Magazine Diario personale

Kintsugi, quando arte e anima si incontrano

Da Chiara Lorenzetti

Due settimane fa ho condotto con Stefania Macchieraldo, psicologa, il laboratorio “Kintsugi, l’arte di valorizzare le crepe della vita”  presso il suggestivo “Oltrebosco”, uno spazio di cultura, arte, natura e buon cibo, al limitare del bosco nella conca della Valle dell’Elvo, a pochi km dal santuario mariano di Oropa.

La giornata si è alternata tra pioggia, sole, vento ma lo stretto contatto con la natura e i propri sentimenti ha reso tutto perfetto e armonioso, come se si fosse seguito un binario prescelto e unico.

Cosa si fa durante il laboratorio? Si parte dall’arte Kintsugi, di cui io sono esperta e che uso e come restauro su oggetti in ceramica di clienti e su oggetti che rompo intenzionalmente per poi renderli a vita nuovo con la tecnica giapponese della polvere d’oro e della lacca Urushi.
Prima di tutto si parte dalla conoscenza reciproca, perché anche se solo per un giorno, 6 persone che si frequentano diventano un gruppo.

Kintsugi, quando arte e anima si incontrano

Ci si scambia un po’ di sé e poi ci mette in relazione con una ceramica, l’oggetto che sarà studio della giornata. Un oggetto che diventa da sconosciuto a conosciuto, toccato, sentito, odorato.

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E poi? Si immagina una ferita, una nostra storia, la si visualizza e con la cerimonia della rottura, la si frantuma. Non è facile, non lo è la prima volta, non lo è mai, imprimere una potenza volontariamente su di un oggetto, ancora più difficile se lo abbiamo conosciuto e imparato a vivere come nostro.
Ma si può fare, ed è una liberazione. Non sempre però.

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L’oggetto in ceramica rotto diventa quindi il nostro studio; io prima introduco all’arte Kintsugi, la storia, la cultura, l’arte giapponese della fine del 1400 (come racconto nel mio libro “Kintsugi, l’arte di riparare con l’oro”)  e per gradi, insegno a riparare il proprio oggetto con la tecnica semplificata di resina e colla. Questo perché la tecnica giapponese originale che pratico sui miei pezzi è una tecnica complessa e molto lenta e non si può insegnare in una mezza giornata e senza un minimo di professionalità.
Hai paura di non essere in grado di rimettere a posto i tanti pezzi rotti? Nessun timore, occorre calma, pazienza e voglia di imparare: i risultati sono assicurati e ciò che resta è un oggetto nuovo, realizzato da noi. Unico e speciale!

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Dopo la pausa pranzo il laboratorio procede con il Teatro dell’Anima condotto dalla psicologa Stefania Macchieraldo ; lo psicodramma viene incentrato su una ferita personale, che verrà raccontata e in seguito rappresentata. Questo permette di viversi e vedersi al di fuori e spesso ciò che incontriamo non è quello che pensiamo, ma un altro noi. La sorpresa alle volte è grande, altre commuove, altre lascia stupiti e attoniti: ciò che si crea è un gruppo solidale che racchiude le storie e conserva dentro sé senza giudizi e prevaricazioni. Non si deve temere di questo breve viaggio nell’anima, seguiti per mano dalla professionalità di Stefania.

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Alla fine resta il cuore, un oggetto riparato con la tecnica Kintsugi, qualche ora di confidenza, di divertimento, di riflessione, ore dedicate a noi, al nostro tempo, per arricchirlo e rinnovarlo.

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Grazie a coloro che con me e Stefania hanno vissuto un sabato nuovo!

Kintsugi, quando arte e anima si incontrano

https://www.facebook.com/kintsugicrepevita/
http://www.oltrebosco.com/
http://www.kimila.it/
http://kintsugi.chiaraarte.it/

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