A San Mauro il Po era arrivato in centro, mezzo metro oltre gli argini, accomodandosi nelle vie del paese, invadendo il Ponte Vecchio e quello Nuovo. Ricordo la gente con le pale, i negozi come spelonche invase dalla poltiglia, i tavoli dei bar accatastati. Nella piana di Settimo si era impadronito dei campi creando una specie di gigantesco lago sporco, dai colori putridi. Cascina Isola, Mezzi Po, Brandizzo. Camminava lento, possente, facendo vortici, portando con sé tronchi, cespugli, immondizia, scarpe, oggetti della vita quotidiana che fino a quel momento l’avevano circondato. La statale 590 della Val Cerrina era sparita per ampi tratti, la terra rigonfia, gli alberi abbattuti, marciume in mezzo alla strada; anche qui si spalava il fango prima che diventasse cemento. Per raggiungere Chivasso occorreva un lungo giro fino a Chieri. E a Chivasso il ponte, all’improvviso, non c’era più…