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Jenny Offill, Sembrava una felicità

Creato il 30 ottobre 2019 da Valentina Orsini @Valent1naOrs1n1

Jenny Offill, Sembrava una felicità
Ne ho sentito parlare davvero poco, di questo libro.E mi dispiace soprattutto per quelli che non hanno la fortuna che ho io, di avere una grande amica libraia, in grado di capire i tuoi momenti, e come gira il tuo gusto letterario in base a come gira la tua vita.E' il primo libro che leggo della Offill, il prossimo sarà senz'altro Le cose che restano, edito sempre da NN Editore, e seducente, come questo, a partire da una copertina dal fascino elegante e vintage. 
Ancora non ho capito bene che tipo di libro io abbia letto.Se un romanzo, una sorta di diario personale, un esercizio psicologico che ti fa tornare indietro e poi al presente, e così via, finché non rimane un enorme buco nero sulla pagina, che ti obbliga a riflettere, a pensare.
Attenzione.Sopravvivere come nello spazio.Smettere di dare un nome alle cose.
Sono le mie note a margine. Mentre l'autrice gioca abilmente con la sua scrittura, passando dalla prima alla terza persona, io provo a capire se si tratti di prosa o poesia. Vorrei dare un nome a quello che sto leggendo, ma incredibilmente a un tratto la smetto con questa ricerca ostinata.
Dobbiamo davvero dare un nome alle cose?
Un libro di 160 pagine, penso, o corre come un treno nella notte, o rimane fermo alla stazione senza mai partire.
Il libro di Jenny Offill ti passa attraverso, veloce e ambiguo, fugace come i pensieri che abitano nel Piccolo teatro dei sentimenti feriti.La vita coniugale è descritta abilmente, e con una sottile e tagliente ironia, dall'autrice. La protagonista, che mai aveva pensato di sposarsi e mettere su famiglia, a un certo punto si ritrova un marito e una figlia, e pure le ambizioni di una scrittrice che vuole diventare un "mostro di scrittura" e convincere uno pseudo-astronauta circa le sue potenzialità.
Lo pseudo-astronauta è un pretesto narrativo. Ma molto funzionale.La verità è che a un certo punto ti rendi conto che il matrimonio, diventa un'impresa pari a un viaggio in orbita.Con tutte le difficoltà del caso.
"Il cammino di un cosmonauta non è una marcia facile e trionfale verso la gloria. Il cosmonauta deve imparare a conoscere il significato della gioia e anche quello del dolore per poter entrare nella navicella spaziale".Questo ha detto il primo uomo che è andato nello spazio.
Sembrava una felicità scopre le debolezze della vita di coppia, smaschera le bugie e un po' le preserva. Come facciamo tutti i giorni noi, che sembriamo davvero astronauti, che non sappiamo più nemmeno cosa proviamo. Se stiamo bene o male, se siamo tristi o felici, se quegli occhi che ci guardano tutti i giorni vedono ancora oppure si appoggiano, per non cadere e basta.
Hai paura di andare dal dentista?
Mai.Qualche volta.Sempre.
Da piccoli non si sa il nome delle cose.Questa è un'altra nota a margine.Ma è molto di più.

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