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L’Aula sorda, grigia e striminzita

Creato il 10 ottobre 2019 da Conflittiestrategie

Il parlamento italiano diventerà una riserva di pochezza democratica, con onorevoli dimezzati e privilegi moltiplicati (o almeno questa sarà la sensazione). Chi resta farà l’indiano, chi esce l’indignato. L ‘estinzione della democrazia per via democratica è uno spasso imperdibile.
I parlamentari che hanno votato per la riduzione dei posti pensano ovviamente che toccherà al vicino di banco. Sono questi gli unici pensieri che aleggiano nelle aule sorde, grigie e ora anche striminzite.
Questa sceneggiata che qualcuno spaccia come grande vittoria degli italiani è l’esempio di ciò che Marx chiamava cretinismo parlamentare, precisamente quella malattia che “relega quelli che ne sono colpiti in un mondo immaginario e toglie loro ogni senso, ogni ricordo, ogni comprensione del rozzo mondo esteriore; essi dovevano essere colpiti da questo cretinismo parlamentare quando, dopo aver distrutto con le loro mani tutte le condizioni del potere del Parlamento..”. Ed ecco che la storia si ripete, in seconda battuta come farsa.
Agli italiani del numero dei parlamentari non importa più nulla, la propaganda sulla casta non attecchisce oltre perché ben altri sono i problemi che li attagliano. I 5S che hanno cavalcato tale legge sono fuori corso storico e destinati ad una sepoltura prematura. Tutte le loro battaglie sono invecchiate in pochi anni e non sono più di alcun interesse per gli elettori che li abbandonano delusi. Erano loro a sostenere che uno vale uno salvo adeguarsi ad una democrazia in cui tutti parlano e pochi decidono. La rete è un leviatano appena più attrezzato che non cambia natura se lo attribuisci a Rousseau anziché ad Hobbes. Le leggi sociali non tengono conto delle illusioni e si fanno beffe dei sognatori, prima in Bonafede e adesso persino in Bonafe’.
Noi che non abbiamo mai creduto di poter ristabilire una democrazia incorrotta, peraltro mai esistita, nemmeno ai tempi dei filosofi “schiavisti” greci, ribadiamo che essa è soltanto un mercato di compravendita di posti al prezzo di voti. Le decisioni serie vengono prese altrove da persone(incarnanti funzioni) che non hanno bisogno di farsi eleggere. Come scrive più precisamente La Gianfranco la Grassa:

“La democrazia …è un semplice e schematico sondaggio d’opinione, in cui si tratta solitamente di rispondere sì o no a poche semplici domande su questioni che tutto toccano salvo il reale potere dei grandi centri strategici, che si battono tra loro con ben altri mezzi e massima incisività (magari anche con il metodo dell’assassinio se occorre). Non è un caso che l’opinione “pubblica” muti d’accento con una certa facilità e frequenza; ne vengono premiati ora questi ora quelli fra i cosiddetti partiti, vere accozzaglie informi dirette da manigoldi, che rappresentano la copertura e la maschera “pubblicitaria” dei suddetti centri strategici, i reali poteri da cui si irradiano poi le principali decisioni, molto spesso ignote al “popolo” o comunque assai differenti da quelle su cui si era svolto il sondaggio. Non vi è dubbio che una simile “democrazia” presenta alcuni svantaggi in fatto di celerità ed efficacia delle decisioni, poiché a volte bisogna avvolgere queste ultime in una “bella confezione” in grado di meglio ingannare, compiacendo, i cittadini elettori”.

Insomma, il parlamento non è mai stato una scatola di tonno da aprire ma una cloaca da evitare, tanto che scriveva Trilussa l’unica bestiola, “la sola che sia degna de bazzicà la Cammera e conosca l’idee de l’onorevoli è la Mosca, perché vola, s’intrufola, s’ingegna, e in fatto de partiti, sia chi sia, passa sopra a qualunque porcheria!”

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DOPPO L’ELEZZIONI (Trilussa)

Nun c’era un muro senza un manifesto, Roma s’era vestita d’Arlecchino;
ogni passo trovavi un attacchino ch’appiccicava un candidato onesto, cór programma politico a colori pe’ sbarbajà la vista a l’elettori.
Promesse in verde, affermazzioni in rosso, convincimenti in giallo e in ogni idea ce se vedeva un pezzo de livrea ch’er candidato s’era messa addosso co’ la speranza de servì er Paese… (Viaggi pagati e mille lire ar mese.)
Ma ringrazziamo Iddio! ‘Sta vorta puro la commedia è finita, e in settimana farà giustizzia la Nettezza Urbana che lesto e presto raschierà dar muro l’ideali attaccati co’ la colla, che so’ serviti a ingarbujà la folla.
De tanta carta resterà, se mai, schiaffato su per aria, Dio sa come, quarche avviso sbiadito con un nome d’un candidato che cià speso assai…
Ma eletto o no, finché l’avviso dura, sarà er ricordo d’una fregatura.


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