L’altra faccia di Bari

Creato il 22 luglio 2010 da Lalternativa

Da una parte della città qualcuno chiede il pizzo a una barista. Da un’altra parte un uomo costringe una donna a prostituirsi. Non ce lo stiamo inventando, ma è quello che abbiamo visto in poco meno di 15 giorni. Dove? A Bari, il capoluogo di Puglia. In entrambi i casi, a vedere, non eravamo da soli. Con noi c’erano anche altre persone, molte delle quali non sono neppure di Bari. Ma andiamo per gradi.

Il primo episodio, un apparente tentativo di taglieggiamento, è avvenuto in un bar a meno di dieci metri dal Comune di Bari. Due uomini con facce tutt’altro che rassicuranti, sono appoggiati sull’uscio della porta del bar. Io, con un amico, sono fuori mentre chiacchiero con altre due persone. All’improvviso le urla della donna nel bar ci impediscono quasi di continuare a parlare. La sua voce è agitata: parla in dialetto e sembra molto arrabbiata. Avevo voglia di bere un bicchiere d’acqua, il caldo è davvero estenuante. Io e il mio amico entriamo. Mentre raggiungiamo il bancone, la nostra posizione ci permette di capire meglio cosa la signora e i due uomini sull’uscio si stanno dicendo. Lei: “Ho detto che dovere aspettare. E’ inutile che continuate a venire. Che le persone le conosco pure io e le posso mettere in mezzo”. Uno dei due energumeni: “Mo che c’entrano le persone. Allora non hai capito niente. Chi devi mettere in mezzo? Ricordati che stavolta siamo venuti con le buone, la prossima volta altro che persone”. Non siamo sicuri si tratti di una richiesta di pizzo ma, per non sapere né leggere né scrivere, ci sembra una cosa molto simile. Buttiamo giù d’un sorso l’acqua gelida che avevamo ordinato e andiamo via. Devo dire che la situazione, pur consumandosi in pieno centro città e in pieno giorno, ci fa un po’ paura. Usciamo. A cosa abbiamo assistito secondo te? Chiedo al mio amico. Eh, mi risponde: a un tentativo di taglieggiamento.

Passiamo all’altro episodio. Stiamo andando a Bitritto a goderci un po’ di fresco e un po’ di Jazz all’aria aperta. Mentre siamo in macchina il traffico rallenta. Siamo vicino la chiesa Santa Fara. Ed è proprio qui, pochi metri dopo la chiesa, che una macchina sta girando a sinistra per raggiungere una giovane prostituta. Per la cronaca, è una macchina anche molto lussuosa. Di fronte a noi c’e’ un Ape, un tre ruote per intenderci. Dentro un vecchietto aspetta impaziente. Fuori c’è la giovane prostituta che viene strattonata da un uomo che indossa la tuta e che ha i capelli lunghi. Lei, a quanto pare, si rifiuta di fare sesso con il signore anziano. Ma l’uomo in tuta la spinge dentro il tre ruote e con le mani le mima quello che le accadrà se non farà come le dice. Le auto dietro di noi suonano il clacson e dobbiamo andare via. Il traffico continua a scorrere come se nulla stesse accadendo.

Perché abbiamo voluto raccontarvi queste due storie? Perché vogliamo che le prossime (our sperando non ne accadano più) siate voi a raccontarcele. “L’Alternativa” non ambisce a diventare un giornale, e neppure vuole sostituirsi agli altri organi di informazione, ma vuole semplicemente essere una alternativa a tutto quello che altri decidono di farci sapere. O, per meglio dire, decidono di non farci sapere.

Noi, preferiamo toccare con mano e dirci le cose come stanno, personalmente. Senza filtri. Del resto, nessuno sa dove sta la verità, ma almeno dobbiamo cercare di avvicinarci il più possibile.

Insieme a voi vogliamo cercare di capire cosa succede in città. In Puglia. E perché no, se qualcuno ci leggerà dal resto di Italia saremo ben lieti di accogliere le sue testimonianze. Stesso discorso vale per l’estero: abbiamo già alcuni amici che sono pronti a scrivere per noi.

Accetteremo ogni forma di testimonianza: video, foto, testi, musica. Tutto quello che vi serve per esprimervi.

Cosa state aspettando?


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