Magazine Diario personale

Je Suis Charlie

Da Drfrededison @dr_frededison

Senza titolo

Come accade spesso in questi casi per la gente o è tutto bianco o è tutto nero.
E il 98% di questa gente nemmeno sapeva cosa fosse il Charlie Hebdo prima della scorsa settimana.
E di questi, il 50% è tutt’ora convinto che Hebdo sia un cognome…

Senti gente chiamare la redazione del giornale “eroi”! Altri che invece in testa pensano “se la sono cercata però…”, ma solo in testa, perché se lo dicessero ad alta voce in questo momento troverebbero un sacco di gente pronta a linciarli.
La rivista era di stampo anarchico-comunista, e quindi trovava come target solo una ristretta cerchia di interessati. Ora, dopo un esplosione e tante vite perse, ecco che la gente si interessa a qualcosa che possibilmente prima ridicolizzava.
E già, siamo così noi dell’internet.
Capisco poi la rabbia espressa dai filo-comunisti o filo-anarchici. “ORA vi interessate?” Certo, perché, insomma, ora tira, eccome se tira “quel piccolo giornaletto da comunisti”…

MyTwoCents

Non so se eroi è il termine più adatto. Direi piuttosto “martiri”. Martiri sì. È innegabile.

E a tutte le finte persone di principio che criticano chi sostiene questi uomini, perché come sempre, criticare la corrente è un gioco da ragazzi, visto che è sempre completamente esposta, io vi dico, che non sono anarchico, né tantomeno comunista: l’attentato è stato fatto a tutti coloro che credono ancora nella libertà di parola.
A chi non vuole che la gente stia zitta dopo che qualcuno finisce di parlare;
a chi ha una forte fede cristiana e ride alle battute di Peter Griffin su Gesù;
a chi “Non condivido la tua idea, ma darei la vita perché tu la possa esprimere”.


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