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Kythnos, nuove scoperte sull'isola attraversata dal tempo

Creato il 14 settembre 2019 da Kimayra @Chimayra

Kythnos, nuove scoperte sull'isola attraversata dal tempo

Grecia, muro di mantenimento di epoca ellenistico-classica
(Foto: MOCAS)

Importanti reperti sono stati rinvenuti negli scavi sull'isolotto di Vryokastraki, di fronte Vryokastron, l'antica città di Kythnos. Tra questi un vasto insediamento bizantino con parte delle mura che davano sulla costa ed una porta, un'antica basilica cristiana e strutture monumentali appartenenti ad un importante santuario antico.
Sull'altopiano meridionale dell'isolotto è stata scoperta una terrazza monumentale lunga quasi 22 metri, databile ad epoca classica, sia per la sua muratura isodomica che per la ceramica raccolta all'interno di uno strato di ghiaia facente parte della sua struttura. La ceramica trovata è di ottima qualità ed è stata datata all'epoca geometrica ed arcaica, al pari di altri ritrovamenti di natura votiva, quali vasi in miniatura e figurine femminili in argilla.

Kythnos, nuove scoperte sull'isola attraversata dal tempo

Grecia, fotografia aerea della basilica di Kythnos
(Foto: Kostas Xenakis)

Ad una distanza di 5 metri ad est della terrazza, la roccia scolpita forma un affioramento rettangolare, oggi fortemente eroso, che sembra essere stato un altare monumentale. La terrazza forma una piattaforma alta 4,50 metri, ad ovest della quale la roccia ospita antiche incisioni, alcune delle quali sembrano essere legate ad un tempio monumentale che qui sorgeva. Un attento studio di queste incisioni potrebbe aiutare a chiarire, in qualche modo, la forma del tempio ellenistico. Al momento rimane sconosciuta l'identità della divinità che era adorata in questo luogo.
L'attività umana all'inizio del periodo bizantino, era qui piuttosto intensa e gli edifici edificati precedentemente vennero notevolmente trasformati, spazi e mura vennero parzialmente riutilizzati dalla popolazione. La ceramica successiva risale alla fine del VI e alla prima metà del VII secolo d.C. Dopo questo periodo la città di Kythnos sembra essere stata abbandonata. I suoi abitanti si trasferirono nel Castello di Oria, la capitale medioevale dell'isola.

Kythnos, nuove scoperte sull'isola attraversata dal tempo

Grecia, resti del tavolo in marmo trovato all'interno della basilica di
Kythnos (Foto: MOCAS)

Le fortificazioni costiere della tarda antichità proteggevano la parte orientale, piuttosto debole, dell'isolotto. Gli altri lati erano inaccessibili a causa delle formazioni rocciose verticali. All'interno delle fortificazioni c'erano numerosi vani, in uno dei quali venne trovata una moneta in bronzo. Più a nord le indagini archeologiche hanno rivelato l'ingresso principale della fortificazione, probabilmente protetta da una torre. Le fortificazioni della tarda antichità sono state costruite su quelle precedenti, probabilmente arcaiche, ricavate in parte dalla roccia naturale.
Quest'anno è stata completata anche l'esplorazione dell'interno della basilica paleocristiana a tre navate, posta su una terrazza più alta rispetto al sito della città. La pianta dell'antica chiesa è quasi quadrata ed il suo abside è posto ad est. Gli ingressi si aprono sulle pareti laterali del nartece. I diversi livelli del pavimento della basilica sono dovuti alla morfologia del suolo. Ogni navata aveva accesso diretto al nartece. La basilica è affiancata da edifici sia a nord che a sud. Quello settentrionale è stato studiato ed aveva accesso direttamente all'interno dell'edificio religioso. Quest'ultimo ha una storia piuttosto complessa e presenta diverse fasi di costruzione, come è indicato dall'alternarsi di pilastri e colonne per separare le navate o come la muratura che caratterizza le navate, aggiunta successivamente alla costruzione. Conservato in situ è il presbiterio ed anche parti della decorazione architettonica.

Kythnos, nuove scoperte sull'isola attraversata dal tempo

Grecia, anfora in bronzo trovato all'interno della basilica di Kythnos
(Foto: MOCAS)

Un vaso è stato rinvenuto nella navata meridionale della chiesa, a contatto con la partizione del presbiterio. Due iscrizioni frammentarie sono state trovate nel nartece, una in stile del IV secolo a.C., l'altra incisa su tabula ansata, del I secolo d.C., che commemorava l'imperatore Vespasiano o Domiziano. Un synthronon con il trono di un vescovo è stato ricavato nell'abside. Sono stati rinvenuti anche elementi della mobilia e di altri oggetti presenti nella chiesa: una piccola colonna di marmo, un tavolo circolare in marmo, parte di una croce in ferro, una lampada ad olio a forma di cantharos in bronzo con catena, della seconda metà del VI-VII secolo d.C. ed una tazza in piombo dallo stelo lungo con una decorazione incisa.
Sotto il pavimento danneggiato dell'abside è stato trovato uno strato di vasi bizantini frammentari, si tratta di vasi piuttosto grossolani risalenti al V secolo d.C., tra cui un'anfora con il bordo a forma di imbuto. Sotto questo strato è stato rinvenuto un piccolo vano rettangolare ricavato dalla roccia naturale, una sorta di cassa coperta da una lastra. Si tratta di un elemento relativo alla consacrazione della basilica, dal momento che al suo interno è stato rinvenuto un oggetto in piombo di forma tubolare, il cui contenuto è ora oggetto di indagine.
La basilica rimase in funzione fino al VII secolo d.C., ma non si esclude un suo uso più prolungato.
Fonte:
arcaheologynewsnetwork.blogspot.com

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