Jump!

Creato il 02 maggio 2010 da Nicolcurini
Dieci giorni passati in camper nell'Isola del Sud. Riassunto: ho chinato il capo di fronte alla magnificenza di cascate e valli, di nuvole appoggiate su alberi e di spazi aperti sconfinatamente liberi da ogni traccia della catastrofe umana, mi sono lanciata in paracadute e ho scoperto che il mio fidanzato e' un maschilista.
Della natura non voglio piu' parlare visto che sono tornata in citta' [potrete vedere le foto su facebook!!], preferisco raccontarvi l'emozione piu' forte e entusiasmante della mia vita: il mio primo Salto. Ai confini del mondo, di fronte al fiordo, terra di foche e balene, accampiamo in una camper-area per farci una doccia calda e caricare di elettricita' e acqua la nostra camper-van. La living room di questo camping, che e' anche hostel, e' di legno, profuma di baita, divani rossi, si respira aria di chalet di montagna, e' cosi' accogliente e ovattata che avrei giurato ci fosse un caminetto acceso, anche se non c'era. Tra una poltrona e la porta c'e' una bacheca con alcuni i deplian che offrono diverse attivita' sportive, gite turistiche, ect. Un volantino, un po' piu' nascosto, nero, con scritta bianca, coglie la mia attenzione con: "Embrace the fear" [Abbraccia la Paura]. Lo apro, e vedo che offre salti dal paracadute. Un lampo: sapete quando avete dentro un'idea, qualcosa che avete sempre pensato, che pero' avete abbandonato sul tavolo, all'ingresso della vostra mente, senza toccarlo e senza spolvelarlo, pero' sempre in vista? Cosi' e' sempre stata la mia voglia di buttarmi in paracadute, sempre presente, ma mai presa sul serio. Mi dissi:"Ci sono solo due categorie di persone, chi lo ha fatto, e chi non lo ha fatto, finche' non lo faccio, non saro' mai in grado di sapere se mi sarebbe piaciuto o no". Maturo la idea qualche altro giorno e poi decido: lo faccio. Lo dico a Juan, che gia' si e' lanciato, entusiasta mi dice: andiamo domani mattina. La mattina alle nove andiamo nel luogo X: Sky dive shop, prendiamo l'appuntamento per le 2 del pomeriggio. Nel frattempo spendiamo 150 dollari a testa per salire su una barca e andare a vedere le balene, non so cosa mi aspettassi, ma un po' di piu' di tre macchie nere che sputano acqua o aria, passiamo 2 ore e mezza nella barca con bambini e coppie di vecchietti, ho visto piu' cetacei nel video che facevano scorrere mentre ci scorrazzano da un posto all'altro, che nell'acquario di Auckland! Sta finendo [ringraziando Dio] l'escursione, e gia' mi sento lo stomaco dietro le orecchie. Scendiamo dalla barca e andiamo vicino l'aereporto, nel negozio che vende "immersioni nel cielo". Io terrorizzata. L'istruttore e le ragazze sono molto amabili, riescono a trasmettere tranquillita' e serenita', l'istruttore e' fantastico, sa cosa dire, come dirlo, e ti rassicura. Mi cambio, mi danno una tuta da carcerato in una prigione per malati pichiatrici, mi imbragano, l'istruttore con cui saltero' mi chiede se ho qualche domanda o richiesta, io gli chiedo se potro' abbracciarlo quando avro' paura, lui si mette a ridere e mi dice ok, solo se lui potra' fare altrettanto in caso abbia gli salga il panico. Saliamo sul piccolo aereoplanino, ci vogliono 20 minuti di volo per arrivare all'altezza di 11.000 feet [non so quanti metri siano, dovro' controllarlo], il pilota apre lo sportellone: il mondo piccolo sotto di me, spingo i miei piedini sullo scalino sospeso nell'aria dal quale ci lanceremo, aria, tanta aria, i miei piedini sono su questo piccolo tranpolino che da' nel vuoto, l'istruttore ci spinge fuori dall'aereoplano [chiaramente lui ha lanciato entrambi, se no, io sola, col quasi che avrei trovato la forza di buttarmi!], AAAAAAAHHHHHH!!! Stranamente non si soffre di vertigini, non e' cosi' violento come guardare dal quinto piano di un palazzo, e' come lanciarsi su una cartina geografica con un ventilatore a tutta forza puntato contro la faccia, e rimanere sospesi nell'aria. Nel momento di caduta libera ho gridato come un vitello, ma gridare in questi casi fa bene, toglie la paura. Dopo la caduta libera, si volteggia nell'aria. Aperto il paracadute [che era rosso! giusto il mio colore preferito..], mi sentivo cosi' entusiasta, cosi' felice, anche se avevo lo stomaco completamente ribaltato. Un'emozione cosi' non l'ho mai provata, e' molto meno terrificante di quello che si possa immaginare, giuro!
Altro argomento: il mio fidanzato e' un maschilista. Beh, qui devo sprecare tante parole.. presto ve ne rendero' partecipi, nel frattempo, me lo tengo.
Ultimo update: sono arrivata a Melbourne dopo una odissea in aereoporto, la citta' e' bellissima! ora siamo in cerca di casa e lavoro, la connessione nell'ostello e' una porcheria, ragion per cui saro' presente a tratti.. scusate i silenzi..zzzzzzzz....

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