lungo rivolto verso mare il palazzo del Municipio, con una splendida galleria vetrata e musealizzata che consente da un lato di cogliere l'ampiezza della vista mare e dall'altra di cogliere alcuni aspetti dell'antichità della città. Dall'altro lato invece scavi archeologici ancora da musealizzare fanno intuire edifici antichi alle cui spalle sorgeva il teatro.

Alle spalle del foro, superato l'arco, siamo in presenza di un altro tempio di età romana, il Capitolium: dedicato a Giove, Giunone e Minerva, rimane l'imponente podio, una fiera colonna della facciata e la suddivisione interna in tre celle, dedicate rispettivamente ad ognuna delle divinità.

Da non perdere oltre che l'affaccio sul mare da piazza Santa Domitilla, anche il camminamento sulle mura lato monte: un percorso stretto e suggestivo che ci ha consigliato, tra l'altro, una signora del posto affacciata al suo balcone: lei sì che è stata una vera local guide!

Terracina si compone oltre che del suggestivo centro storico anche di una cittadina sul mare piuttosto vitale. Rinomata località di mare, sorge a pochissima distanza dal promontorio del Circeo che ospita un importante parco naturale. Alle sue spalle, si sviluppa un'area agricola piuttosto importante dove la fa da protagonista il vino: i vini del Circeo sono noti fin dall'antichità e non stupisce che questa tradizione sia giunta fino a noi. Con esiti, tra l'altro, davvero notevoli.

Itinerari lungo la costa laziale. Tappa 2: Sperlonga

Procedendo verso Sud lungo la SS7 si arriva a Sperlonga.

Sperlonga è una spiaggia splendida e un borgo abbarbicato sul suo promontorio a controllo della costa da una parte e dall'altra. Un borgo in salita, fatto di viuzze strette, di casette bianche, di piccole botteghe e di locali deliziosi, di scalette scoscese e di viste che si aprono sulla baia, anzi sulle due baie, da una parte e dall'altra, il cui spartiacque è costituito da Torre Truglia, una piccola fortificazione a difesa del porticciolo.

Sul lato sud di Torre Truglia si apre la piccola insenatura del porticciolo, oltre il quale la vista spazia a carezzare gli stabilimenti balneari e giunge più in là fino a lambire con lo sguardo la grotta che un tempo era fulcro della Villa dell'imperatore Tiberio. Un luogo che definire impressionante è dire poco.

Salendo in paese, invece, si resta colpiti dalla ripidità delle scalette strette, dalla ristrettezza dei vicoli, dal bianco degli edifici e per contrasto dal colore dei fiori. La piazzetta in cima al borgo ricorda certe immagini di paesini mediterranei provenzali. Il che fa capire che tutto il Mediterraneo, dopotutto, obbedisce alle stesse regole di bellezza.

Sul lungomare a Nord del borgo, invece, si collocano le spiagge regolari, gli hotel e qualche ristorante. Una passeggiata al tramonto, quando il tramonto è di quelli davvero rosseggianti, è quanto di più romantico si possa vivere.

Itinerari lungo la costa laziale. Tappa 3: la villa di Tiberio

L'Imperatore Tiberio non gode di grandissima fortuna: la sua stella fu offuscata dal suo predecessore, Ottaviano Augusto, primo imperatore di Roma. Tiberio, secondo per definizione, non è ricordato per particolari meriti; ma la sua villa a Sperlonga ha fatto decisamente storia - e archeologia.

Siamo lungo la costa, il promontorio con le sue insenature fa da quinta teatrale naturale. In una di queste insenature, particolarmente ampia, una vera e propria grotta, Tiberio fa realizzare il cuore della sua villa di otium, cioè di riposo lontano dal caos di Roma e del Senato. Qui all'ingresso della grotta fa realizzare la sala di rappresentanza e da banchetti, alla quale invita personaggi di prestigio e di rango. Il tutto circondato da giochi d'acqua e dalle splendide statue che - ispirate dall'ambientazione in grotta - raccontano il mito di Ulisse.

L'episodio dell'accecamento di Polifemo, la furia di Scilla che divora i compagni di Ulisse, il ratto del Palladio - ovvero il simulacro di Atena, sono tre dei gruppi scultorei che dovevano decorare la grotta e la villa. Villa che si estendeva a monte della grotta e che è stata parzialmente messa in luce da scavi archeologici. Oggi l'intero complesso è visitabile e fa parte dei Luoghi della Cultura Mibac.

Annesso all'area archeologica è un bel museo nel quale fanno bella mostra di sé proprio quei gruppi scultorei che dovevano adornare la grotta. Tutto il gruppo scultoreo di Scilla, non interamente conservato, ma che rende ugualmente l'idea del momento concitato e drammatico in cui il mostro nello Stretto di Messina divora sei dei compagni di Ulisse (tra i più valenti, recita l'Odissea) campeggia al centro dello spazio espositivo. Il gruppo scultoreo si completava con la chiglia della nave di Ulisse, per meglio rendere l'idea del tragico episodio.

Ben più noto è il gruppo scultoreo dell'accecamento di Polifemo: il ciclope ubriaco è sdraiato e viene assaltato da Ulisse e compagni che intendono accecarlo con una lancia. Il resto è storia, anzi, mito.

Itinerari lungo la costa laziale. Tappa 4: Gaeta

Anche Gaeta, come Sperlonga, è un promontorio a controllo di due litorali a nord e a sud. A Nord il Serapo, a Sud il porto su cui gravita Gaeta col suo centro storico.

Il colle che scende a strapiombo sul mare è occupato fin da epoca antica e da sempre ha valenze religiose. L'aspetto più eclatante è il Santuario della Montagna Spaccata, un luogo dove mito, rito e sacralità si fondono. Secondo la leggenda, quando Gesù Cristo morì in croce qui si spaccò la montagna, creando una fenditura stretta, ma attraverso la quale si riesce a passare. In fondo a questo camminamento si trova una piccola cappella a pianta centrale coperta da una cupola e un lucernario. Salendo in cima al tetto si apre la vista su una strettissima insenatura: è qui che si apre definitivamente la montagna spaccata, verso il mare aperto.

Ridiscendendo, si incontra la Grotta del Turco, un'altra location spettacolare: si chiama così dal turco miscredente che secondo la leggenda non credeva alla storia della montagna spaccata, ma appoggiatosi alla roccia la sentì diventare morbidissima al punto da lasciare impressa l'impronta della mano. Allora, probabilmente, credette.

Gaeta è un superbo lungomare ed un piacevole centro storico in salita, dal quale si aprono vedute sul Castello Aragonese oppure sulla splendida chiesa neogotica di San Francesco o ancora sulla cinquecentesca chiesa della SS. Annunziata. Qui, in una splendida cappella che prende il nome di Grotta d'Oro, papa Pio IX in esilio durante i moti del 1848 concepì il dogma dell'Immacolata Concezione della Madonna (quello che si festeggia l'8 dicembre). Avvenne qui in questa cappella, finemente decorata con le storie di Maria e di Gesù, col soffitto cassettonato e decorato in foglie d'oro e polvere di lapislazzuli commissionato da Carlo V, davanti al dipinto di una giovane Madonna che tuttora sta sopra l'altare.

Gaeta è una piacevolissima passeggiata, è buona tavola e piatti tipici - come la tiella, una torta salata farcita o come la pezzogna, un pesce di fondale piuttosto rinomato da queste parti - è odore di salmastro ed è il panorama della frastagliata costa di fronte, che spazia fino a Formia, Scauri e Marina di Minturno. Dopodiché si arriva in Campania, e lì è tutta un'altra storia.


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