Magazine Musica

KHAZAD-DUM, Hymns From The Deep

Creato il 06 aprile 2020 da The New Noise @TheNewNoiseIt

KHAZAD-DUM, Hymns From The Deep

Hymns From The Deep segue di alcuni anni al demo Stones Of Sorrow (2015) e vede Daniel Scrivener e Matthew Surry confrontarsi con una forma atavica di funeral doom. Le loro composizioni sono sostenute da una tensione continua tra la componente death e linee vocali ispirate alla sacralità dei canti religiosi. Questa dualità conferisce loro un’aura atemporale e un’ampia possibilità di esprimersi ricorrendo a brevi incursioni in altri territori. I Khazad-Dum mantengono costante la presenza di entrambe le componenti e vi aggiungono riferimenti alla musica orientale (“The Forsaken Place”) e al dark ambient (“Mountainous Structures”). La malinconia evocativa percepibile nell’incipit non viene mai persa di vista e fa sì che anche “Monstrous Flesh” sia parte di un fluire di cui ogni traccia rappresenta un episodio riconducibile a quanto narrato ne “La compagnia dell’anello” (la prima parte de “Il signore degli anelli” di J.R.R. Tolkien). Nel suo epilogo ci sono frammenti riconducibili al black metal che ben si inseriscono nel contesto, conducendo alla conclusiva “Transmuted”, all’interno della quale fanno la loro comparsa frazioni dissonanti accompagnate da molteplici soluzioni vocali. In coda si assiste all’introduzione di ulteriori sfumature umorali che ne amplificano l’intensità, seppure per brevi istanti. I Khazad-Dum hanno trovato una propria modalità espressiva e l’hanno sviluppata secondo una personale sensibilità, che nell’oscurità trova la propria luce.

Dischi 2020, i hate, khazad-dum

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Magazine