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Kuala Lumpur

Creato il 04 ottobre 2018 da Alessio Sebastianelli @bastianatte

Kuala Lumpur è la capitale e il più importante centro economico e culturale della federazione malesiana, nonché uno dei maggiori poli turistici di tutto il sud-est asiatico e quindi risulta piuttosto ovvio che un viaggio in questa parte di mondo non può prescindere da una visita di questa moderna e iper-tecnologica metropoli, nella quale però anche l'aspetto storico si ritaglia una fetta di non trascurabile importanza.

L'aeroporto internazionale KLIA è uno dei più tecnologicamente avanzati del mondo e si trova circa 50 km a sud della città, ben collegato a essa da due treni (uno diretto e più veloce e un altro che effettua invece le fermate) che arrivano nella stazione ferroviaria detta L'importanza turistica della città si riflette in un'offerta di alloggi imponente e diversificata che va dagli hotel enormi e lussuosi agli ostelli: tra le soluzioni più economiche ma comunque più che dignitose vanno segnalati la KL Sentral. Proprio davanti a questa fermano i bus provenienti da Penang, mentre il terminal dei bus principale è la stazione Selatan, che si trova nella periferia meridionale facilmente raggiungibile in metro; la centralissima stazione Step Inn Too Guesthouse, una struttura semplice ma con camerate suddivise in piccoli spazi con un letto a castello ciascuno, comode e ottime per la privacy, situata in una stradina di fronte alla Pudu Station con molti altri ostelli e guesthouse è frequentata da un popolo piuttosto festaiolo, e la Explorers Guesthouse a Chinatown, un'ostello di estrazione più classica con camerate comode e spaziose e accoglienti zone comuni. Pudu invece funge ormai quasi solo come terminal dei bus urbani. Nonostante la vasta area metropolitana, tra le più grandi di tutta l'Asia sud-orientale, Kuala Lumpur vera e propria è invece abbastanza piccola da permettere di spostarsi a piedi per la maggior parte degli itinerari turistici, tuttavia la rete formata da treni regionali (KTM), metropolitana (LRT e MRT) e bus urbani, la rende una delle città più facili del mondo in cui spostarsi e le tariffe sono anche sorprendentemente basse.

Forse è più l'aspetto moderno e tecnologico di Kuala Lumpur a stuzzicare la curiosità dei turisti (e probabilmente anche a lasciarli più soddisfatti), tuttavia in città non mancano le attrazioni di tipo storico e coloniale, anche se forse meno incantevoli rispetto ad altre città della Malesia o degli stati vicini, ma che unite ai tanti musei, ai bei parchi, agli innumerevoli spunti culturali, alla vivace vita notturna, alla varietà culinaria e alle illimitate possibilità di shopping sia nei grandi centri commerciali che nei mercati tradizionali e di strada, ne fanno una destinazione forse non propriamente bella ma di sicuro molto interessante.

