Magazine Poesie

Jean-Jacques Viton - da Il commento definitivo

Da Ellisse

Jean-Jacques Viton - Il commento definitivoPubblico qui qualche testo da un libro pubblicato qualche anno fa, nel 2009, e che ho letto nella sua interezza solo di recente, con un ritardo un po' colpevole perché ritengo che sia oggi indispensabile (e chi mi conosce sa quanto raramente usi questa parola), mentre era certamente necessario quando uscì. Si tratta de "Il commento definitivo- Poesia 1984-2008", antologia di opere di Jean-Jacques Viton a cura di Andrea Inglese (Ed. Metauro, 2009), che firma anche il bello e illuminante saggio introduttivo (che è possibile leggere per intero QUI), arricchita da una postfazione di Nanni Balestrini, 23 glosse ad un'autobiografia perduta di J.J.V. con omissis (...) voluti dallo stesso, in realtà una prova poetica in piena sintonia con l'autore a cui rende omaggio. Come ho detto altre volte in passato, ogni selezione - compresa questa ovviamente - è arbitraria e feroce, a maggior ragione nei riguardi di un autore come Viton. Cosa di cui Inglese è perfettamente consapevole quando scrive:"A partire dal tema del viaggio, ad esempio, ognuno dei libri citati costruisce non solo uno specifico percorso testuale, fatto di richiami e relazioni interne, ma soprattutto una propria modalità stilistica, ritmica e narrativa di definire il viaggio stesso. È quindi a livello del singolo libro e non del singolo testo poetico che si deve comprendere e valutare il lavoro di Viton. Ogni testo, che sia breve o lungo, è costantemente inserito in una rete di relazioni con le altre serie di testi (capitoli o sezioni). Questo fatto, di conseguenza, rende particolarmente delicata l’operazione selettiva di tipo antologico. Ciò che si rischia di perdere è la connotazione particolare che la serialità delle sezioni proietta su ogni singolo testo, privandolo dello sfondo di variazioni e riprese in cui è inserito".
Non ostante questo, cioè che quello qui trascritto non è Viton e non è solo Viton ma solo una sua "parte", una lettura anche forzatamente  rapsodica di questo autore è oltremodo stimolante e coinvolgente, se si presta ascolto o si cerca di intravedere il "testo poetico ininterrotto" sotteso all'opera di Viton, la sua "mobilità perpertua del punto di vista" in una "prospettiva documentaria e allucinata" che prende in esame "l'evidenza idiota e opaca del mondo" e i suoi scarti, come puntualmente annota Inglese.
Ho cercato pertanto di riproporre una intera sezione dell'antologia, credo mai pubblicata prima in rete, proprio per rendere per quanto possibile quella continuità a cui accenna Inglese. La sezione è tratta da Patchinko (2001), il cui titolo fa riferimento al noto flipper verticale giapponese. I titoli dei brani sono a tutti gli effetti delle indicazioni musicali, si suppone di "esecuzione" del testo da parte del lettore.
Altri testi di Viton da "Il commento definitivo" sono reperibili QUIQUIQUI QUI.
da Patchinko (2001)
molto calcato
l'aereo   leggero   a tre posti
vola molto basso nella sua ombra
quando il sole ha cessato di accecare
radente alle scale processionali
alle terrazze sacrificali   fissa
uno spazio vuoto   spento   fossile
   appartiene alle cose che volano
   e non cadono incredibili
il soldato semplice Elge Williams
cammina silenziosamente al margine della foresta
entra in una camera si rannicchia accanto a un letto
guarda dormire   respirare   scoprirsi un poco
questa donna alla quale pensa intensamente
che ha sorpreso mentre saliva nuda una scala   da sola
è arrivato ad un punto in cui
tutto può precipitare nell'altro senso
cercare l'inizio vuol dire avvicinarsi il più possibile
trovarsi davanti a delle costruzioni delle forme
abbandonate dopo la morte o addormentate
si tratta di sapere se ci appartengono
   in nessun caso utilizzare le due mani
   in modo simmetrico è un'osservazione
   da direttore d'orchestra
non dimenticare che le grandi immagini
scatenano delle immagini che ritornano
sono delle nuvole di punti
fermo e marcato
cercare   esige numerosi canali
visivi   introspettivi cercare le
