KOI 172.02, la super-terra affascina gli astronomi

Creato il 11 gennaio 2013 da Nicola Spinella @ioparloquantomi

Il pianeta gemello è più grande ed orbita attorno al proprio sole, ad una distanza che permetterebbe in astratto l’esistenza di forme di vita.

Isaac Asimov ed Arthur C.Clarke staranno di certo brindando, nell’alto di quei cieli che più volte hanno immaginato ed immortalato nei propri scritti.

A lungo l’abbiamo immaginata un po’ tutti da bambini, magari la sera con la testa sul cuscino proprio prima di addormentarsi. Certo, siamo ben lontani dal dover costruire la Yamato di Star blazers per raggiungere un nuovo pianeta abitabile, ma la notizia apparsa in questi giorni sui siti specializzati non lascia del tutto indifferenti.

Il pianeta, denominato dagli studiosi KOI 172.02 (Kepler Object of interest)  è stato recentemente individuato dal telescopio spaziale Keplero. Non si trova proprio dietro l’angolo e probabilmente la tecnologia non ci permetterà mai di poterlo raggiungere.

Quello che però sappiamo è che ha una massa pari ad una volta e mezza quella della terra, si trova ad una distanza di 73 milioni di chilometri dalla sua stella di riferimento, una stella G un po’ più fredda del nostro sole, attorno alla quale compie una rivoluzione ogni 243 giorni. Le notizie sono ancora poche e frammentarie, ma non hanno mancato di solleticare le fantasie di astrofili e appassionati, perché secondo un primo esame, la minore temperatura della stella di riferimento verrebbe compensata dalla maggiore vicinanza che KOI 172.02 registra rispetto all’astro attorno al quale orbita. In parole povere, in astratto, su KOI 172.02 potrebbe svilupparsi la vita, trovandosi in una zona astronomicamente abitabile.

La sua superficie potrebbe ospitare oceani, forse alimentati da fiumi che scorrono sulla crosta.

Ovviamente siamo nel campo delle ipotesi, affrontando un discorso simile a quello che qualche anno fa si fece per Gliesse 667 C, pianeta simil terrestre ad “appena” 23 anni luce da noi, fino a ieri considerato il pianeta più somigliante al nostro.

Magari, in un futuro non certo prossimo, sarà possibile raggiungere questa fantomatica Terranova.

O forse è giusto che queste imprese rimangano ben sepolte nella fantasia di chi, ogni sera, le raggiunge nei propri pensieri, nei propri scritti, nei propri sogni.