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Khumba: la recensione del film d’animazione di Anthony Silverston

Creato il 08 febbraio 2014 da Oggialcinemanet @oggialcinema

Khumba: la recensione del film d’animazione di Anthony Silverston

8 febbraio 2014 • Recensioni Film, Vetrina Cinema •

Il giudizio di Mara Telandro

Summary:

Li chiamavamo cartoni animati. Oggi sono film d’animazione, ma non è cambiato poi molto: questi film “per bambini” riescono ancora a trasportarci in un mondo incantato, indipendentemente dalla nostra età anagrafica!

Khumba è un adorabile cucciolo di zebra, ha dei genitori che lo amano, ma non è esattamente come tutti gli altri: Khumba, infatti, ha solo metà della pelle coperta da strisce… Il gruppo lo guarda per questo con diffidenza, senza riuscire ad accettarlo, al punto di credere che il piccolo sia la vera causa dell’inizio della grande siccità. Così Khumba, sconsolato e ghettizzato, decide di andare là fuori a guadagnarsi le sue strisce, in un modo o nell’altro…

Khumba è un film d’animazione realizzato con cura e dedizione che ci porta a scoprire un contesto non facilmente identificabile nel mondo dell’animazione per bambini: l’Africa e la magia del grande “Karoo”, una regione quasi desertica del Sudafrica. La scelta di creare un film per bambini che avesse quest’ambientazione viene dalla mente, e dalle origini, del regista Anthony Silverston (Khumba, Zambezia), che l’ha sempre immaginato così: “Khumba rappresenta l’opportunità di mostrare l’estetica sudafricana, un paesaggio non ancora abbastanza conosciuto al resto del mondo, attraverso la rappresentazione di questa incredibile terra che già da bambino catturava la mia immaginazione. Molti elementi della storia di Khumba sono presi dal mondo reale, ispirati da animali, persone o storie del mondo Sudafricano. La Valle della Desolazione, ad esempio, è una formazione rocciosa reale, mentre il coniglio di fiume o i più rari pangolini sono tutti animali tipici della zona.”

Sono proprio gli animali ad essere gli assoluti protagonisti del mondo di Khumba. Durante questo viaggio, infatti, oltre ad un intero branco di zebre, incontreremo leopardi, gnu, struzzi, cani selvatici, antilopi e molti altri… Tutti questi animali hanno in qualche modo qualcosa in comune: sono diversi. E’ proprio la diversità, infatti, l’elemento centrale del film e la questione su cui ci vuole far maggiormente riflettere. Cosa significa essere diversi? Per alcuni personaggi vuol dire essere esclusi dal gruppo e di conseguenza scappare, isolarsi. Per altri invece significa sfruttare la propria diversità per diventare migliori, ed infine scoprire che in fondo essere diversi significa anche essere speciali.  Che c’è di sbagliato nell’essere diversi?

Khumba è un adorabile cucciolo di zebra, ha dei genitori che lo amano, ma non è esattamente come tutti gli altri

Cosa c’è di sbagliato nell’essere diversi Khumba?

“Khumba è cominciata per me come una storia personale, poi ho capito quanto i temi trattati siano in realtà universali e penso che questo derivi dal fatto che molti di noi, nella vita, si trovano ad affrontare una grande sfida: quella di stare bene nella propria pelle.” L’idea di Silverston è chiara: “C’è sempre qualcosa di noi che vorremmo cambiare – dal punto di vista fisico o interiore – quindi cresciamo con l’idea che se non fosse per quella cosa in particolare, la nostra vita sarebbe più facile, e tutto andrebbe molto meglio. Tuttavia spesso ci rendiamo poi conto che, forse, è proprio quella cosa con cui abbiamo combattuto tutta la vita, che ci ha aiutato a formarci…in modo positivo.”

Il concept di Khumba risale addirittura al 2003, ma essendo un film indipendente ha dovuto affrontare molteplici sfide prima di approdare nelle sale di tutto il mondo. La realizzazione di Khumba ha richiesto, infatti, grandi set ed un design attento e complesso che arriverà a portare sullo schermo ben 17 specie diverse di animali, oltre ad un intero branco di zebre, nel quale ogni individuo ha una propria particolare personalità.

“Una zebra che deve imparare che essere diversi non è una cosa negativa, ecco cos’è Khumba. Il film affronta molti temi, tutti ispirati alla mia esperienza di bambino cresciuto in Sudafrica, ma soprattutto al personalissimo viaggio verso la conoscenza di sé ed il volersi bene.”

Personaggi incalzanti e spassosi, con una personalità vera e che trascende lo schermo. Sono animali, ma sembrano usciti dalla vita di tutti i giorni, sono reali, con tutte le proprie forze ed insicurezze. Così, mentre attraversiamo questo universo parallelo e fantastico, Khumba ci fa scoprire cosa vuol dire arrivare davvero ad accettarsi completamente, difetti o diversità inclusi.

Dal 6 febbraio al cinema.

Di Mara Telandro per Oggialcinema.net

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