Joseph Marie Garibaldì, francese e comusta; la Storia raccontata da Luciano

Creato il 28 maggio 2013 da Luigiderosa @Luigi2006
Garibaldi era comunista

di Luciano De Crescenzo
Mondadori pagg.130 € 17,00
isbn 9788804629788
Penso che Luciano De Crescenzo si sia spaventato e non poco,  a trovarselo ai piedi del letto, Hieronymus Wolf, alto, robusto con pizzetto folto alla Don Quijote, il vestito nero come un corvo  e uno sguardo da ciucciuettola , tipico del bavarese inferocito che non ha bevuto ancora la sua birra, che un po di etilica calma la dona a chi ha perso le staffe e per quale motivo? Luciano De Crescenzo,scrittore e fine umorista , sposato anima e corpo alla filosofia del Cavalier Bellavista si è permesso di scrivere un libro di Storia!, di invadere, senza averne titolo, la sacra Storiografia! In parte è questa la scena che De Crescenzo descrive nell'introduzione al suo nuovo saggio e, ad essere pignoli, non solo Wolf, ma anche il fantasma di Tacito gli appare per una interminabile ramanzina  che quasi quasi convincono il novello storico a rinunciare all'impresa in barba alla  Mondadori che già gli ha corrisposto un lauto anticipo.Poi per fortuna nostra, ci ripensa e dopo le storie di Santi e Madonne l'immarcescibile ex ingegnere dell'IBM ci propone una serie di colloqui fra il serio e il faceto con i grandi protagonisti della Storia senza lesinare aneddoti poco noti, argute osservazioni ma anche quisquiglie e pinzellacchere su Adamo ed Eva,la Torre di Babele,Romolo,Nerone,Adriano,Lorenzo il Magnifico,Masaniello,Napoleone,Camillo Benso Conte di Cavour,Garibaldi e Mussolini. Di tutti i personaggi lo scrittore partenopeo offre una breve ma curata biografia e un colloquio immaginario dove ad emergere è il carattere e l'umanità del personaggio. Certamente gli storici di professione la puzza sotto il naso continueranno ad averla ,ma i lettori di De Crescenzo rimarranno soddisfatti del nuovo scritto del loro Maestro.
Il Professor Bellavista nel famoso film così si rivolge ai suoi attentissimi alunni:
"Guagliù stateme a 'ssentì /  gli uomini si dividono in uomini d'amore e uomini di libertà, a secondo se preferiscono vivere abbracciati gli uni con gli altri, oppure preferiscono vivere da soli e non essere scocciati"... Garibaldi era uno che amava abbracciare il prossimo (soprattutto le donne  e Anita, prima di tutto era una bella brasiliana!) Napoleone e Mussolini non erano da meno in fatto di abbracci,ma come per Nerone da loro era meglio non essere "scocciati", o no?

Luciano De Crescenzo ,scrittore



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