L’Accademia di Belle Arti di Frosinone porta in scena “habitus – anarchitetture per il corpo”

Creato il 02 febbraio 2016 da Erika Gottardi @ErikaGottardi

Domenica 31 gennaio, presso la Ex Dogana, in Via dello Scalo San Lorenzo, 10, gli studenti del Biennio Specialistico del corso di Fashion Design dell’Accademia di Belle Arti di Frosinone hanno presentato habitus. Anarchitetture per il corpo, il progetto multimediale che ha concluso il percorso didattico. Inserito nel calendario di AltaRomaAltaModa, il progetto si è articolato sui concept di Erica Omallini, Misa Nakamura, Lin Lin, Giulia Papili e Valentina Romaggioli, accomunati dall’idea di costruire abiti come dimore per il corpo.

Attraverso le nostre interazioni con l’ambiente, il nostro habitat, abitiamo il mondo. Lo stretto legame che unisce corpi, abiti e luoghi anima le nostre identità. Il progetto habitus, quindi, dà vita ad architetture abitate da corpi liberi di esprimere le proprie individualità. Questo il filo conduttore che pervade le cinque collezioni uomo e donna, interamente progettate e realizzate dagli studenti, in grado di muoversi tra il “sapere” e il “saper fare”. Dal desiderio di metamorfosi che fa sognare di “diventare come le api”, espresso dalla collezione Be.e.come di Erica Omallini, al tentativo di ricreare il dinamismo e l’animazione delle metropoli contemporanee nell’Abito architettonico di Misa Nakamura, al candore di S.N.O.W. di Lin Lin che invita a trovare in se stessi le energie positive per un nuovo inizio, alla ricerca di un’armonia nell’oscillazione degli Opposti di Giulia Papili – cerchio e triangolo, bianco e nero – , all’ossessione per l’aspetto fisico enfatizzata dagli abiti di carne che ingigantiscono le imperfezioni della collezione The Dark Side of Me di Valentina Romaggioli.

Erica Omallini: Be.e.come – Lo spirito dell’alveare

La collezione di semi-couture prende ispirazione dal mondo simbolico della società delle api e dall’opera di alcuni artisti contemporanei affascinati dalle stesse tematiche. Be.e.come unisce due termini inglesi, dove bee sta per ape e become per diventare. Espressione che implica una sorta di desiderio, la metamorfosi di un essere umano in insetto. La purezza e l’incorruttibilità del miele, nutrimento divino, il suo colore associato al Sole, l’operosità incessante delle api sono evocati da linee geometriche e morbidi drappeggi, sovrapposti per evidenziare il complesso sistema naturale fatto di ordine e caos. Ricami, tagli, ribattiture e decori tessili assumono la forma esagonale usata dalle api per sviluppare i favi.

Nei capi troviamo toni tenui di beige, bianco sporco, grigi sfumati e tonalità calde che vanno dalle terre al vinaccia. La seta e il taffetà sono mixati con tele di lino e di cotone consunto, tinte naturalmente con the e caffè per essere date a nuova vita.

Misa Nakamura: Abito architettonico

Il concept della collezione è stato ispirato dalla vita pulsante delle metropoli. Vuole trasmettere la sensazione di mobilità e di vivacità che vi si respira, l’animazione e il movimento incessante di uomini e mezzi di trasporto, l’emozione provocata dalla vista delle architetture contemporanee, dall’abitarne gli spazi dinamici e le strutture organiche, dalle forme curvilinee, spezzate, trasparenti, luminose.

Gli abiti ne riflettono i colori: il grigio del cemento e dell’acciaio, l’azzurro e il celeste, che richiamano i riflessi del cielo sulle vetrate. La leggerezza delle strutture, forme modulari triangolari, si materializza nella levità dei tessuti, alcuni trattati con la tintura shibori, dando vita a un armonico contrasto tra l’antichità delle proprie origini e la modernità delle forme architettoniche.

Lin Lin: S.N.O.W.

Il progetto nasce da una riflessione su quanto un’epoca terribile, come quella della seconda guerra mondiale, segnata da eventi così tragici e spaventosi, sia comunque stata vivificata da atti di coraggio, di eroismo, da energie positive che hanno permesso alla popolazione di rialzarsi, trovando nel momento più cupo le risorse spirituali per andare avanti. Valori che devono guidarci anche oggi, nelle innumerevoli piccole battaglie che combattiamo, nelle sfide che ci aspettano quotidianamente.

