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Kurt e Zoe s'incontrano per l'aperitivo ma arrivano Henning e la francesina /Giallo Tanzania

Creato il 17 settembre 2014 da Marianna06

 

 

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Dopo essere rimasto a lungo a riflettere, Kurt, tra una passeggiata e l’altra sulla spiaggia antistante il suo bungalow,è convinto di aver trovato la pista investigativa da percorrere.

Decide, infatti, di fare subito il numero di Zoe al cellulare. Senza più ricorrere a intermediari.

Ha perso, a suo avviso, già abbastanza tempo senza giungere a conclusioni.

Lei lo aiuterà.

Il suo fiuto da detective e da uomo di mondo gli dice di sì.

Lo squillo, forte e chiaro, è abbastanza prolungato ma, proprio quando Kurt spazientito sta per chiudere la comunicazione, la voce di Zoe dall’altro capo si manifesta con timbro accattivante.

E Kurt, senza troppi preamboli, le  domanda la cortesia di vedersi con lui in città, alle 19,00  in punto, a “L’Angolo del Beato”, un locale molto discreto, dove poter prendere un aperitivo e scambiare quattro chiacchiere necessarie.

E fa capire a Zoe che è molto importante.

La tedesca finge d’essere stata colta di sorpresa ma poi accetta senza battere ciglia.

Certo, Kurt, ci sarò – risponde con tono deciso.

Bene - replica il commissario. E chiude.

Zoe sta lì lì per smontare dal servizio in ospedale e, piuttosto frettolosamente imbocca le scale  e la porta dell’edificio per raggiungere casa e  andare così, in tempi brevi, a cambiarsi d’abito.

Non prima, però ,d’avere salutato di necessità, non potendolo affatto evitare, e solo con un cenno del capo, il dottor Wung.

Il cinese mellifluo comparso all’improvviso, con aria sorniona, da una stanza del pianterreno.

La qual cosa, come sempre,  un po’ la infastidisce visibilmente.

Ma Zoe è già proiettata sull’incontro della serata e, dietro le sue fantasie, scaccia via il malumore senza troppa fatica.

Nel suo appartamento apre di botto l’armadio alla ricerca di un capo frou frou.

Desidera assolutamente essere carina.

Il commissario non le dispiace e la sua serietà professionale, come si evince dal tono della voce e dalla compostezza dei modi, la intriga.

Finalmente ecco l’abito che fa per lei.

Ha trovato. E’ proprio quello giusto.

E’uno chemisier bianco di lino a mezza manica con ampia gonna a campana, realizzata con teli trasversali, e un bouquet di fiori rossi e azzurri, ricamati a mano, sul bustino aderente al seno.

E ancora un paia di sandali rossi con zeppa di sughero (uno schianto ) e una borsa, sempre in tinta, di raffia, realizzata a mano, da portare a tracolla.

Guardandosi allo specchio non può non notare quanto le doni l’abbronzatura moderata,presa negli spazi di tempo libero, che esalta  il biondo rame dei suoi capelli, raccolti in uno chignon.

E sorride a se stessa, compiacendosi.

Kurt, invece, pantaloni color kaki e sahariana, stivaletti in cuoio naturale, sta già avviando il motore del suo fuoristrada per raggiungere, nel minor tempo possibile, Dar es Salaam.

Lui odia il traffico e, sopratutto, i clacson che strombazzano.

Dopo tre quarti d’ora, eccolo posteggiare nei pressi de “L’Angolo del Beato” e lasciare la vettura all’uomo  di fiducia del locale, non senza avergli allungato prima, dal finestrino, qualche dollaro di mancia.

Ciao, Kurt, buona serata -  gli viene incontro Zoe.

Ciao, Zoe. Sei splendida questa sera- contraccambia Wallander.

Ci sediamo al tavolo? - dice lui.

Certo. Mi sembra un posticino adatto- replica lei – per poter parlare del tuo problema.

Ho capito che scalpiti e che  vuoi risolvere ma devi sapere che non è semplice-continua la donna.

Non è semplice perché il dottor Wung è potente in loco e gode di ottime protezioni-aggiunge Zoe.

Bisognerebbe neutralizzarlo. E per questo- prosegue- occorre l’aiuto di certi politici ben in vista. Gli stessi che lo hanno voluto qui e che  gli permettono di fare ciò che vuole.

Cosa mi consigli, Zoe? - incalza Wallander.

Entrare nel giro dei politici d’alto bordo, caro Kurt. E non è facile e ci vuole tempo. Molto tempo -risponde la tedesca.

Conquistarsi la fiducia e l’amicizia dei tanzaniani- aggiunge- non è agevole come sulle prime potrebbe apparire. Loro sono gentili, certo. Ma lo sono solo in apparenza. La verità è che non vogliono dispiacere mai l’interlocutore. Sorridono, sorridono, assentiscono Ma dalle parole ai fatti….

 

Mentre la conversazione è ben avviata e i due sorseggiano affiatati il loro “margarita” ghiacciato, compare sulla porta Henning con una rossa-tiziano dal corpicino mozza-fiato, inguainato in un abito di seta nera a tubino, che sottolinea un incarnato che pare realizzato con porcellana fine da un abile maestro -artigiano.

E una gamba ben tornita, che termina con un piede mignon che calza un elegante paia di decolletes nero con tacco almeno dieci.

Le due coppie si salutano affabilmente e Henning, senza indugiare, fa le presentazioni.

Rose Marie è francese, di Marsiglia, ed è venuta in Tanzania per un corso di pittura da tenere ,per qualche mese,ai giovani del posto per conto di una Ong del suo paese all’interno di un progetto -pilota.

Rose Marie abita in un cottage poco distante da quello di Henning, per cui i due hanno fatto subito amicizia.

Si sono incontrati facendo jogging all’alba, prima che il sole d’Africa sottragga le forze agli umani non abituati ai suoi raggi.

Dopo l’aperitivo per la francesina e Henning è chiarissimo ormai che i quattro si fermeranno nel locale anche per la cena.

E , poi, la serata evolverà, come sempre in queste occasioni, non si sa come.

Kurt non cela, a questo punto, un po’ del suo nervosismo per l’imprevista svolta .

Ma conta sulla disponibilità di Zoe ad appartarsi con lui e a concludere ,a tarda sera, nel suo bungalow, la conversazione avviata che gli sta a cuore.

Zoe non è di quelle che si fanno pregare (e lui ormai lo sa) e, magari, dopo qualche bicchiere di buon vino italiano, avrà la lingua più sciolta.

                

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                                                                                                             (continua....)

               

                              a cura di Marianna Micheluzzi (Ukundimana)


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