Il punto migliore da dove iniziare l'esplorazione della città è senz'altro Subito a sud di quest'ultima comincia A nord della moschea Dataran Merdeka, la vasta spianata dove fu dichiarata l'indipendenza della Malesia circondata da scenografiche costruzioni coloniali che ospitano musei, attività commerciali, uffici governativi come il palazzo Sultan Abdul Samad, e la piccola chiesa di Chinatown, il quartiere probabilmente più pittoresco dell'area urbana, ricco come da copione di negozi di ogni tipo, mercati, ostelli e piccoli alberghi, ristoranti e chioschi, ma tra le sue stradine ci si può facilmente imbattere pure in diversi templi cinesi e anche in uno indù. Jalan Petaling è la via di riferimento del distretto, al riparo di una copertura trasparente e occupata permanentemente da un mercato molto turistico ma nel quale si possono fare discreti affari. Il tratto meridionale della via è invece all'aperto e meno intasato, ma è qui però che si possono osservare la maggior parte delle deliziose e caratteristiche abitazioni coloniali colorate presenti comunque un po' ovunque in città. Altro punto caldo di Jamek invece è la cultura indiana a farla da padrone: la zona di Masjid India, che prende il nome dalla piccola moschea al centro del quartiere, è sicuramente di aspetto meno intrigante rispetto al quartiere cinese, ma l'atmosfera è molto più autentica ed è comunque a grande vocazione commerciale, ospitando diversi mercati, tra i quali anche uno notturno, con tante bancarelle di gadget vari e di cibo da strada tra le più economiche della metropoli e una lunga sfilata di botteghe che si concentrano soprattutto su gioielli e tessuti colorati. Chinatown è infine il Mercato Centrale, ospitato in un padiglione ottocentesco da poco rinnovato, caratterizzato da negozi di souvenir e botteghe di artigianato e gastronomia. St. Mary. Qualche centinaio di metri più a sud si trovano invece la moderna ma mastodontica Moschea Nazionale e la vecchia stazione, ma è attraversando invece il piccolo fiume Gombak a est che prosegue l'itinerario principale, incontrando il City Theatre e la bella moschea Jamek, liberamente visitabile e situata proprio sulla confluenza con l'altro piccolo fiume Klang.

Se l'area intorno al fiume Uno dei simboli principali della città è la torre delle telecomunicazioni Questa splendida coppia di scintillanti grattacieli gemelli, pur avendo perso lo scettro di edificio più alto della città (a favore del nuovo Alla base del complesso di grattacieli, oltre al teatro della Filarmonica Nazionale, sorge un grosso centro commerciale, molto frequentato sia dai turisti che dai locali, nel quale si possono trovare anche molti ristoranti e fast food dove potersi fermare per cena; vale la pena tornare anche di sera per ammirare le maestose torri illuminate insieme ai numerosi grattacieli comprimari, una vista di sicuro impatto, e assistere allo spettacolo di luci e suoni delle fontane al centro del laghetto del Gombak e alla confluenza col Klang costituisce la parte storica di Menara, che con l'antenna supera i 400 metri di altezza (si dice che il miglior panorama sulla città si veda da qui e per salire non c'è neanche la fila) e sorge al centro del KL Forest Eco Park, una foresta primaria nel cui fitto intrico di alberi è stato ricavato anche un percorso su passerelle rialzate. La scenografia più stupefacente però è quella che si apre alla vista nella zona detta The Exchange 106, ancora in fase di completamento e situato più a sud, che presto verrà però superato a sua volta da un altro grattacielo in costruzione) rimangono sempre il simbolo più importante e l'attrazione più peculiare e imperdibile della capitale malesiana. Salire sullo Skybridge (il famoso ponte che collega le due costruzioni al 41-esimo piano) e alla piattaforma panoramica al piano 86 senza acquistare il biglietto online diversi giorni prima (basta andare sul KLCC Park (si tiene alle 20, alle 21 e alle 22, dopodiché il parco chiude e gli addetti lo setacciano invitando le persone a uscire). sito delle torri, scegliere data e orario e pagare con carta di credito o debito) è ormai impossibile, quindi occorre organizzarsi per tempo, ma devo dire che, anche se il prezzo è più alto della media delle attrazioni malesiane, ne vale la pena. KLCC, dove attorno a un piccolo e affollato parco con un bel laghetto artificiale al centro si innalza una sfilata di mastodontiche costruzioni, molte delle quali superano i 200 metri, capitanate al centro dalle celeberrime torri Petronas. Kuala Lumpur, i quartieri orientali del centro formano quello che viene comunemente chiamato il "Triangolo d'Oro", la zona più moderna e cosmopolita della metropoli, caratterizzata da una sbalorditiva selva di grattacieli.

