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L’antropologia della fede nell’Altare della Speranza di Pierfranco Bruni.

Da Lalunaeildrago
L’antropologia della fede nell’Altare della Speranza di Pierfranco Bruni.  Si discute a Scanno il prossimo 19 settembre
di Giulio Rolando* L’antropologia della fede nell’Altare della Speranza di Pierfranco Bruni. Pierfranco Bruni è da anni che lavora alla figura di San Paolo. Dopo alcuni testi dedicati alla linea cristiana giunge questo nuovo scavo nella sua ricerca di uomo di fede: da San Francesco di Paola a San Giovanni Paolo II, da San Giuseppe Moscati a San Nicola da Longobardi a San Lorenzo Martire, da Santa Teresa d’Avila, alla quale ha dedicato, proprio nelle settimane scorse diversi scritti, al viaggio di San Paolo. Sabato  19 settembre prossimo, a Scanno si parlerà di San Paolo e il Mediterraneo. Si svolgerà un’ampia e articolata discussione sulla figura di San Paolo grazie alla presentazione del libro di Pierfranco Bruni dal titolo: “L'altare della speranza. Paolo di Tarso. I linguaggi e la parola nella fede del viaggio”.
A discutere sul libro di Bruni sono stati chiamati Francesco D’Episcopo, Università Federico II di Napoli e Neria De Giovanni, Presidente Associazione Internazionale dei critici letterari. I lavori saranno coordinati da chi scrive.  L’incontro è fissato per le ore 9.30 nella Sala dell’Auditorium “Guido Calogero” di Scanno. Il Saluto di Benvenuto è affidato  alla principessa Alessandra Schoenburg Tanturri, Presidente Fondazione Tanturri, a Paolo De Nardis, Segretario Generale della Fondazione e al Sindaco di Scanno Pietro Spacone..
Paolo di Tarso e il Mediterraneo, il segreto di un viaggio che è racconto di lotta e di fede. È il primo punto che scorre lungo le pagine del nuovo libro di Pierfranco Bruni che si accompagna ad un romanzo pubblicato proprio negli stessi mesi di quest’anno “La pietra d’Oriente”, nel quale oltre Paolo si trova un dialogare tra Gesù e Giuda. L’antropologia della fede nell’Altare Speranza Pierfranco Bruni. L’antropologia della fede nell’Altare Speranza Pierfranco Bruni. La Parola e l'agorà, fede e cultura,  sono coordinate che Pierfranco Bruni pone al centro de “L'altare della speranza. Paolo di Tarso. I linguaggi e la parola nella fede del viaggio” (Edizioni Prospettive meridionali, prefazione di mons. Vincenzo Bertolone, arcivescovo di Catanzaro-Squillace e postfazione di Gerardo Picardo, copertina di Valentina Marelli). Pagine che hanno come chiave di lettura la riflessione il tema della ricerca. Il libro di Pierfranco Bruni su San Paolo è parte integrante del Progetto Etnie diretto proprio da Pierfranco Bruni, del Ministero beni e attività culturali e turismo. Un viaggio per mare e tra porti, scrive Bruni, geografia dei luoghi e dell'anima, perché "proponendo i viaggi di Paolo si ha la possibilità di 'vivere' le vie del Mediterraneo non solo come luoghi depositati nella storia o come significativi pellegrinaggi dello spirito ma come vere testimonianze di una civiltà che non ha mai perso il suo fascino tra i luoghi del sentire, del sapere e dell'essere". Vangelo di strada e occhi che si alzano verso il mistero.
Paolo è per Bruni "L'Apostolo del Mediterraneo, o meglio dei Mediterranei. Ha viaggiato i luoghi tra Oriente e Occidente nel nome della fede. E' sulle rotte del Mediterraneo che le civiltà possono ancora parlarsi. Parlandosi ci si incontra. L'incontro è sempre un ritrovarsi tra le ore del tempo. L'antropologia del sempre è nello scavo delle esistenze".
Almeno tre percorsi si rintracciano in questo studio di Pierfranco Bruni. 1.Il luogo come geografia di un viaggio tra gli spazi del Mediterraneo. 2.Il rapporto religioso e filosofico tra la parola di Paolo e l’esistenzialismo cristiano. 3. La visione tra cultura e civiltà nella tradizione paolina.
Uno scavo che non è, per Pierfranco Bruni, soltanto ontologico ma personale. Infatti, Bruni è come se dialogasse costantemente con Paolo ed è come se fosse un riferimento in una dimensione in cui la scrittura è comunicazione. Ma è soprattutto perno fondamentale tra Occidente ed Oriente. Paolo rappresenta l’Uomo che esce dal sottosuolo per offrire la Grazia attraverso la testimonianza, la parola, la fede. Non è una biografia su Paolo e neppure un mosaico teologico. Piuttosto è un raccontare Paolo vivendolo nella sua confessione e nella sua conversione.
*Giulio Rolando, Direttore de “Il Cerchio”

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