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L’arrivo del maltempo salva da smog e siccità in anno più secco

Creato il 28 dicembre 2017 da Pierpaolo Molinengo @pier_molinengo

L'arrivo del maltempo con pioggia e neve è manna per l'Italia a secco in cui nell'ultimo anno è caduta quasi 1/3 di acqua in meno (-30%) della media che ha provocato la più grave siccità da 217 anni con drammatici effetti sull' agricoltura ma anche rischi per gli usi civili ed industriali. E' quanto afferma la Coldiretti in riferimento all'arrivo dell'ondata di maltempo sulla base dei dati Isac Cnr dai quali si evidenzia che l'anno meteorologico 2017 è stato il piu' secco in Italia dal 1800. Gli effetti si vedono con l'allarme smog nelle città e con le riserve idriche al minimo su tutto il territorio. Mancano all'appello quest'anno - stima la Coldiretti - almeno 50 miliardi di metri cubi di acqua per effetto di un 2017 straordinariamente siccitoso che ha lasciato svuotati laghi, fiumi e invasi. Non solo dunque disagi e danni, l'arrivo della pioggia e della neve - continua la Coldiretti - è importante per dissetare i campi resi aridi dalla siccità e ripristinare le scorte idriche nei terreni, nelle montagne, negli invasi, nei laghi e nei fiumi a secco. Le precipitazioni però - sottolinea la Coldiretti - per poter essere assorbite dal terreno devono cadere in modo continuo e non violento, mentre gli acquazzoni aggravano i danni provocati dagli allagamenti con frane e smottamenti. Positiva - conclude la Coldiretti - è la presenza della neve per incentivare il recupero delle risorse idriche nelle montagne ma anche favorire la produzione di grano, secondo il vecchio adagio contadino "sotto la neve il pane".

Il rischio

Sono 7145, ovvero l'88,3% del totale, i comuni italiani a rischio frane e/o alluvioni. E' quanto spiega la Coldiretti su dati Ispra in occasione della sottoscrizione del prestito da 800 milioni di euro che la BEI (Banca Europea per gli Investimenti) ha concesso all'Italia per intervenire sul dissesto idrogeologico del Paese. Il credito sosterrà circa 150 programmi di messa in sicurezza del territorio sotto il coordinamento del Ministero dell'Ambiente. Gli interventi riguarderanno la realizzazione o il rafforzamento degli argini dei fiumi a rischio esondazione, la risistemazione dei corsi d'acqua e dei canali di collegamento, le casse di espansione lungo fiumi e torrenti, interventi per prevenire erosioni costiere o frane. Eventi di dissesto idrogeologico spesso legati al consumo di suolo infatti - spiega Coldiretti - negli ultimi 25 anni è stato perso in Italia il 28% delle superfici coltivate ridotte ormai a 12,8 milioni di ettari. Su un territorio meno ricco e più fragile - evidenzia la Coldiretti - si abbattono i cambiamenti climatici con le precipitazioni sempre più intense e frequenti con vere e proprie bombe d'acqua che il terreno non riesce ad assorbire. Eventi che ogni anno provocano danni per 400 milioni di euro alle produzioni agricole con pesanti effetti dal punto di vista economico, occupazionale, ma anche ambientale. Per proteggere la terra e i cittadini che vi vivono, l'Italia - continua la Coldiretti - deve difendere il proprio patrimonio agricolo e la propria disponibilità di terra fertile con un adeguato riconoscimento sociale, culturale ed economico del ruolo dell'attività agricola. Occorre - continua Coldiretti - accelerare sull'approvazione della legge sul consumo di suolo, ormai da alcuni anni ferma in Parlamento, che potrebbe dotare l'Italia di uno strumento all'avanguardia per la protezione del suo territorio.


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