Abbiamo quindi visto come l'area del quadrato possa essere ricavata con la stessa formula di calcolo del rettangolo, rombo e parallelogramma generico (la sua formula è la stessa del rettangolo). Se però osserviamo il disegno, l'insieme dei parallelogrammi è rappresentato come un sottoinsieme dei trapezi: perché? Un trapezio è un quadrilatero con 2 lati opposti paralleli, il che non significa che dev'esserci soltanto una coppia di lati opposti paralleli, ma anche 2; perciò i parallelogrammi, che almeno una coppia di lati opposti paralleli ce l'hanno (hanno addirittura entrambe le coppie di lati opposti paralleli), sono anch'essi trapezi, e se il quadrato è un particolare parallelogramma, allora dovrà essere anche un particolare trapezio.
Proviamo dunque a vedere se funziona l'applicazione delle classica formula per l'area del trapezio (
Verrebbe da chiedersi: perché complicarsi la vita quando in realtà la formula "classica" dell'area della superficie del quadrato è molto più semplice? E' ovvio che sarà soprattutto con questa che si dovrà calcolare l'area di un qualsiasi quadrato, dato che è più comodo, ma fare almeno una volta queste considerazioni aiuta sicuramente ad aprire un po' di più la mente e rinforzare l'idea che i quadrilateri non sono figure tutte sconnesse tra loro, ma che quelli con proprietà più specifiche conservano le proprietà di quelli più generici, proprio come indicato nel raggruppamento di insiemi e sottoinsiemi; spesso invece, nel corso degli studi, si imparano a memoria le singole formule e non si capisce da dove saltino fuori alcune di esse.
In questo post inoltre abbiamo ragionato su un caso specifico, con l'esempio di una misura in particolare, ma ovviamente si può generalizzare il tutto partendo dalla formula generale del trapezio e, di volta in volta, modificare la formula precedente sino ad arrivare al quadrato, passando attraverso l'aggiunta di proprietà geometriche sempre più particolari. Lo vedremo nel prossimo post ;-)