L'allergia alle maiuscole del grande Saramago

Creato il 23 agosto 2010 da Paciampi
Per dirla meglio: il male di coloro che pensano con maiuscole è che quelle maiuscole occupano troppo spazio: mezza dozzina di esse intorpidiscono e intasano del tutto o per sempre qualsiasi cervello anche geniale. Questo fa sì che io sia un nemico sfegatato delle maiuscole: mi piacciono (eccome!) le parole,  ma vorrei renderle piccolissime, in modo che ce ne possano stare molte altre. E vorrei anche che fossero dense, cariche di significato, di senso, di forza, di capacità di azione
Che belle queste parole di Josè Saramago, che poi sono tra le ultime cose che ci ha lasciato il grande scrittore portoghese, perché è un testo scritto per un'importante iniziativa del Pen italiano che si terrà il prossimo novembre per il cinquantesimo anniversario del comitato Scrittori in prigione.
Anch'io sono decisamente insofferente all'abuso delle maiuscole, e non credo che si tratti solo di una questione di forma. O almeno, la forma in casi come questi è anche la sostanza.
Si rovesciano maiuscole, per aggrapparsi a concetti svuotati di senso e infarciti di retorica. Oppure con esse si innalzano piedistalli di parole, o addirittura barricate di parole, che dovrebbero mettere in risalto e procurare rispetto e omaggi a qualche autorità.
La burocrazia usa molte maiuscole, non a caso. Le istituzioni, quanti più sono lontane e distratte, fanno ricorso a frasi pompose e gridate fitte di maiuscole. Uno squallore per l'intelligenza, dice Saramago.
I grandi scrittori, no, non ne hanno bisogno. I grandi scrittori sanno pesare le parole. Sono i primi a sapere che le parole non sono bolle di sapone che si dissolvono in aria. 
Ps: il Pen Club è un'associazione internazionale di scrittori impegnati nella difesa della libertà di pensiero ed espressione in ciascuna circostanza. Se non mi sbaglio, da una sua costola, nel 1961, è nata Amnesty International. Che è tutto dire. 

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