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L’atmosfera di Titano all’infrarosso

Creato il 15 gennaio 2019 da Media Inaf

Osservare Titano, la luna più grande del sistema di Saturno, con strumenti ottici (quindi in luce visibile) non ha dato agli scienziati risultati soddisfacenti come quando sono state utilizzate camere all’infrarosso. Ed è così che, nel corso della missione, la sonda Cassini-Huygens ha sfruttato le potenzialità dello strumento Vims (Visual and Infrared Mapping Spectrometer) per studiare nel dettaglio la spessa atmosfera che avvolge uno degli oggetti più interessanti e misteriosi del Sistema solare.

L’atmosfera di Titano all’infrarosso

La luna di Saturno Titano vista con gli occhi a infrarosso della sonda Cassini (Vims o Visual and Infrared Mapping Spectrometer). Crediti: Nasa/Jpl-Caltech/University of Nantes/University of Arizona

La sonda Cassini ha studiato per oltre un decennio i diversi fenomeni che caratterizzano Saturno, i suoi anelli e i suoi satelliti naturali. Titano è stato osservato in lungo e in largo e grazie allo spettrometro Vims è stato possibile completare i dati raccolti sull’atmosfera lunare dal lander Huygens durante la sua discesa sulla superficie.

In questo mosaico, Vims ha catturato le numerose caratteristiche che rendono così speciale questo satellite. La mappe che sono state create combinano i dati della moltitudine di osservazioni fatte con condizioni di luce di volta in volta diverse nel corso della missione, cucite insieme in una sequenza di immagini che ci regala la migliore rappresentazione della superficie di Titano fino ad oggi.

I colori riflettono le variazioni dei materiali presenti sulla superficie della luna. È facile riconoscere le distese di dune equatoriali grazie a un uniforme color marrone, mentre i colori bluastri e viola indicano materiali arricchiti nell’acqua ghiacciata.

Ricordiamo che la missione Cassini è terminata il 15 settembre 2017 con un fatale tuffo nell’atmosfera saturniana (il Grand Finale).

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