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Juve Stabia, Allievi a “30 Minuti con le Vespe”: Playoff obiettivo concreto! Spero di tornare presto al gol

Creato il 08 marzo 2018 da Vivicentro @vivicentro

Protagonista della rubrica “30 Minuti con le Vespe”, in onda sulla pagina Facebook ufficiale della Juve Stabia, è stato Nicholas Allievi. Il difensore gialloblù ha risposto alle domande ed alle curiosità dei tifosi stabiesi.

Queste le parole di Allievi:

La scomparsa di Davide Astori mi ha lasciato senza parole. E’ stata una notizia che ha colpito tutta l’Italia, non solo quella calcistica, anche perché Astori era una gran bella persona. Quando l’ho saputo mi è venuta la pelle d’oca; cose del genere non dovrebbero mai accadere, soprattutto a noi atleti che siamo molto controllati. Mando un grande abbraccio alla Famiglia Astori, a cui va il mio pensiero.

Tutte le esperienza che ho fatto in passato sono state importanti per me. Sono cresciuto nel settore giovanile dell’Albinoleffe, per poi passare alla Fieralpisalò. Sono due società piccole ma che consentono a un giovane, perché all’epoca avevo circa 20 anni, di crescere senza troppe pressioni. Ricordo con molto affetto quei periodi.

Sono arrivato alla Juve Stabia un anno fa, a gennaio, quando i risultati tardavano a tornare. Dopo quel periodo difficile ci siamo rimessi in carreggiata, arrivando bene ai playoff. Contro la Reggiana sappiamo come è andata, con quel gol di Ripa annullato che lascia ancora rammarico e che è tutt’ora difficile da digerire. Personalmente dispiace molto non aver giocato quei playoff a causa dell’infortunio rimediato contro il Taranto; stiamo ora lavorando tutti sodo per tornare a giocarci quello che ci è stato tolto lo scorso anno.

Sono soddisfatto della mia stagione, soprattutto della prima parte. Giocavo con continuità ed avevo trovato anche due gol importanti, contro Paganese e Fondi, poi una distorsione mi ha fatto stare fuori due/tre settimane e perdere condizione e, ad oggi, il posto da titolare. Continuo ora a dare il massimo, in allenamento come in gara, per riconquistare il posto negli undici titolari.

Spero di tornare presto al gol, magari già domenica contro l’Akragas. Tra l’altro tutte le reti che ho siglato in carriera sono valse vittorie per la mia squadra, quindi fino ad ora è stata sempre una doppia gioia. Da difensore poi non ho molte occasioni di segnare, quindi andare in rete è sempre una grande emozione.

La scelta di restare alla Juve Stabia, riducendomi l’ingaggio e rinnovando il contratto, è arrivata per abbracciare il  nuovo progetto tecnico della società, ambizioso ma basato sui giovani La decisione è stata veloce perché c’era volontà da entrambe le parti di proseguire insieme; sono soddisfatto della mia scelta.

La Curva? E’ la nostra arma in più. Ci fa sentire sempre la propria vicinanza, nei momenti positivi ed in quelli negativi. Ci spinge a dare il massimo e, quando le cose non vanno come vorremmo, giustamente si lamenta. E’ un fattore determinante per i nostri risultati.

La partita più bella che ho giocato è stato un playoff con la maglia dell’Albinoleffe contro la Cremonese. Fu una gara esaltante da giocare; al contempo è stata anche la più brutta perché finì male e non riuscimmo a superare il turno.

L’obiettivo dei playoff è concreto e ci teniamo tanto. Dipenderà soprattutto da noi, al netto dei tanti avversari ostici che ci sono. Conterà anche arrivare bene, mentalmente e fisicamente, al finale di stagione, quando in poche settimane si decide tutto. Serviranno grinta, attenzione ed anche un po’ di fortuna. Già dalla prossima gara contro l’Akragas dovremo mettere in campo la massima concentrazione perché è anche da queste gare che passano i punti per i playoff.

Può sembrare una gara scontata, contro l’ultima in classifica, ma al contrario ci saranno molte insidie ed avremo tutto da perdere. Stiamo preparando il match come se fosse la partita più importante della stagione perché se dovessimo vincere domenica, manderemmo un segnale importante a noi stessi ma anche alle altre squadre, rimanendo agganciati al treno che conta. Mancano nove partite ed i punti iniziano ad essere molto pesanti. Solo i primi tre posti sono ormai inavvicinabili; per il resto è ancora tutto aperto e non ci poniamo limiti.

Il calciatore a cui mi ispiro a Sergio Ramos, che ad oggi reputo il difensore più forte del mondo. Tifo per l’Inter, anche se è un periodo un po’ così per i nerazzurri. Le mie qualità principali? Credo di avere una buona tecnica e di essere abbastanza forte sull’uomo; devo migliorare ovviamente in tanti aspetti, ad esempio nella rapidità sui primi passi. Essendo alto 1,85 a volte soffro un po’ gli attaccanti più piccoli e rapidi fisicamente.

Fuori dal campo sono un ragazzo tranquillo, così come mi si vede dall’esterno. Mi piace fare cose semplici: stare con i ragazzi della squadra quando non c’è la mia compagna o, quando c’è lei, approfittando anche del bel tempo, esploro queste zone non essendoci mai stato prima di arrivare a Castellammare.

Pregi? Sono un ragazzo socievole, a cui piace stare in compagnia, e simpatico e mi reputo intelligente dai. Magari all’inizio posso stare un po’ sulle mie ma una volta che prendo confidenza sono molto aperto. Difetti? Sono testardo.

Piatto preferito? La pizza e gli spaghetti allo scoglio..piatti della zona! Colore preferito? Il blu. Numero preferito? Il 6, che porto sulla maglia e che ho scelto subito ad inizio stagione.

Non ho un film preferito. Da bambino ho guardato spesso “Il Risolutore” con mio padre quindi lo ricordo con simpatia. Canzone preferita? Balliamo sul mondo di Ligabue. Ho 4/5 tatuaggi, tra cui uno sul polso con le iniziali della mia famiglia e un altro fatto insieme ad un caro amico.

Ho un fratello più grande di tre anni che si chiama Ruben. Abbiamo un rapporto molto bello: siamo cresciuti insieme tra i classici litigi e botte dei fratelli che hanno più o meno la stessa età; non appena possiamo ovviamente ci vediamo. E’ laureato in scienze motorie e lavora in una scuola calcio in Svizzera ma a pochi kilometri da casa mia. Ho un rapporto profondo anche con i miei genitori; hanno fatto tanti sacrifici, soprattutto quando ero piccolo, per alimentare la mia passione per il calcio e gliene sarò sempre grato.

Non so cosa avrei fatto se non fossi riuscito nella carriera da calciatore. Ho sempre voluto fare quello che faccio ed è rimasta l’ambizione di migliorare sempre. Il sogno è arrivare in Serie A..magari proprio con la maglia della Juve Stabia! Poi ovviamente realizzarmi come persona e formare una famiglia.

A Castellammare mi trovo molto bene, anche se, vivendo a Pompei, non vivo tantissimo la città. Mi piace molto il mare; essendo del Nord è un aspetto a cui non sono abituato e che mi colpisce sempre. Di Castellammare non sopporto invece il traffico, che c’è a qualsiasi ora del giorno.

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