entrate-uscite con le dita
che cosa è successo   là   dove   quando
vero o falso   un po' vero   un po' falso
molto falso ovunque   vero ogni momento
approssimativo   analogo   somigliante
servirebbe da argano al patchinko
   uomo frustato in viso stazione Saint-Charles
   in piena folla   1943
   uscita edificio sindacati Casablanca
   siepi manganelli polizia   1950
   non aprire la porta di notte
   a chi chiede rifugio (= provocazione)
   consegne guerra Algeria   1960
   progressi negazionisti continui
   passatori clandestini   assassini
memoria terrestre   memoria degli stereotipi
tutto il passato perduto   gettato al vento
è una partita infinita
senza luce rossa   senza game over
delle ore prevedibili   diciamo la vita
raccogliere le tracce   non trattenere tutto
fare la cernita   restare attenti
gettare gli scarti   in pasto
ai pesci muti
ritmato e sostenuto
nessun quadrante orario contatore cronometro
nessun disgiuntore interruttore minuteria
nessun intervento nessun controllo sul tempo
una ruota   il corso di qualcosa
che sfila senza l'aiuto di niente
né corpo   né parole   né apparecchio   è una
struttura invariabile che niente fa variare
un niente che continua   senza
inizio   centro   senso   o   fine
davanti al patchinko si resta fissi oscuramente
agitati perché si ignora dove si va
gli eventi dall'alto sorgono senza preamboli
in disordine   senza cronologia   senza precauzione
patchinko assorbe una metà della vita
e l'utilizza per estrarre l'altra metà
ogni qualcosa che appare è una celebrazione
del niente che la sostiene
   traghetto sovraccarico   legato ad un cavo   tra le rive
   pioggia fredda schiuma fangosa sulla piattaforma sporca
   passeggeri stipati   come cose gettate alla rinfusa
   terra gialla vento gorghi inizio di paura
   esitazione del tragitto   dondolìi ondeggiamenti
   valige visi silenziosi le biciclette
   temporale il ponte marcio gli alberi che roteano
   nessun uccello nessun testimone sugli argini
una sola biglia piazzata in alto
ha ottenuto questa estrazione
allegro e cadenzato
all'improvviso   a volte   corridoi di silenzio
non guasti   non avarie   sono
gli intermezzi dei meccanismi   delle rotazioni
fanno pensare a dei paraggi ordinari
sotto il vetro delle teche come sotto un'acqua
una grande camera piastrellata dipinta verso il fondo
con rivestimenti in legno   tende   finestre decorate
verticali che danno sul mare   torbido   ripugnante
permanenza di calore notti portate dalle brume
sono percorsi provvisori
   brevi avvenimenti s'impongono   come
   nel radiodramma   una notte questa risata
   a catena la stessa risata una notte una risata
scoppiata a cascata ripetuta a gola spiegata
questa risata scoppiata ripetuta   identica   è quella
che sale dal di sotto dell'acqua figurata?
acqua unta calma colata tra le brume
in basso tra le rocce molli a parrucca
non il corpo distinto   un rumore nell'acqua
nuotata lenta assopita o nuotatore che tocca
avanza e si muove nella ripetizione della risata
come far percepire questa risata senza inscriverla
nelle riprese della sua ostinazione
risata scoppiata a cascata ripetuta spostandosi
appena sull'acqua una notte di brume
giungendo da un corpo invisibile  
più tardi   senza avvisaglia possibile   alla risata
scoppiata a cascata ripetuta spostandosi
a questa risata di donna   si sono aggiunte
più brevi   meno ripetute   meno ridanciane
delle parole articolate male da un uomo
forse un Russo   dalla nuotata lenta
o un nuotatore che toccando   avanza un po' chinato
le mani che giocano nell'acqua
***************
très appuyé 
l'avion   léger   trois places
vole très bas dans son ombre
quand le soleil n'aveugle plus
au ras des escaliers processionnels
des terrasses sacrificielles   il dévisage
un espace vide   éteint   figé
   il appartient à ces choses qui volent
   et ne tombent pas   incroyables
le simple soldat Elgé Williams
marche silencieusement en lisière de forêt
entre dans une chambre s'accroupit à côté d'un lit
regarde dormir   respirer   se découvrir un peu
cette femme à laquelle il pense intensément
