L’amuleto di Samarcanda di Jonathan Stroud

Creato il 22 aprile 2011 da Nasreen @SognandoLeggend

Jonathan Stroud:

Nato nel 1970 a Bedford, Inghilterra, Jonathan Stroud ha iniziato a scrivere le sue prime storie all’età di sette anni.Dopo aver completato gli studi di letteratura inglese all’università di York ha iniziato la sua carriera in una casa editrice di Londra dove ha lavorato come curatore di libri per bambini. Negli anni ’90 ha iniziato a pubblicare i suoi lavori e ha avuto rapidamente successo. Nel maggio 1999, Jonathan ha dato alle stampe il suo primo romanzo per bambini, Buried Fire, il primo di una lunga serie di libri fantasy/mitologici per bambini.Tra i suoi libri più importanti c’è la Trilogia di Bartimeus. Una caratteristica di questi romanzi confrontati ad altri del loro genere è il modo in cui Stroud gioca con gli stereotipi del “buon mago” e del “demone cattivo” quando il sarcastico ed egocentrico jinn Bartimeus descrive un mondo moderno governato da maghi corrotti.

Trilogia;

1.L’amuleto di Samarcanda (isbn:9788884513014)

2. L’occhio di Golem (isbn:9788884513021)

3.La porta di Tolomeo (isbn:9788884513038)

Titolo: L’amuleto di Samarcanda
Autore: Jonathan Stroud
Serie: La trilogia di Bartimeus, vol.1
Edito da: Salani
Prezzo: 16,50 €
Genere: Young/Adult, Fantasy
Pagine: 449 p.
Voto

Trama: Il millenario jinn Bartimeus viene improvvisamente richiamato dal mondo degli spiriti ed evocato a Londra. La sua missione è tra le più difficili e pericolose: rubare il prezioso Amuleto di Samarcanda a Simon Lovelace, mago senza scrupoli e membro del Parlamento. Ma il vero problema è che a chiamarlo è stato un ragazzetto di dodici anni, che non sembra affatto in grado di governarlo…
Jonathan Stroud crea una Londra alternativa, in cui si mescolano atmosfere dickensiane e personaggi da mille e una notte. Un mondo apparentemente molto diverso dal nostro, ma agitato dagli stessi intrighi e dalle stesse brame, prima tra tutte quella per il potere. Un potere solo apparente, poiché ottenuto grazie a forze che non vedono l’ora di ribellarsi a chi le ha assoggettate, geniale metafora delle umane ambizioni. Ricercato, ricco di suspense, sapientemente costruito e divertentissimo, L’Amuleto di Samarcanda è un capolavoro della fantasy: sovverte brillantemente le regole, presentandoci un mondo magico ‘al negativo’, dove gli umani – generalmente meschini, invidiosi e senza scrupoli – sono contrapposti agli spiriti ben più potenti, ingegnosi e astuti di loro.

“Sono Bartimeus! Sono Sakhr al-Jinni, N’gorso il Possente, Serpente dalle Piume d’Argento! Ho riedificato le mura di Uruk, di Karnak e di Praga. Ho parlato con Salomone. Ho corso nelle praterie insieme ai padri dei bufali. Ho sorvegliato l’Antico Zimbabwe fino a quando le pietre caddero e gli sciacalli banchettarono con le sue genti. Sono Bartimeus! Non riconosco signore alcuno. E per questo ora sono io che ti ordino di parlare, ragazzo: chi sei tu per convocarmi?”

Recensione:

È un libro davvero originale e avvincente, interessante e ironico come pochi se ne trovano nel mondo Fantasy. Bartimeus è un jinn millenario che si trova sulla terra in vari momenti diversi della storia umana, è sarcastico, irriverente e non solo con i maghi suoi padroni ma anche con i demoni più forti di lui. Riesce a sopperire con la furbizia laddove la forza fisica e la potenza magica non sono dalla sua parte.

Si può bene immaginare la comicità della scena iniziale, quando questo personaggio viene convocato da un mago che altri non è che un ragazzino, un quindicenne imbronciato che vuole apparire forte e sicuro di se, ma che fa trasparire la sua inesperienza. E proprio all’inizio siamo già catapultati nella novità del libro, un elemento semplice e allo stesso tempo geniale: i narratori della storia sono infatti due, da una parte troviamo Nathaniel, giovane mago in erba che, cercando di vendicarsi dei torti subiti si trova in una situazione più grande di lui; dall’altra abbiamo proprio Bartimeus che col suo sarcasmo e con la sua ironia smorza sempre il tono dell’azione. Esilarante è l’inizio di tutto il romanzo quando durante la convocazione Bartimeus, pur sapendo bene di non poter far nessun male al ragazzo, cerca in tutti i modi di impressionare e spaventare il giovane mago. La trama è ben strutturata e ricca di colpi di scena, anche se a volte lo scioglimento risulta troppo irreale e semplicistico per l’intreccio che l’autore ha creato.

La Londra descritta da Stroud è un mondo fatto di classi sociali molto nette, fatto di maghi che detengono tutto il potere, e Comuni che sono assoggettati a questi. I maghi non possono avere figli per evitare faide famigliari, perciò i bambini vengono abbandonati in tenera età dai genitori e assegnati a un mago adulto che si occuperà del suo apprendistato. I maghi così vengono estraniati fin da piccoli non solo dai Comuni, ma anche dagli altri maghi coetanei, potranno iniziare a frequentare la società solo a 12 anni quando gli verrà assegnato un nuovo nome. La società dei maghi è fatta di tradimenti e arrivismo,  di individui arroganti pronti a tutto per un po’ di potere e visibilità, così la storia di tutte le nazioni guidate da maghi è costellata di tradimenti, omicidi e colpi di stato. Eppure niente di tutto questo, che ci viene raccontato da Bartimeus, è visibile agli occhi di Nathaniel per cui il parlamento è un luogo sacro e i ministri sono degli uomini buoni e giusti che dedicano la loro vita a occuparsi de bene dello stato. Un libro che sicuramente un amante del Fantasy non può mancare di leggere, un personaggio brillante una storia che tiene col fiato sospeso e una Londra come non l’abbiamo mai vista.


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