Così S.N.O.W. vuole essere l’acronimo di Show Now Our Way, un invito ai giovani di guardare con positività al futuro e allo stesso tempo richiamare la sensazione di felicità legata alla neve. Il bianco della neve domina la collezione, accompagnandosi all’immagine dei rami spogli e alla magia che li farà rivivere in primavera. Come un nuovo inizio.

Giulia Papili: Opposti

La collezione uomo e donna nasce dalla volontà di giocare sulle due forme opposte del triangolo e del cerchio, trovando un equilibrio nella loro oscillazione armonica. Bene e male, yin e yang, purezza e trasgressione, bianco e nero. Nella cartella colori predomina questa bipolarità cromatica, passando per i grigi freddi.

Sfileranno outfit dai tagli sartoriali studiati per riprendere le forme del cerchio, per i capi donna in bianco, e del triangolo, per i capi maschili. Anche nella scelta dei tessuti si riflette la ricerca di un equilibrio tra le dissonanze: al jersey di maglina e alle trasparenze del crépe de chine per abiti dalle linee semplici, si contrappongono cotoni più compatti e resistenti per le costruzioni più articolate e “architettoniche”.

Valentina Romaggioli: The Dark Side of Me

La collezione è il risultato di una profonda riflessione sulla donna nella società moderna. Gli abiti dalle linee essenziali, dai tagli asimmetrici, che rispettano le linee del corpo, sono l’esito di una scelta di tessuti e tecniche per la creazione di textile che ricordano l’ossessione per l’aspetto fisico. “Io e il mio doppio allo specchio”, vale a dire il modo in cui il corpo ci appare, come lo viviamo e in che modo lo abitiamo. Si analizza quindi la “dismorfofobia”, la percezione mentale che una persona ha del suo corpo.

L’abito è il corpo stesso. Non una seconda pelle. È carne, superficie difettosa, invecchiata, cadente, macchiata. Enfatizzazioni, imperfezioni esagerate, ingigantite, moltiplicate, debordanti.

Attraverso il textile si descrive l’imperfetto, il punto debole di un corpo non accettato e di una mente contraffatta. Tessuti che al tatto ricordano la pelle, e tonalità di bianco e beige che ne ricordano le varie pigmentazioni.

ACCADEMIA di BELLE ARTI di FROSINONE

Corso di Fashion Design

Il fashion designer formatosi all’Accademia di Belle Arti di Frosinone, è una figura composita in grado di muoversi con consapevolezza all’interno dei segni e simboli della contemporaneità, abile a maneggiare, a livello progettuale e pratico, materiali e tecnologie, con spiccata propensione verso l’ innovazione. Il corso di Fashion Design forma progettisti per la moda con competenze nel design dell’abito e dell’accessorio. Al termine del percorso didattico, la specificità del corso di Fashion Design consente di formare fashion designer, ricercatori di nuove tendenze, stylist, fotografi di moda, esperti di settore per il prodotto moda. Così, come tutti i corsi dell’Accademia di Belle Arti di Frosinone, anche quello in Fashion Design si caratterizza per la sua specificità laboratoriale, con serrato e coinvolgente rapporto tra la fase teorico-scientifica e l’attività pratica di laboratorio. L’Accademia di Belle Arti di Frosinone, in quanto istituzione pubblica all’interno dell’Alta Formazione Artistica e Musicale del Ministero della Università e Ricerca, rilascia diplomi accademici di I e II livello a cui è riconosciuto il grado universitario. Accanto ai quattro corsi tradizionali di Pittura, Scultura, Scenografia e Decorazione, l’Accademia di Belle Arti di Frosinone ha attivato, da una decina di anni, i corsi di Grafica d’Arte, Media Art, Fashion Design, Graphic Design.

Ph. Prof Stefano Cesaroni

ACCADEMIA di BELLE ARTI di FROSINONE

Credits

Avv. Ennio De Vellis – Presidente

Prof. Luigi Fiorletta – Direttore

Dott.ssa Letizia Garreffa – Direttore amministrativo

Dott.ssa Emanuela Tata – Direttore di ragioneria

Per la realizzazione del progetto habitus:

Prof. Giuseppe Iaconis – Coordinamento generale

Prof. Stefano Cesaroni

Prof. Alessandra Cigala

Prof. Paola Iannarilli

Coreografie: Prof. Alessia Gatta e Ritmi Sotterranei performance musicale dal vivo

Con il contributo di :

ASPIIN Azienda Speciale Internazionalizzazione e Innovazione

Camera di Commercio Frosinone

UNINDUSTRIA Frosinone

BOCCADAMO Gioielli

DE VELLIS Traslochi & Trasporti