L'allegro zoccoleggiare delle quattordicenni

Creato il 07 marzo 2014 da Sommobuta @sommobuta
Ho letto quest’articolo sul Fatto Quotidiano: in buona sostanza, le quattordicenni di oggi vanno in giro a zoccoleggiare non per diletto personale, bensì per sfoggiare il loro status di sverginate, pena la mancata entrata nei ranghi di quelli “più grandi” e l’emarginazione del gruppo che a scuola conta di più.
Parte subito il coro indignato delle Marie Goretti di turno, di chi condanna il giovin zoccoleggiare delle soavi fanciulle, perché quelle sono zozzerie che a 14 anni nun se fanno, perché si è piccoli, non si capisce, blablabla.
Spesso, quando leggo queste cose, mi chiedo se chi fa queste uscite ci è o ci fa.
Nel senso: è così che va il mondo. Senza voler fare gli ipocriti, per essere accettato dal gruppo dominante devi sottostare alle regole del gruppo dominante.

Vuoi fare i soldi in finanza?
Fai come il gruppo dominante: ruba e specula.
Vuoi essere il campione sportivo di staceppa?
Fai come il gruppo dominante: dopati e fotti il sistema.
Vuoi essere presidente del Consiglio?
Fai come il gruppo dominante: mettiti a 90° davanti Silviuccio, e vedi che un posto ci esce sempre.
Vuoi essere accettato a scuola?
Fai come il gruppo dominante: la devi da’ (cit.)

Il mondo funziona così, così si è sempre fatto, si fa da sempre così e sempre così si farà.
Non se ne esce.
Il punto non è che queste vanno in giro a zoccoleggiare con chi gli pare (saranno pure cazzi loro – in tutti i sensi – no?). Il punto è se si è disposti a sacrificare il proprio “io” in virtù di un’accettazione sociale derivante dal passaggio di una sorta di rituale collettivo.
Vuoi far parte della cumpa?
Scopa, altrimenti sei uno/una sfigato/a.
Al che parte la mia domanda: ok, ma chi lo dice? Chi è che affibbia il bollettino di sfigato/a, e in base a cosa?
Davvero vi interessa così tanto il giudizio che gli altri hanno di voi?
E vi interessa più della stima e del pensiero che voi stessi avete di voi stessi?

Non sta a me fare la morale, non sta me dire quanto (o se) sia giusto o sbagliato fare certe determinate cose ad una certa età.
Posso però dirvi che non ne condivido (e non ne ho mai condiviso) la logica di fondo: della famigerata “cumpa”, non è mai fottuto un’emerita ceppa. E questo valeva quando avevo 15 anni, e vale oggi che di anni ne ho (quasi) 30. Quello che faccio, lo faccio in virtù di come si muovono gli ingranaggi all’interno del mio cervellino (bacato, ovviamente).
Il resto, se permettete, si fotta.
E vaffanculo alla maggioranza.
Non sacrificherei (e non l’ho mai fatto) il mio “io” per compiacere/chiedere favori a qualcun altro in modo da rientrare nelle grazie di chi conta o ottenere un qualche tipo di successo socio-personale*. Non è nella mia natura, e il solo chiedere un favore mi provoca anche fastidio.

Ritornando al zoccoleggiare delle quindicenni, tutti siamo stati al liceo. E io me lo ricordo bene quello che faceva la gente della mia classe. Nessun zoccoleggiamento, ma ho davanti agli occhi le immagini di figuri che adoravano passare i sabati sera in quel di Piazza del Gesù, a provare i piaceri proibiti del fumo (normale e non).
E se non facevi parte del cerchio magico dell’amicizia, se non accettavi la sigaretta quando il cerchio si stringeva per passare il calumet in puro stile indiano, e se dicevi “No, grazie”, quando il calumet passato da cumpa a cumpa veniva spinto nelle tue mani, nel cerchio magico dell’amicizia non ci entravi (o al limite venivi bellamente ignorato, o mai interpellato).
Punto.
A me, a quindici anni, interessavano altre cose: giocare a pallone, il fantacalcio, i libri, i fumetti, i film, i videogiochi. Sarà pure per questo che al fumaiolo di Piazza del Gesù ho sempre preferito i miei sabati sera in compagnia di libri, fumetti, videogiochi, film, eccetera...
Che poi, guardacaso, sono le stesse cose che mi interessano anche adesso.
Puro nerdismo?
Puro nerdisimo.
Ma almeno posso dire di aver nerdato (e fatto tutto quello che volevo fare in modo consapevole, e solo) con la mia testa.
E, ancora una volta, vaffanculo alla maggioranza.

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*L’unico pseudofavore che mi sono azzardato a chiedere in questi anni su Internet è stata la lettura del mio saggio uanpisoso ad alcuni elementi fidati che potevano darmi qualche suggerimento in fase di correzione (Dellimellow, Luca Verbatim, e alcuni amici che se lo meritavano), e l’invio di qualche “copia staffetta” a chi, sempre interessato a One Piece, avrebbe potuto eventualmente (e l’ho specificato sin da subito agli interessati, senza impegno di sorta o costrizione alcuna) parlarne in un’eventuale recensione. E vi dico anche i nomi: quel pokècoso di Dario Moccia (che disse che sarebbe stato carino poi organizzare una live per parlarne una volta letto il saggio), quel cacacazzo di Caverna di Platone (che ricevuto il file se n’è uscito con un “col cazzo che lo leggo è troppo lungo mi faccio la palla”) e Raffaello Gomma (aka Yasopp SniperNW, che poi ci ha fatto un video sopra).

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