Julian Palmieri, l’ammazza-PSG venuto da Crotone

Creato il 12 gennaio 2015 da Marco Santi Trombetta @MarcoSantiii

Se una doppietta al PSG l’avesse fatta Ciccio Palmieri, trascinatore del Lecce a fine anni ’90, sarebbe stato sorprendente ma non incredibile visto che di ruolo faceva l’attaccante. Risulta invece impossibile credere che a segnare due reti al colosso parigino sia stato il suo omonimo Julian, il vero ‘heros de la semaine’ in Ligue 1.

Nato e cresciuto a Lione, Pamierì – come lo chiamano in Francia – ha esordito con i professionisti proprio con la maglia del Bastia prima di tentare la fortuna in Italia. A 18 anni lascia la Corsica per trasferirsi al Crotone di Giustinetti e del connazionale Piocelle: “Dovevo andare alla Sangiovannese - ha raccontato a ‘Gianlucadimarzio.com -  ma il mio amico Piocelle mi disse che dovevo giocare in B mi convinse a raggiungerlo a Crotone. In realtà fu una scelta sbagliata perché vivere in una città così lontana dal mio mondo quando ero così giovane non fu il massimo”.

Le cose non andarono infatti per il verso giusto.  Nemmeno Carboni riuscì a salvare i calabresi dalla retrocessione e allora Palmieri – che collezionò comunque 23 presenze in campionato –  decise di tornare in patria, accasandosi in Ligue 2 all’Istres: “Di Crotone conservo comunque un bel ricordo - ha aggiunto - . Lì l’ambiente era straordinario. La cosa migliore di un’esperienza professionale che non porto dietro con particolare affetto”.

Dopo una parentesi di un anno al Paris FC, Palmieri lascia l’Istres per tornare a casa sua, al Bastia, appena ritornato in Ligue 1. Diventa un punto fermo della squadra di Hantz, grazie alla sua esperienza e soprattutto al grande attaccamento alla maglia. La scorsa stagione vide i suoi dalla panchina farsi travolgere al ‘Furiani’ dal PSG, che si impose 0-3 facilmente grazie al goal di Ibrahimovic e alla doppietta di Lavezzi.

E anche quest’anno la musica sembrava la stessa: PSG avanti di due goal dopo 20 minuti e pratica Bastia che sembra già archiviata. La squadra di Blanc allora si ‘siede’, sottovalutando il cuore dei corsi, che già prima dell’intervallo ristabiliscono la parità. Stavolta Palmieri è in campo, occupa la fascia sinistra e soffre maledettamente le incursioni di Lucas. Il povero Julian pensa che lo aspetta un secondo tempo da incubo, non sapendo che il destino lo avrebbe tramutato in sogno.

Al 56′, sugli sviluppi di un corner, Cavani allontana il pallone di testa al limite dell’area nella zona di Palmieri, che preso da un raptus di lucida follia conclude di destro al volo (lui che destro non è!) e disegna un arcobaleno che si spegne all’incrocio dei pali. Un capolavoro assoluto che manda in estasi il ‘Furiani’ e completa la clamorosa rimonta del Bastia: “Ieri sera – ha confessato - sono andato a casa con mia moglie e mio figlio e ho rivisto il gol alla televisione almeno 15 volte”.

Palmieri dimentica che il suo compito è quello di difendere a cinque dalla fine si inserisce in area da attaccante puro e corona il suo pomeriggio da sogno con la doppietta che stende un PSG sempre più in crisi d’identità e lontano anni luce dagli standard di lusso che vorrebbe Al-Khelaifi. Blanc rischia di giocarsi la panchina nel match di Coppa di Lega contro il Saint-Etienne, mentre Palmieri si gode una settimana da campione.

“La maglietta di questa partita è mia e non la darei a nessuno. Così come la scarpetta destra, quella che mi ha consentito di segnare il gol del 3-2. Credo proprio che dovrei metterla in bacheca”. Perché con quella stessa scarpetta con cui otto anni fa entrava sulle tibie dei vari Papa Waigo, Bellucci, Possanzini e Calaiò, oggi Palmieri ha purgato il PSG.



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