Nell'area metropolitana di Le Il cosiddetto
Kuala Lumpur sono diverse le strutture religiose che possono meritare una visita, ma per quello che riguarda i santuari induisti, per visitare il sito di maggior fama, rilevanza e grandezza, bisogna impegnarsi in una gita fuori porta di mezza giornata.
Batu Caves infatti si trovano una dozzina di chilometri a nord del centro e si raggiungono facilmente con la linea KTM1, di cui sono il capolinea, dalla stazione KL Sentral. Il Treno però è molto lento e le soste sono lunghe, per cui impiega più di un'ora per arrivare a destinazione; inoltre le corse non sono frequentissime, quindi conviene informarsi bene sugli orari. Tutta l'area delle Temple Cave invece è a ingresso gratuito e si raggiunge tramite una scenografica scalinata di 272 gradini (che con il caldo risulta piuttosto impegnativa) con alla base una mastodontica statua del dio indù della guerra Murugan. In cima alla salita poi si susseguono due grandi caverne intervallate da una grande buca che sbocca sulla sommità della collina illuminando l'area; i templi all'interno delle cavità non sono niente di particolare, ma l'ambientazione dona al tutto un fascino unico. Le Batu Caves infine sono abitate da centinaia di macachi, perfetti soggetti per fotografie ma ai quali occorre prestare molta attenzione poiché non si fanno scrupolo di avvicinare i turisti per rubare loro gli occhiali o la fotocamera e in alcuni casi aprire addirittura la borsa o lo zaino per rovistarci dentro. Batu è piena di piccoli templi, statue e altari, il motivo della fama è tuttavia dovuto alle installazioni che si trovano nelle grotte calcaree che caratterizzano le colline boscose di questa zona. Prima di avventurarsi nel santuario principale però vale la pena entrare nella Ramayana Cave, all'estremità occidentale del complesso, per la quale si paga un economico ingresso ma che all'interno è la più ricca e affascinante.

Come detto, Il quartiere di riferimento è sicuramente L'altra zona da non perdere è ovviamente
Kuala Lumpur è città vivace e cosmopolita, dove godere di una frizzante vita notturna e di una scena gastronomica in grado di soddisfare ogni tipo di palato.
Bukit Bintang, in pieno Triangolo d'Oro, zona di grandi centri commerciali, negozi e locali di ogni tipo e intenso passeggio per tutto il pomeriggio e la serata. Lungo i due lati di Changat Bukit Bintang, una lunga fila di pub e cocktail bar (intervallati da qualche centro massaggi) propongono cucine internazionali, come pure internazionali sono i gruppi di avventori che si trovano a sfruttarne la movida. Gli appassionati di street food però andranno in brodo di giuggiole per la vicina Chinatown, dove ai chioschi del mercato alimentare di fianco a Jalan Petaling si aggiungono i tanti ristoranti sparsi un po' ovunque, anche nelle stradine più anguste e nascoste. Chiaramente la cucina cinese è quella trainante in questa zona, ma comunque non è difficile trovare anche altro; tra i ristoranti provati sono da segnalare il Kuala Lumpur non ha il fascino e la storia di altre metropoli indocinesi come per esempio Bangkok o Phnom Penh, tuttavia rispetto a queste è più pulita, meno caotica e meglio organizzata ma ugualmente economica per un turista; è ovviamente sicurissima come le altre, forse anche di più, e può contare su un buon numero di discrete attrazioni. La sua grande area metropolitana nasconde inoltre diverse altre chicche che potrebbero giustificare pienamente anche un soggiorno più lungo o dei ritorni, sfruttandola magari come hub di collegamento con l'Europa per andare alla scoperta delle meraviglie del sud-est asiatico. Kim Lian Kee, che nonostante l'aspetto e la posizione super-turistici sfoggia un menu chilometrico ed è molto frequentato anche dagli asiatici, lo Yu Noodle Cuisine, dalla posizione un po' più defilata ma dagli interni graziosissimi dove godersi degli ottimi noodles, e il Roland Seafood, classico e soddisfacente cinese. Jalan Alor, una vera orgia di chioschi di cibo da strada e ristoranti con tavoli all'aperto specializzati in pesce e cucine dell'estremo oriente (ne ho provati un paio, ma credo che più o meno siano tutti sullo stesso livello).
(25-27 e 28-29 luglio 2018)


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