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JIHA PARK, Philos

Creato il 14 dicembre 2019 da The New Noise @TheNewNoiseIt

JIHA PARK, Philos

In Communion la polistrumentista Jiha Park aveva incluso una manciata di episodi sospesi tra innovazione e tradizione, ulteriormente sviluppati in Philos. Suonare (ora) tutti gli strumenti deve averla portata a snellire la struttura dei frammenti sonori pervenuti, anelando a una maggiore incisività, pur mantenendone i tratti distintivi. Non sono state apportate variazioni alla trama dell’album, in quanto le sensazioni trasmesse evocano ancora paesaggi limpidi e dai contorni onirici. In precedenza le sue composizioni mostravano un’evoluzione interna in crescendo con deviazioni dal tema principale, mentre ora sono concise e ci si inoltra in sentieri inesplorati in concomitanza con il recupero del frammento successivo. Taluni passaggi del debutto apparivano in contrasto con le note delicate intessute dalla musicista sudcoreana, che trova oggi una propria dimensione (più o meno consolidata) in cui muoversi con eleganza. Se in Communion si intravedeva del potenziale parzialmente inespresso, in Philos c’è l’implicita rinuncia alla ricerca di formule espressive “altre” in favore di un confortevole minimalismo, attraversato solo a tratti da incursioni in territori dal retrogusto (neo) folk sinora inesplorati.

Il suo incedere ombroso e alienante fa di “Easy” la traccia di rottura dell’album, quella in cui vengono presentati e insieme rinnegati gli elementi costitutivi dello stile di Jiha Park: è inquieta e allo stesso tempo ricca di sfumature dissonanti non rintracciabili nella lieve “Pause”. A volte basta poco per lasciar emergere un passaggio significativo e le malinconiche linee vocali di “When I Think Of Her” introducono con garbo l’epilogo affidato alla cullante “On Water”, che nella sua apparente semplicità trasporta in mondi lontani. Anche qui si ritrova una differenza tra Communion – che presentava un incipit estremamente immaginifico e uno sviluppo per certi aspetti convenzionale – e Philos, dove in chiusura si assiste alla sintesi di quanto espresso in due opere per certi versi speculari. Alla ricerca di un fragile equilibrio.

Dischi 2019, glitterbeat records, jiha park

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