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Juventus FC, in attesa della semestrale vi spieghiamo perché è necessario andare avanti in EL

Creato il 27 febbraio 2014 da Tifoso Bilanciato @TifBilanciato

Sorprendente fu l’eliminazione dal girone eliminatorio della Champions League per opera di un non irresistibile Galatasaray dell’ex Felipo Melo e del “nemico” (da poco ingaggiato dal club turco) Roberto Mancini: smaltita la delusione dal punto di vista sportivo per una competizione che si è rivelata ancora una volta stregata, o perlomeno poco favorevole per i colori bianconeri sono iniziate (argomento che ormai appassiona forse è una parola grossa ma sicuramente interessa a moltissimi tifosi che si stanno sempre più abituando a terminologie economiche come ammortamenti e Fair Play Finanziario) le discussioni per quantificare i possibili impatti a bilancio dell’inaspettata eliminazione …

 

A metà dicembre avevamo pubblicato un post di Luca Marotta nel quale si dimostrava che in caso di vittoria dell'Europa League la società bianconera avrebbe potuto avere ricavi sufficienti per avvicinarsi a quelli derivanti dal percorso in Champions dell'anno scorso.

 

Ma cosa potrebbe accadere se, invece, il percorso in Europa League dovesse essere interrotto prematuramente? E quali saranno le valutazioni che farà il Consiglio di amministrazione della Juventus in sede di approvazione della semestrale 2013/14 (cioè della porzione di esercizio che va dal 01.07.13 al 31.12.13)?

 

Non lo sappiamo, ma a noi queste cose divertono e allora, ringraziando ancora una volta Luca Marotta per l'aiuto e la pazienza, proviamo a costruire il cosiddetto "worst scenario", cioè una dei conti Juve che deve servire a rafforzare ulteriormente la convinzione in tutti noi di quanto sia importante l’Europa League quest’anno: 

  1. da un punto di vista sportivo per fare quel passo che ancora ci manca nel raggiungere la piena maturità anche in campo europeo e riuscire così a dimostrare la stessa personalità e la stessa autorevolezza alla quale ci ha ormai piacevolmente abituato in campionato lo squadrone forgiato da Antonio Conte;
  2. per gli impatti a bilancio (aspetto assolutamente non secondario),

 

Dopo aver dunque capito come un percorso importante in EL annullerebbe gli effetti dell’eliminazione dalla CL del dicembre scorso grazie a Luca Marotta possiamo verificare gli effetti a bilancio qualora l’approccio alla EL fosse non all’altezza delle aspettative.  

 

  

I ricavi “crollerebbero” di 16,4 milioni passando dai 286,3 previsti a 269,9. Ciò è dovuto dal duplice effetto legato al meccanismo di suddivisione dei ricavi televisivi (-12,7 milioni) e dai minori introiti di botteghino (-3,8 milioni).

 

Simulazione Juve 2014 no el (1)

Contemporaneamente i costi operativi sono in crescita, passando da 227 a 243 milioni (+16), mentre la voce “ammortamenti e svalutazioni” dovrebbe rimanere invariata a 60 milioni.

Simulazione Juve 2014 no el (2)

 

Simulazione Juve 2014 no el (3)

 

 

Tutto questo produrrebbe un aumento importante delle perdite che salirebbero a -33 milioni in termini di “Risultato Operativo”, a -43,7 se riferite al “Risultato prima delle tasse” e a – 49,4 milioni quelle riferite al “risultato netto di esercizio”.   

 

Simulazione Juve 2014 no el (4)

 

 

Cosa succederebbe allora in ottica Fair Play Finanziario (FPF)?

 

Ricordiamoci che per costruire il risultato ai fini del Fair Play Finanziario si parte dal risultato prima delle tasse e poi si devono effettuare delle rettifiche per alcune voci di ricavo e di costo che non devono essere considerate. Nel nostro caso ci siamo limitati alle principali, gli ammortamenti e le spese per il Settore Giovanile. Queste rettifiche consentono alla Juve, nel triennio, un recupero di 26,6 milioni di Euro.

 

Simulazione Juve 2014 no el (5)

 

Beh la perdita aggregata del triennio 2011/2014 (il cosiddetto “periodo di monitoraggio” in riferimento all’iscrizione alle competizioni europee della stagione 2015-2016) genererebbe una perdita aggregata di 73,9 milioni, ben superiore ai 45 milioni previsti come massima perdita ammissibile.

 

 

Va però considerato lo sfruttamento della cosiddetta “clausola Paolillo” che potrebbe consentire di rientrare nei parametri. Questa clausola prevede la possibilità di non considerare, nel risultato al 30/06/2012 (in perdita per 45,5 milioni) i costi di quei giocatori che erano già sotto contratto al 01.06.2010. Parliamo quindi di Del Piero, Buffon, Chiellini, Marchisio, Iaquinta e Manniger, che all’epoca rappresentavano un costo lordo di circa 29 milioni.

Se fosse così, la Juventus rientrerebbe proprio sul filo di lana (73,9 meno 29 fa … 44,9!) all’interno della soglia consentita.

 

In realtà, però, l’applicazione di questo beneficio non è automatica: per poterla invocare il Club deve dimostrare due requisiti:

  1. il trend dei risultati deve essere in miglioramento, segno che sono state adottate le misure strutturali necessarie e si tratta solo di attendere che facciano effetto;
  2. i costi che vengono neutralizzati devono essere stati determinanti per creare la perdita che aveva generato lo sforamento della soglia dei 45 milioni.

Ora, se sulla seconda clausola non ci sono dubbi, sulla prima molto dipenderà dall’interpretazione che darà la UEFA ma la Juve non ha troppe armi: è stata brava a far crescere i ricavi, ma il risultato del 2013 è influenzato positivamente dal super incasso del market pool della CL; contemporaneamente, però, ha visto aumentare i costi operativi, sia per gli stipendi che per le spese di gestione, quindi farà fatica a dimostrare di avere iniziato un percorso virtuoso.

 

Fondamentale dunque sotto tutti i punti di vista non snobbare l’Europa League.


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