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L'appello di pediatri e cardiologi contro le bevande zuccherate

Creato il 27 marzo 2019 da Informasalus @informasalus

bevande zuccherate
Cardiologi e pediatri americani dichiarano guerra alle bevande zuccherate, responsabili di obesità e altre patologie tra bambini e ragazzi

Serve una mobilitazione generale come quella iniziata nel 1971 contro il fumo, perché i danni alla salute dei cittadini sono diventati ormai troppo ingenti. È quanto affermano i cardiologi ed i pediatri americani che chiedono una tassa sulle bevande zuccherate per combattere l’obesità infantile e altre patologie sempre più diffuse tra bambini e ragazzi.

Dopo un approfondimento oltre due anni, due importanti società scientifiche statunitensi, quella dei cardiologi (l’American Heart Association) e quella dei pediatri (l’American Academy of Pediatrics) chiedono l’introduzione di una tassa sulle bevande zuccherate, severe limitazioni alle pubblicità rivolte ai più piccoli e avvertenze sulle confezioni simili a quelle riportate sui pacchetti di sigarette.

È necessario, sostengono le due associazioni, mirare a ridurre l’apporto quotidiano derivante dalle calorie vuote delle bevande zuccherate al 10%, dal 17% attuale: anche se i consumi di  bibite sono in discesa da qualche anno, è urgente fare molto di più.

Secondo gli specialisti le iniziative devono essere intraprese con urgenza perché è ormai sempre più comune vedere bambini anche piccolissimi con problemi di steatosi epatica e diabete di tipo 2, un tempo patologie della terza età. Secondo i medici un’azione decisa potrebbe prevenire 52 mila decessi da diabete di tipo 2, e abbassare l’obesità infantile tra le fasce più disagiate di popolazione, dove è attorno al 19%, ovvero otto punti percentuali più alta rispetto a quella dei ragazzi più ricchi e istruiti.

Cardiologi e pediatri hanno redatto un documento in cui vengono richiesti in particolare sei interventi:

1.  I governi locali, nazionali e federali devono alzare il prezzo delle bevande zuccherate, se necessario introducendo un’apposita tassa (del 10% o superiore), che ha ormai dimostrato di riuscire a scoraggiare i consumi negli Stati e nelle città dove è stata introdotta, come il Messico, il Cile, Berkeley e così via. La tassazione deve essere accompagnata da adeguate campagne educative e i proventi devono essere destinati, almeno in parte, all’aiuto alle fasce più povere della popolazione e a programmi di promozione della salute pubblica;

2.  I governi statali e federali devono sostenere qualunque sforzo che vada nella direzione della diminuzione dei consumi e non, come è stato fatto finora quasi ovunque, assistere passivamente a singole iniziative prese da altri;

3.  I programmi federali di assistenza alimentare devono prevedere sempre l’utilizzo di cibi e bevande sane e scoraggiare quello di bibite dolci;

4.  I bambini, i ragazzi e le loro famiglie devono avere accesso a informazioni corrette, ben visibili su confezioni, menu e pubblicità;

5.  Tutte le iniziative finalizzate all’adozione definitiva e costante di bevande sane devono essere sostenuti e incoraggiati;

6.  Gli ospedali devono rappresentare un modello e offrire a pazienti, familiari e lavoratori solo bevande sane, disincentivando o limitando fortemente quelle zuccherate.


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