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JIMSON WEED, The Blood Begins To Flow

Creato il 01 novembre 2017 da The New Noise @TheNewNoiseIt

JIMSON WEED, The Blood Begins To Flow

The Blood Begins To Flow nasce dall’incontro tra due amici che si sono rinchiusi in studio a jammare senza altre pretese che il condividere la propria comune passione per la musica. Il risultato di queste sedute ha finito per prendere le sembianze di un lavoro che si ispira a Wes Craven e, più in generale, all’immaginario di letteratura e cinema horror, per assumere le fattezze di un concept di cui questo debutto rappresenta il primo capitolo. I suoni si muovono tra stoner e doom, con un approccio contaminato che rende il tutto vario e privo del solito taglio da tributo ai padri putativi del genere. Così, si passa da momenti più intensi a parti distese, da riff pesanti a linee melodiche avvolgenti, con un’attenzione maggiore al pathos e alle emozioni comunicate all’ascoltatore, più che al formalismo e alla perfezione che una costruzione a tavolino dei brani avrebbe portato. Non stupisce, quindi, di trovare anche un pezzo dal retrogusto hardcore come “Unbeliever’s Possession”, uno dei momenti più energici del lotto, spezzato da campioni che il duo utilizza per seguire la propria trama e punteggiare lo sviluppo della storia. Interessante anche lo stile delle vocals e quel mood che le avvicina ad un immaginario emotivo non scontato quando si trattano simili sonorità, quasi si volesse introdurre un ulteriore elemento destabilizzante all’interno di una proposta cui evidentemente non manca il coraggio di cercare un percorso personale e una propria via. La fruizione del prodotto finito palesa come i Jimson Weed abbiano delle buone intuizioni e, soprattutto, la capacità di dar loro forma compiuta senza limare troppo il piglio da jam che si avverte con forza in brani come “The White Darkness”. Attendiamo i prossimi capitoli per comprendere come sapranno evolverle e metterle al servizio del dipanarsi del concept, per ora ci godiamo The Blood Begins To Flow e vi segnaliamo questa uscita. A margine e per completezza, come facciamo sempre, segnaliamo che uno dei due musicisti coinvolti collabora con noi, ma questo come in casi simili non cambia di una virgola il giudizio su un disco che potete ascoltare in prima persona su Bandcamp. A noi ha decisamente incuriosito.

Dischi 2017, autoproduzioni, jimson weed

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