qu'il a surprise montant nue un escalier   seule
il en est à un point où tout
peut basculer dans l'autre sens
chercher le début c'est s'approcher au plus près
se trouver devant des constructions des formes
abandonnées après la mort ou endormies
il s'agit de savoir si elles sont à nous
   en aucun cas utiliser ses deux mains
   symétriquement   c'est une remarque
   de direction d'orchestre
ne pas oublier que les grandes images
déclenchent des images qui reviennent
ce sont des nuages de points
ferme et marqué 
chercher   ça exige de nombreux canaux
visuels   introspectifs   chercher les
arrivées-sorties avec les doigts
qu'est-ce qu'il y a eu   là   où   quand
vrai ou faux   un peu vrai   un peu faux
très faux partout   vrai tout le temps
approximatif   analogue   ressemblant
ça servirait de treuil à patchinko
   homme cravaché au visage gare Saint-Charles
   pleine foule   1943
   sortie immeuble syndical Casablanca
   haies matraques police   1950
   ne pas ouvrir sa porte la nuit
   à demandeur refuge (= provocation)
   consigne guerre Algérie   1960
   avancées négationnistes continues
   passeurs clandestins   assassins
mémoire terrestre   mémoire des clichés
tout le passé perdu   jeté aux vents
c'est une partie infinie
pas de lumière rouge   pas de game over
des heures prévisibles   disons la vie
rassembler les traces   ne pas tout retenir
trier   rester attentif
lancer les déchets   en pâture
aux poissons muets
rythmé et soutenu
pas de cadran horaire de compteur de chronomètre
pas de disjoncteur d'interrupteur de minuterie
pas de contrôle pas d'intervention sur le temps
une roue   le cours de quelque chose
qui défile avec Faide de rien
ni corps   ni paroles   ni appareil   c'est une
structure invariable que rien ne fait varier
un rien qui continue   sans
commencement   milieu   sens   ou   fin
devant patchinko on reste fixe obscurément
agité parce qu'on ignore où l'on va
les événements du haut surgissent sans préambule
en désordre   sans chronologie   sans précaution
patchinko absorbe une moitié de vie
et l'utilise pour extraire l'autre moitié
chaque quelque chose apparu est une célébration
du rien qui le soutient
   bac surchargé   relié au filin   entre rives
   pluie froid écume boueuse sur plateau sale
   passagers tassés   comme des choses en vrac
   terre jaune vent tourbillons début de peur
   hésitations du trajet   balancements remous
   valises visages silencieux les bicyclettes
   orage le pont pourri les arbres qui roulent
   pas d'oiseaux pas de témoins sur les berges
une seule bille placée en haut
a réussi cette extraction
allègre et cadencé 
improvistes   parfois   des couloirs de silences
pas des pannes   pas des avaries   ce sont
les intermèdes des mécanismes   des roulements
ils font croire à des parages ordinaires
sous le verre des cages comme sous une eau
peinte vers le fond une grande chambre carrelée
avec boiseries   rideaux   fenêtres ornées
verticales donnant sur mer   trouble   repoussante
permanence de chaleur nuits portées par les brumes
ce sont des parcours provisoires
   de brefs événements s'imposent   comme
   au théâtre de radio   une nuit ce rire
   en chaîne de même rire une nuit un rire
  éclaté cascadé répété en gorge déployée
ce rire éclaté répété   identique   est-ce
qu'il monte du dessous de l'eau figurée
eau grasse étale coulée entre les brumes
en bas entre les roches molles à perruques
pas de corps distinct   un bruit dans l'eau
nage lente assoupie ou nageur qui a pied
avance et bouge dans la répétition du rire
comment faire entendre ce rire sans l'inscrire
dans les reprises de son obstination
rire éclaté cascadé répété se déplaçant  
   à peine sur l'eau une nuit de brumes
   venant d'un corps invisible

plus tard   sans indication possible   au rire
éclaté cascadé répété se déplaçant sur l'eau
à ce rire de femme   sont venus se joindre
plus courts   moins répété   moins rire
des mots mal articulés par un homme
peut-être un Russe   à nage lente
ou nageur qui a pied   avance un peu penché
ses mains jouant dans l'eau

Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :

Magazines